Assembramenti promozione in serie B, ma non prendetevela con le scuole

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Assembramenti promozione in serie B, ma non prendetevela con le scuole

“Quando si parla di verificare gli effetti dei focolai io sottolineerei che ci sono stati degli assembramenti, causa partite, scudetti vinti, passaggi dalla serie C alla B, assembramenti notevoli a Perugia, che come la storia insegna, quella passata, potrebbero scatenare un disastro. Seppur le mascherine, seppur all’aperto, con quel tipo di assembramento lì, voglio vedere come faranno a giustificare un eventuale rialzo dei contagi”. A dirlo è Francesca Leone del comitato “A Scuola” dopo aver visto quanto accaduto a Perugia nei giorni scorsi.

“Mi auguro – spiega – che questa volta non se la prendano con le scuole perché quando si trova un positivo in classe, e lo trovano in classe, questo non vuol dire che i bambini si siano positivizzati dentro le scuole. Se qualche genitore li ha portati fuori o i genitori stessi sono stati a festeggiare per la vincita degli scudetti, questa è una cosa da mettere in evidenza perché a quel punto chi è stato l’autore? Questa è la domanda alla quale bisognerebbe dare una risposta” – dice Leone.

“Molto facile che puntino il dito solo sulle scuole, questa è una cosa voluta, perché se volessero fare veramente uno screening a tappeto – dice ancora – lo dovrebbero fare su tutta la popolazione, su tutti i luoghi di contagio in maniera proporzionale alla popolazione, per non dire poi che quelli positivi si trovano solo nelle scuole. Poi c’è anche un’altra complicazione in più, anche se un bambino è stato in isolamento, se nella stessa classe si trova un altro positivo devono rifare il tampone anche a quelli che sono appena usciti dall’isolamento e vanno di nuovo in isolamento prima di fare il tampone, quindi mettono di nuovo la classe in quaranta. Una cosa assurda dalla quale non se ne esce. Quello che è più paradossale e in contrasto netto è che nel decreto legge è previsto che se una persona ha avuto il covid nei 6 mesi precedenti può addirittura andare da una regione gialla a una arancione. Allora la mia domanda è questa: ‘Se una persona in queste condizioni può uscire dalla regione, perché non può entrare in classe? Questo è un problema che il governo dovrà affrontare perché se continuiamo cosi, secondo me, da questa cosa non se ne esce”.

Ed infine: “L’unica che ci rimette è la scuola, perché è l’unico settore dove ci sono protocolli rigidi e dove i positivi li trovano, invece, altrove non li cercano proprio per cui è una cosa molto discriminate che avrà dei riflessi sulle famiglie e sull’economia. Se bisogna mettere i figli in quarantena, dopo c’è la mamma e il papà dentro casa, voglio capire come andrà avanti l’economia adesso che riaprono bar e ristoranti? E’ vero che la scuola finisce a giugno, ma questo problema ce lo ritroveremo anche a settembre, quindi dovranno mettere le mani su queste cose, anche perché ci sono dirigenti scolastici che di propria iniziativa premono a fare screening a tappeto che esula dal loro potere, ma questo succede solo nella scuola. Non va bene per definizione, ma se poi succede solo nella scuola viviamo,, secondo me, in un paese che sta veramente dimostrando inciviltà”.