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5 Stelle, la rincorsa sulla Lega: “Siamo pari nei sondaggi”

Comizio di chiusura a Roma, nella piazza dell’Ulivo. Lo premettono innanzitutto loro, i 5Stelle, che sono solo sondaggi di fine agosto, e che quindi “vanno presi con le molle, lo sappiamo”. Però è un fatto, assicurano più fonti, che nelle ultime ore ai piani alti del Movimento […]

DI LUCA DE CAROLIS – Il Fatto Quotidiano) – Lo premettono innanzitutto loro, i 5Stelle, che sono solo sondaggi di fine agosto, e che quindi “vanno presi con le molle, lo sappiamo”. Però è un fatto, assicurano più fonti, che nelle ultime ore ai piani alti del Movimento siano affluiti sondaggi e stime che danno il partito di Giuseppe Conte ben sopra il dieci per cento, la quota che per il M5S varrebbe la sopravvivenza politica. “Ci valutano al 12-13 per cento, grosso modo alla pari con la Lega” spiegano. Così un graduato contiano si espone: “Possiamo essere il terzo partito nelle urne, anche perché la tendenza di tutte le rilevazioni ci dà in crescita”. Insomma, qualcuno spera di scavalcare il Carroccio. Comunque difficile, anzi di più, visto che proprio nel Nord che è roccaforte leghista il Movimento negli ultimi anni è crollato a percentuali sconfortanti. Non è un caso che Conte si sia candidato come capolista in due collegi della Lombardia, per fare da traino. E che il primo atto della sua campagna elettorale sui territori – impostata su “poche tappe mirate”, per usare le parole dell’avvocato – sarà in Veneto, martedì prossimo, dove visiterà alcune aziende e un cantiere aperto grazie al superbonus, misura totem dei grillini. Bisogna recuperare punti soprattutto sopra Roma, anche se è proprio nella capitale che il Movimento dovrebbe tenere l’evento di chiusura della campagna, e nel dettaglio in piazza Santi Apostoli.

Un luogo che un tempo era sinonimo di Ulivo e quindi di Romano Prodi, ma che il M5S utilizzò già nel 2020, per protestare contro il ritorno dei vitalizi. Questa volta vedere i grilllini nella piazza del centrosinistra avrebbe anche una chiara sfumatura politica, visto che Conte cerca anche e forse sopratutto nel campo dem i punti per agguantare il dieci per cento. Da giorni insiste sul Movimento come “unico, vero partito progressista”. Mentre ieri è sceso in picchiata – come altri leader – contro la campagna social di Letta, imperniata sull’invito agli elettori a stare da una parte o dall’altra. “Enrico, che ti succede?” ha chiesto l’avvocato in un lungo post rivolto all’ex alleato. Ai suoi, Conte lo ha (ri)detto così: “L’impostazione di quel messaggio è profondamente sbagliata, questo è il modo migliore per consegnare il Paese alle destre e alimentare l’astensionismo”. Non vuole la polarizzazione, Conte, anche perché teme di pagare dazio nelle urne se prendesse piede la narrazione del voto utile. Per questo teorizza: “Le destre si battono discutendo nel merito le loro proposte”. Considerazioni che potrebbe ripetere nelle piazze, a partire da quella di Chieti, dove è atteso mercoledì sera. O magari in occasione della presentazione del programma a Roma, il 9 settembre, nell’Auditorium della Conciliazione. Una sala che il M5S aveva prenotato – e pagato – oltre un anno fa, raccontano, perché voleva presentarvi lo Statuto di Conte. Poi ci fu lo scontro con Beppe Grillo e non se ne fece nulla. Ora proveranno a riparare. Sperando che Grillo partecipi: se non il 9, almeno il 23, nella piazza del comizio di chiusura. Molto più piccola di piazza San Giovanni, perché il Movimento delle folle oceaniche è già un ricordo.

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