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Accesso all’elettricità, quei progetti che cambiano l’Africa




Roma, 6 ago – Una delle tante ragioni per cui molti Paesi del continente nero sono afflitti dalla povertà è l’insufficiente energia elettrica. Attualmente si stima che siano 600 milioni gli africani che non hanno accesso all’elettricità e, come è facile intuire, questo impedisce alle imprese di operare e di creare ricchezza e occupazione. C’è da dire però che molti governi africani stanno facendo molto per risolvere questo atavico problema, investendo non solo nella costruzione di generatori elettrici ma anche di reti di distribuzione che permettano di portare l’elettricità nelle case e nelle imprese. Per quanto la strada da fare sia ancora molto lunga, i primi rilevanti risultati iniziano a vedersi.

Accesso all’elettricità, un grosso problema africano. I progetti dello Zambia

A tale proposito è senz’altro degno di nota il caso dello Zambia, una nazione che di recente ha costruito quattro generatori sui cinque previsti per produrre 750 megawatt di elettricità e che ha portato il totale dell’elettricità prodotta a 3.456 megawatt. Al momento però il massimo della domanda per questo Paese è di circa 2.300 megawatt, quindi il governo ha deciso di esportare 1.156 megawatt a Zimbabwe, Namibia e Sudafrica, permettendo così a questi paesi di coprire il deficit nella produzione di energia e agevolando le loro economie.

Nello specifico Zesco, la società elettrica statale dello Zambia, esporterà in Zimbabwe 100 megawatt di elettricità ogni mese per un valore di 6,3 milioni di dollari. Mentre la quantità che verrà esportata in Namibia sarà di 80 megawatt. Per lo Zimbabwe questo accordo è estremamente importante visto che molte centrali elettriche sono fuori uso e quindi ogni megawatt che può essere importato è molto utile all’economia.

Quello dello Zambia è insomma un caso positivo di investimenti in Africa che aiutano altri Paesi del continente nero. Non è poi un caso isolato. A titolo esemplificativo l’Etiopia, da quando ha costruito la Great Renaissance Dam, beneficia di un surplus di elettricità che intende esportare. Per farlo, il governo di Addis Abeba sta firmando accordi con le nazioni vicine e costruendo linee di distribuzione per trasportare l’elettricità da esportare.

Giuseppe De Santis

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