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Adnan Syed, scarcerato 23 anni dopo le accuse di omicidio: il caso 'riaperto' grazie al podcast Serial – Il Riformista

La storia dagli Stati Uniti

Carmine Di Niro — 20 Settembre 2022

Adnan Syed, scarcerato 23 anni dopo le accuse di omicidio: il caso ‘riaperto’ grazie al podcast Serial

Ci sono voluti 23 anni e soprattutto la ‘viralità’ di un podcast di estremo successo per ottenere giustizia e uscire dal carcere. È la storia che arriva dagli Stati Uniti e vede protagonista Adnan Syed, un uomo di 41 anni che dopo 23 anni dietro le sbarre per l’omicidio dell’ex fidanzata è finalmente uscito da un penitenziario. 

Ieri Melissa Phinn, giudice di Baltimora, ha rimesso Adnan in libertà. Aveva solo 18 anni quando venne condannato all’ergastolo per l’omicidio della liceale Hae Min Lee, una diciottenne di origine coreana che stata strangolata e seppellita in un parcheggio. Adnan, all’epoca dei fatti 17enne, professò immediatamente la sua innocenza: i giudici però non gli credettero, condannandolo al massimo della pena. 

Ventitré anni dopo, rispondendouna mozione della parte civile, la giudice Phinn ha revocato la pena “nell’interesse della giustizia”. Syed è stato messo agli arresti domiciliari e non è ancora chiaro se la procura chiederà un nuovo processo o lascerà cadere le accuse.

A rendere la vicenda di Adnan un caso nazionale fu ‘Serial’, uno dei primi podcast di successo scaricabili via web. Una ‘serie’ da 12 episodi portata avanti dalla giornalista Sarah Koenig che portò in luce le inconsistenze del procedimento che si era concluso con la condanna di Syed all’ergastolo. “Non me lo aspettavo certamente“, ha detto la Koening dopo che la giudice Melissa Phinn ha rimesso Adnan in libertà.

BREAKING NEWS: Judge throws out Adnan Syed conviction and orders him to be released. https://t.co/knpChgBwkx

— The Baltimore Banner (@BaltimoreBanner) September 19, 2022

Il podcast di Phinn fece emergere come all’epoca delle prime indagini su Syed furono commessi dagli investigatori errori grossolani. In particolare questi avevano messi gli occhi addosso ad altri due possibili sospetti, ma sia i difensori di Adnan, sia i giurati del processo, non furono informati della circostanza. 

La procura non ha detto che Adnan sia innocente – ha spiegato la giornalista che ciò il podcast – non lo stanno scagionando, ma hanno ammesso che nel 1999 l’ufficio non indagò abbastanza e si basò su un testimone e su prove che non avrebbero dovuto essere ammesse. Il caso si è sgretolato non appena qualcuno si è preso la briga di guardarci più a fondo“. 

Il nuovo esame, spiega l’Ansa, è scattato quando il Maryland ha passato una legge che consentiva a uomini che avevano passato oltre 20 anni in prigione per un crimine commesso da minorenne di chiedere uno sconto di pena. Erano tornate così alla luce le inconsistenze messe in luce da “Serial”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia

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