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Antico Arco – Roma

mercoledì 9 Giugno 0:01 – di Redazione

Antico Arco

Piazzale Aurelio, 7 – 00152 Roma

Tel. 06/5815274

Sito Internet: www.anticoarco.it

Tipologia: ricercata

Prezzi: antipasti 18/22€, primi 17/20€, secondi 29/30€, dolci 12€

Giorno di chiusura: Martedì


OFFERTA


Inscalfibile dalle mode che nel tempo hanno prodotto nuovi format di ristorazione, l’Antico Arco è un esempio di scuola di come sia possibile condurre un’impresa di successo rimanendo nel solco della tradizione. La cucina, infatti, si cimenta con preparazioni classiche a volte rivisitate con moderata verve creativa, per un livello complessivo sicuramente buono, anche se a questi livelli di prezzo è lecito attendersi qualche guizzo che invece qui manca. La carta non prevede percorsi degustazione e si cimenta sia in preparazioni di terra che di mare. Accolti da un variegato ed invitante cestino del pane e da un delizioso gambero scottato con grattugiata di tartufo e purè – gentile omaggio della cucina – abbiamo dato il via alla nostra esperienza con una insolita catalana di gamberoni, più delicata della preparazione tradizionale in quanto priva della nota acescente e forse per questo adatta a un inizio pasto (ottima la materia prima). Sempre all’insegna della delicatezza e dell’equilibrio le linguine “Sorelle Salerno” con aglio, olio, peperoncino e bottarga con scorzette di limone, profumate e con la piccantezza dosata con maestria, anche se l’altro primo provato, il risotto al Castelmagno con riduzione di Nebbiolo aveva altro piglio, rivelandosi come miglior assaggio della serata. Restando ai primi, da segnalare l’usanza di portarne una porzione mini in un piattino in modo da permettere assaggi incrociati senza “lotte” di forchette nei piatti. Alti e bassi fra i secondi: se la battuta di carne cruda piemontese servita a mo’ di mattoncino con foie gras affumicato e polvere di capperi si è rivelata un’ottima scelta, lo stesso non possiamo dire per il filetto di rombo cotto in casseruola con patate rosolate, grani di senape di Digione e basilico, dalle carni troppo cotte in una preparazione che non esaltava di certo la materia prima. Un cremoso al cioccolato bianco speziato al lime su crumble al pistacchio ha introdotto i dolci: il godurioso tortino dal cuore morbido realizzato con cioccolato Valrhona e biscotto alle mandorle, da preferire al più delicato (e piatto) Bronte, ovvero namelaka al pistacchio, liquirizia e gel di arancia. Chiusura affidata a un buon caffè, correttamente estratto e di media persistenza.


AMBIENTE


Curato ed elegante, all’insegna della classicità con una mise en place impeccabile e l’unico difetto di tavoli eccessivamente ravvicinati.


SERVIZIO


Preciso nei tempi, ma di una cortesia ostentata tanto da risultare fastidiosa: abbiamo contato per 13 volte la frase “procede tutto bene?” recitata come fosse un copione.
Recensione a cura di: Roma de La Pecora Nera – ed. 2020 – www.lapecoranera.net

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