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A Monza e a Sesto minacce stile BR ai nostri Giarmoleo e Lamiranda

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Poco meno di due settimane al voto per le amministrative a Sesto San Giovanni, comune dell’hinterland milanese di circa 80mila abitanti, ma il clima in città sembra essere tutt’altro che incline ad uno svolgimento sano e fecondo degli ultimi giorni di campagna elettorale. È infatti di ieri sera la notizia che la sede cittadina di Fratelli d’Italia sia stata imbrattata con vergognosi simboli e scritte: falce e martello, unitamente alla scritta “Walter Alasia sindaco”.

Alasia, cittadino di origini sestesi, si era avvicinato ai gruppi della sinistra extraparlamentare giovanissimo, fino ad entrare nelle Brigate Rosse. Già complice del sequestro dell’avvocato Massimo De Carolis nel suo studio a Milano nel 1975 (De Carolis venne sottoposto a processo proletario e poi ferito con arma da fuoco, n.d.r.), l’anno successivo, alle prime luci del 15 dicembre le forze di polizia fecero irruzione nel suo appartamento a Sesto San Giovanni, dove era sospettato di nascondersi con la complicità della famiglia. Prima di morire dopo un inseguimento partito dalla finestra della sua camera, i colpi da fuoco sparati da Alasia riuscirono comunque a spezzare la vita del maresciallo Sergio Bazzega e del vicequestore Vittorio Padovani. Per tutti gli ambienti della sinistra extraparlamentare Alasia divenne un vero e proprio simbolo, tanto che a lui venne intitolata la «colonna» milanese delle Br, che si rese protagonista dell’agguato a Indro Montanelli (il celebre giornalista venne gambizzato il 2 giugno 1977 dalle BR Lauro Azzolini e Franco Bonisoli nei giardini di piazza Cavour a Milano, sede della redazione del Giornale nuovo, quotidiano da lui fondato nel 1974, n.d.r.).

“È davvero un segnale pericoloso. Invitiamo tutti a condannare in modo deciso questo increscioso episodio (…) Imbrattare la sede di FdI con scritte che fanno riferimento agli anni tragici del terrorismo significa voler creare pericolose tensioni» – ha commentato l’on. Frassinetti (FdI), vicepresidente della commissione cultura.

“Inneggiare al terrorista rosso Alasia contro il Sindaco Roberto Di Stefano augurandone, implicitamente, la morte è un atto vile tipico della sinistra che non ha alcun argomento da contrapporre ai nostri progetti ed alle nostre idee della Sesto futura e rievoca odio e terrore che Sesto non vuole più rivivere” dichiara Antonio Lamiranda (FdI), assessore all’urbanistica della città – “Noi andiamo avanti a testa alta. Non ci arretreremo. Non ci fermeremo.”

La notizia è stata prontamente riportata anche da Giorgia Meloni, che con il suo post ha posto l’accento su come per una certa stampa l’odio politico esista e faccia notizia solo quando associato a simboli del Ventennio o venga comunque associato alla destra. Già, proprio così, perché l’allarme fascismo risulta sempre essere il trend topic durante le elezioni di qualsiasi ordine e grado, mentre eventi di questa portata, questo tenore di scritte sulla sede di un partito che governa una grande città lombarda, sembrano non risvegliare neanche lontanamente il pericolo “brigatista” o “comunista”.

Da sinistra, al momento, nessun comunicato di solidarietà, e questo forse è ancora più grave e deludente delle scritte in sé, specie in una città che ha sempre vantato, fino all’attuale sindaco Roberto di Stefano, un legame fortissimo con il mondo comunista. Sulla pagina dell’assessore Lamiranda c’è infatti chi ha sdrammatizzato il fatto ridendo: che sia il desiderio latente di qualche anima per una nuova Sesto da “falce e martello”, proiettata nel passato e nella tensione? Noi, ovviamente, ci auguriamo di no e preghiamo che resti davvero un episodio isolato, dal quale tutti prendano le distanze con forza in nome della democrazia e per il bene degli ultimi giorni di campagna elettorale.

Tuttavia, anche a Monza, recentemente, si era verificato un atto simile, seppur di portata minore, ai danni della sede elettorale di Francesca Giarmoleo, responsabile di CulturaIdentità Lombardia, e candidata al Consiglio Comunale di Monza con FdI. Scritte sui muri a bomboletta e sticker a rovinare le immagini elettorali.

Con l’augurio che gli autori di una simile vigliaccata possano essere riconosciuti e che arrivino presto le tanto attese esternazioni di solidarietà anche dagli altri partiti politici, CulturaIdentità è certa che il 12 Giugno i Sestesi, chiamati alle urne, sapranno fare la scelta giusta per proiettare la propria città nel futuro.

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