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Alessandro (OSS): “nel Pronto Soccorso dove lavoro vige il caos e le risse sono all'ordine del giorno”.

L’OSS Alessandro M. fa appello a Zingaretti: “intervenga subito, nel Pronto Soccorso dove lavoro vige il caos e le risse sono all’ordine del giorno”.

Egr. Direttore,

sono un Operatore Socio Sanitario e lavoro al pronto soccorso di un importante ospedale di Roma. Con i miei colleghi sono sottoposto a ritmi frenetici di lavoro, pazienti sballottati da tutte le parti, a volte dimenticati.

Imbarazzante è la gestione del vitto, dove l’infermiere/a di turno elabora una lista dei pazienti che mangiano leggero, normale, diabetico e digiuno terapeutico. Qui si scatena il finimondo, con pazienti che ci augurano la morte, protestano perché hanno fame, e qualcuno decide di fornire loro qualcosa da mangiare.

Esiste il pre-triage, che poi fa’ entrare in triage le persone e poi al PS. In realtà entrano tutti, compresi psichiatrici e tossicodipendenti, e spesso veniamo aggrediti, fisicamente, o con sputi, se va’ bene qualche bella parolaccia. Insomma uno schifo assurdo.

Per questo chiedo al presidente della giunta regionale del Lazio, Nicola Zingaretti, di intervenire rapidamente. Evito di entrare nel mondo delle ruberie di materiale che giornalmente vengono perpetrate senza l’intervento di nessuno.

Sono a disposizione del ricevente, qualora si volesse sapere il nome della struttura ospedaliera pubblica.

Un abbraccio a tutti gli OSS. Siamo i migliori!

Alessandro M., OSS

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