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Adottata variante parziale al PRG/O di alcuni terreni a Fontanelle di Bardano: destinati a sport e spettacolo

ORVIETO – Ai sensi della L.R. n. 1/2015, il Consiglio Comunale ha adottato (6 favorevoli, 2 astenuti: Barbabella, Giovannini) la variante parziale al PRG.O (Piano Regolatore Generale parte operativa) relativa al cambio di destinazione di zona urbanistica chiesto da Ceprini Costruzioni S.r.l. per alcuni terreni situati in località Fontanelle di Bardano, già destinati nel vigente PRG.O a zona “B3a – Residenziali di completamento con comparti”, in zona “F1b Attrezzature territoriali per sport e spettacolo”.

Illustrando l’atto, il Vice Sindaco e Assessore all’Urbanistica, Mario Angelo Mazzi ha spiegato che “nel vigente PRG.O una parte dell’area situata in località Fontanelle di Bardano, lungo la valle del Paglia e la Strada Provinciale n. 44 ‘Strada del Piano’, è destinata a zona ‘B di completamento’. La variazione in adozione interessa un’area piuttosto limitata nella sua estensione con possibilità di accesso sia dalla strada comunale di Bardano che dalla strada provinciale della zona industriale di Allerona. La società proprietaria dell’area a fronte della stasi del settore delle abitazioni ha chiesto il cambio di destinazione per una parte dei terreni per attività sportive (campi da padel e spazi playgraund). La variante, mantiene la stessa superficie di circa 8.420 mq. per la realizzazione di una struttura in cui l’insieme è formato da parti tra loro solidali e reciprocamente relazionate nel contesto di un disegno generale che persegue il decoro e la bellezza.

Sulla variante hanno espresso parere favorevole il Servizio Geologico della Regione Umbria e la Commissione comunale per la Qualità Architettonica e il Paesaggio, relativamente alla compatibilità delle previsioni urbanistiche con le condizioni idrogeologiche ed idrauliche del territorio interessato. Per alcuni potrebbe sembrare un controsenso e fuori dal contesto – ha concluso – ma in realtà nella zona già ci sono altri insediamenti che lavorano con una certa intensità sempre nel settore dello sport, quindi è comprensibile che la proprietà dell’area abbia optato per una scelta diversa, che apre anche la zona industriale a settori produttivi legati al mondo dello sport. Per tali ragioni la variante è stata accolta”.

 

Dibattito:

Stefano Olimpieri (Capogruppo “Gruppo Misto”): “è una pratica da votare convintamente perché si passa dalla possibilità di costruire case ad alta densità ad un’altra possibilità di costruire impianti sportivi accessibili a molte persone. Impianti sportivi di natura privata sono stati già realizzati in passato, penso a quello situato nei pressi della piscina quindi, poter disporre anche nella parte opposta del territorio comunale di una struttura sportiva è un altro elemento positivo perché si dà la possibilità di posizionare strutture sportive funzionali e dare maggiori servizi sportivi ai cittadini”.

Franco Raimondo Barbabella (Capogruppo “Prima gli Orvietani”): “la discussione in commissione è stata utile quindi non voterò contro, anche se ero orientato in questa direzione. Mantengo però le mie perplessità sul modo di programmare il territorio, perché a mio giudizio va sviluppata una dialettica sul ruolo di un Ente pubblico chiamato a programmare in un’ottica produttiva. Io penso che il ruolo di un Ente non possa essere quello di fare il notaio rispetto a quanto un privato decide di fare ogni volta. D’altra parte ritengo che il ruolo di un Ente non sia nemmeno quello di essere un despota. Dobbiamo quindi trovare una via mediana, perché è chiaro che il privato debba avere delle chance ma la programmazione deve essere pubblica. Il mio cambiamento di posizione è perché ritengo che l’Assessore abbia fatto delle considerazione serie e non banali. Non ho una ostilità di principio sul fatto che si rinunci ad una prospettiva di edilizia abitativa, ma avverto che c’è una tematica di fondo che è quella della programmazione del territorio cui ho fatto riferimento”.

Federico Fontanieri (Gruppo “Lega – Salvini per Orvieto”): “ad Orvieto da alcuni anni stiamo assistendo ad una evoluzione dello sport in tutte le discipline mentre il padel al momento è solo svolto a livello amatoriale in due strutture così che molti orvietani spesso vanno a fare tornei fuori regione. Poterlo fare ad Orvieto significa quindi non solo dare una possibilità ai concittadini ma anche ospitare gente da fuori”.

