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Agricola Bellaria a Roccabascerana – Le storie dei protagonisti del Food

vigneti falanghina di bellaria

L’azienda agricola Bellaria produce ed esporta le principali D.O.C. irpine, con una nuova sede che contamina tradizione e innovazione. 

L’elemento distintivo aziendale è rappresentato da un tiglio secolare, raffigurato nella quasi totalità delle etichette, simbolo del piccolo centro di Roccabascerana, sospeso fra l’Irpinia e la Valle Caudina, luogo originario della famiglia Maffei, titolari dell’azienda, con Antonio Pepe come amministratore.

La sede dell’azienda agricola Bellaria si è di recente trasferita nei luoghi aviti dell’asset proprietario, a concretare il retaggio – enologico ed imprenditoriale – che ne rappresenta la vocazione ed insieme la mission, ovverosia quella di produrre ed esportare in tutto il mondo prodotti simbolo dell’eccellenza irpina.

Incontriamo Gabriele Musto, giovane e talentuoso responsabile della comunicazione commerciale dell’azienda Bellaria, in una soleggiata mattinata di un agosto oramai in declinare, la linea dell’orizzonte è demarcata dallo splendido vigneto di Falanghina in Roccabascerana, evidenti le possibilità offerte da un territorio da sempre vocato, caratterizzato da una straordinaria identità storica e pedo-climatica, declinate in composite sfaccettature.

carlo straface e gabriele musto da bellariaDa sinistra: Carlo Straface e Gabriele Musto

Ettari coltivati, con vigneti sparsi nell’intera Irpinia ed una completa avocazione dell’intero ciclo produttivo, oggi la filosofia produttiva è influenzata dall’agricoltura biodinamica e naturale, con lieviti esclusivamente indigeni e un utilizzo minimo di solforosa, privi di qualsiasi alterazione chimica ed additivi.

Gamma aziendale molto estesa e variegata, con le principali denominazioni prodotte tutte rappresentate – Coda di Volpe D.O.C., Greco di Tufo D.O.C.G., Falanghina D.O.C., Fiano di Avellino D.O.C.G. fra i bianchi – mentre fra i rossi impossibile non menzionare l’Aglianico, declinato nelle due tipologie I.G.T. e D.O.C., oltre alle chicche aziendali, fra cui il raro Coda di Volpe Rossa – circa novecento le bottiglie disponibili annualmente, il superbo Passito di Fiano D.O.C. “Senso”, l’aceto di vino Campania Aglianico, ed infine un superbo olio extravergine estratto a freddo, da monocultivar autoctona.

Splendida la nuova sede e cantina, dotata di vasche a temperatura controllata e bottaia di circa duecento metri quadrati, con tanto di opera d’arte ed installazione figurativa curata dall’artista contemporaneo Eduardo Piermattei, sala degustazione panoramica a due piani sospesa sul vigneto – con annessa sala per riunioni e shop espositivo – dotata di ascensore, teche espositive e celebrative dell’azienda hi-tech, e infine cucina attrezzata iper-moderna per degustazioni ed eventi di settore. 

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Numerosi i riconoscimenti ottenuti, fra riviste e manifestazioni di settore, di recente la menzionata Falanghina Roccabascrana si è vista assegnare il prestigioso riconoscimento del novanta per cento dall’insigne magazine d’oltreoceano James Suckling.

Passando alla degustazione delle singole referenze, si parte dai vitigni bianchi irpini, di straordinaria finezza olfattiva e morbidezza, da menzionare il Fiano di Avellino Gold 2018, fresco e dall’acidità recisa – nonostante l’annata non proprio recente – prodotto nel comune di Candida, affinato esclusivamente in serbatoi di acciaio e “batonnage”, ovverosia affinato sulle fecce per almeno un anno ed “agitato” periodicamente per favorire l’autolisi dei lieviti.  Imponente anche la selezione di Greco Di Tufo D.O.C.G. “Oltre”, la cui produzione aumenterà con i nuovi vigneti a ventimila bottiglie, vigneti a Prata di Principato Ultra e vendemmia leggermente tardiva in quel di Ottobre, con aggiunta di lieviti varietali ed una piccola percentuale affinata in nuove barrique di rovere francese, un prodotto davvero iconico.

degustazione da bellaria

Interessante l’Aglianico Irpinia D.O.C. 2018, da vigneti ubicati in Paternopoli, raffinato e dal tannino calibrato e mai invasivo, ed infine uno dei top di gamma, il Taurasi D.O.C.G. Riserva 2014, di grande corpo, on fermentazione malolattica e 24 mesi di affinamento in tonneau francesi.      

Photos credit: Carlo Straface                            

carlo straface

Carlo Straface, partenopeo di nascita, corso di studi in giurisprudenza, di professione avvocato e giornalista pubblicista, eno-gastronomia e letteratura le sue coordinate di riferimento. Sommelier di…

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