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Assegno universale: domande entro settembre per non perdere nulla

Assegno ponte in partenza per chi non ha altri trattamenti di famiglia, ma la data di presentazione della domanda è importante

Dal primo luglio 2021 parte l’assegno unico versione ponte, come la hanno ribattezzata i legislatori dal momento che per la versione a regime occorrerà attendere ancora l’inizio del 2922.

Parliamo dell’assegno universale per i figli a carico, misura che sostituirà in toto tutti i trattamenti di welfare per i figli destinati alle famiglie.

In via del tutto eccezionale, l’assegno universale sarà per il momento appannaggio di quanti non hanno oggi gli assegni familiari. E le domande, come l’Inps ha confermato tramite un nuovo messaggio, partiranno dal primo luglio.

Assegno Unico ponte, come funziona?

“Assegno  temporaneo  per  i  figli  minori” questo ciò che è stato introdotto dal  decreto-legge  n° 79/2021  finito sulla Gazzetta Ufficiale  n°  135  dell’8  giugno 2021.

Questo decreto, all’articolo  n° 1,  ha  introdotto  per  il  periodo  dal  1°  luglio  2021  al  31  dicembre  2021  la misura  che ha come scopo quello di dare sostegno alla genitorialità, alla natalità e aiuto alle famiglie con figli.

La misura temporanea nasce proprio allo scopo di sostenere quanti oggi non hanno copertura da assegni familiari, in attesa che poi, dal primo gennaio 2022 si passi alla rivoluzione del welfare per le famiglie, rappresentata dall’assegno universale per i figli.

Per il momento, l’assegno ponte riguarderà solo i figli al di sotto della maggiore età. Naturalmente il beneficio riguarda pure i figli adottati o affidati.

Come anticipato, l’assegno ponte al momento riguarderà quei nuclei  familiari che non rientrano nel perimetro di applicazione degli assegni previsti  dall’articolo n° 2  del  decreto legge  n° 69 del 13 marzo 1988.

Assegno universale a luglio, quali i requisiti da detenere?

Come è naturale che sia, per rientrare nella misura occorre rispettare determinate condizioni. E sono requisiti che vanno detenuti alla data di presentazione della domanda e pure durante i mesi di fruizione dell’assegno.

Occorre essere:

  •   Cittadini  italiani;
  • Cittadini di  uno  Stato  membro  dell’Unione  europea;
  • Titolari  del  diritto  di  soggiorno  o  del  diritto  di  soggiorno  permanente
  • Titolari del  permesso  di soggiorno  UE  per  soggiornanti  di  lungo  periodo;
  • Titolari del  permesso  di  soggiorno  per  motivi  di lavoro  o  di  ricerca  di  durata  almeno  semestrale;
  • Essere assoggettati al regime Irpef;
  • Essere  residenti  e  domiciliati  in  Italia da almeno 2 anni;
  • Avere a carico fiscalmente i figli per cui si richiede l’assegno;
  • Avere un Isee in corso di validità.

Assegno unico ponte, gli importi

Nel decreto legge n°79 del 2021 sono allegate le tabelle che determinano gli importi spettanti in base all’Isee. Va sottolineato che la soglia minima di Isee è fissata a 7.000 euro e saranno questi a percepire l’importo più alto. Infatti è stabilito che sono i soggetti con redditi fino a 7.000 euro quelli che riceveranno il cosiddetto trattamento pieno.

E parliamo di un assegno mensile per figlio pari a 167,50 euro, se nel nucleo familiare sono presenti uno o due figli sotto la maggiore età. Per le famiglie più numerose invece, sale l’importo a 217,8 euro a figlio (parliamo di famiglie a partire da quelle che annoverano 3 figli nel nucleo). La misura non spetta invece, ai soggetti che pur rientrando nella misura non essendo coperti dagli assegni per il nucleo familiare ordinari, hanno un Isee sopra i 50.000 euro. Nel caso di figli disabili, gli importi spettanti sono incrementati nella misura di 50 euro.

Le tabelle allegate alla circolare Inps forniscono le regole di calcolo del contributo spettante in base all’Isee. A determinare il tutto è il valore dell’Isee che sale a 100 euro per volta abbassando il valore dell’assegno di un euro circa per fascia. Così per esempio, famiglie con un Isee tra i 9.901 ed i 10.000 euro, percepiranno un assegno di 136,10 euro fino a due figli e 176,90 a figlio se i figli sono 3 o più. 83,80 euro oppure 109,90 al mese per ciascun figlio invece, per chi ha Isee tra i 14.901 ed i 15.000 euro e poi a scalare per esempio, a 30 euro oppure a 40 euro esatti per famiglie con Isee compreso tra 29.901 e 30.000 euro, fino ad azzerarsi completamente sopra i 50.000 euro come prima detto.

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