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Anci e sindacati contro

Negli ultimi sei anni in Umbria sono stati chiusi 163 sportelli

(ANSA) – PERUGIA, 14 SET – Anci Umbria ed organizzazioni sindacali del credito umbro (Fabi, Fisac Cgil, First Cisl, Uilca, Unisin) esprimono reciproca soddisfazione per l’incontro avvenuto martedì 13 settembre sul tema del contrasto alla desertificazione bancaria. Tutti gli attori coinvolti hanno ribadito, nel rispetto dei loro ruoli, “il forte impegno a porre in atto ogni iniziativa utile a contrastare tale inaccettabile fenomeno”.

    “Il tema della chiusura degli sportelli bancari – ha detto Michele Toniaccini, presidente Anci Umbria – è da tempo attenzionato da Anci in quanto come sindaci siamo chiamati a dare delle risposte ai cittadini. Su questo argomento, anche di recente, Anci nazionale si è fatta portavoce delle nostre istanze con il Governo”. Oltre al presidente Toniaccini, erano presenti Federico Gori, coordinatore Anci piccoli Comuni umbri e sindaco di Montecchio, Elisa Sabbatini, sindaco di Castel Ritaldi, Letizia Michelini, sindaco di Monte Santa Maria Tiberina, Silvio Ranieri, segretario generale Anci Umbria.

    Secondo i dati della Banca d’Italia negli ultimi sei anni sono stati 163 gli sportelli chiusi in Umbria (da 511 a 348, – 32%).

    Nel 2015 i comuni serviti erano 82 su 92 (con un numero di sportelli ogni 100mila abitanti pari a 57) mentre nel 2021 i comuni erano 67 (40 sportelli ogni 100mila abitanti). In questi ultimi sei anni è sceso anche il numero dei bancomat che è passato da 723 a 560 (- 163, – 22%). Nello stesso tempo il comparto ha registrato una consistente diminuzione del numero degli addetti che da 37851 del 2015 sono scesi a 2631 nel 2021 (- 1120, – 30%). (ANSA).

   

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