Andrea Sacripanti (Capogruppo “Lega – Salvini per Orvieto”): “Barbabella ha posto termini interessanti nell’approccio pubblico e privato all’uso del territorio che ci porta a delle considerazioni rispetto al modo con cui un amministratore si pone rispetto alle esigenze dei cittadini. L’esplosione del padel a livello nazionale e internazionale va colta dando risposte concrete, e va tenuto conto del fatto che va presa in considerazione la volontà di un imprenditore privato proprietario di un’area che vede sfumare certe previsioni originarie per cui chiede di riconvertirla in altre funzioni. Il nostro Comune, né troppo grande né troppo piccolo, non riesce a risolvere tutte le esigenze, quindi deve aprire alle collaborazioni dei privati anche come modo per aumentare le entrate dell’Ente. Da orvietani dobbiamo ammettere che quella zona industriale è depressa e può andare incontro al degrado quindi ben vengano le idee che intercettano le esigenze del momento. Auspico che questa nuova struttura concorra alla riqualificazione dell’intera zona richiamando anche altre attività nell’area limitrofa. Dobbiamo programmare un territorio, ben vengano allora anche i privati laddove mettono in campo attività serie ed attrattive per una platea più ampia di cittadini e sportivi”.

Federico Giovannini (Gruppo “Partito Democratico”): “non è tanto la variazione in questione quanto il metodo che anche a mio parere non è auspicabile, perché dobbiamo ragionare nell’ottica di quali sono le soluzioni migliori da attuare, non solo accettando le richieste di modifica di destinazioni dei terrori. Auspico che venga adottando un metodo partecipativo e sfruttando tutte le soluzioni messe in campo”.

 

Replica Vice Sindaco Mazzi: “ho ascoltato con molo interesse tutti gli interventi e ritengo che Barbabella e Sacripanti abbiano centrato il tema. Oggi il mondo va avanti velocemente quindi anche le programmazioni devono tenerne conto e muoversi in modo dinamico stando attenti a non fare danni e creare qualcosa che sia valido per il momento e che sia facilmente convertibile per future trasformazioni. Per altri insediamenti in quell’area non è stato così. Dalla presentazione della richiesta oggetto della variante è trascorso circa un anno quindi non siamo stati inerti o meri ricevitori della proposta che invece abbiamo valutato in termini di reversibilità nel tempo, così come il resto delle attuali strutture limitrofe. Ben venga quindi la possibilità di aprire un ragionamento sui temi della programmazione del territorio”.

Dichiarazioni di voto, Barbabella: “riconosco che è iniziato un dialogo ed io sono molto interessato a dialogare anche se si resta sulle proprie posizioni. Prendo atto che l’Assessore abbia sviscerato il problema al di là del momento storico attuale, immaginando il futuro per non essere in balìa dei venti che cambiano. Sono importanti la salvaguardia del territorio come bene pubblico in generale ed anche gli interessi delle proprietà. Non vorrei apparire come quello che ostacola le iniziative private. E’ esattamente il contrario perché credo che dobbiamo essere attrattivi il più possibile. Il punto centrale quindi è che l’iniziativa di un privato non deve determinare le scelte future. Vanno create iniziative che diano una spinta in avanti e strutture di servizio. Ad esempio, nell’edificio del CreScendo si può sviluppare un’idea funzionale allo sviluppo di quella zona produttiva?”.

Olimpieri: “le commissioni consiliari, funzionali ad approfondire, conoscere ed essere preparati sulle materie presentate in Consiglio, sono il punto di partenza del dialogo. Trovo corrette le considerazioni sul ruolo del soggetto pubblico, ma rispetto alla programmazione in settori come lo sport dove gli enti pubblici non ce la fanno oggettivamente a programmare, realizzare e gestire impianti notevoli, ecco che il ruolo del privato diventa importante anche per innalzare il livello di qualità degli sport. Ragionare in termini di sinergia pubblico-privata è quindi una prospettiva che guarda al futuro. Voto a favore”.

Sacripanti: “le varanti canalizzate ad interessi di qualcuno hanno toccato tutta l’Italia ma oggi noi stiamo ragionando di una variante chiesta da un privato che però prevede l’edificazione di una struttura sportiva che ha una valenza di interesse pubblico. Sono favorevole”.

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