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Assuefatti a quella nuova normalità che nega i diritti

Eppure se ci avessero detto che un giorno ci saremmo ridotti così, forse nessuno ci avrebbe mai creduto veramente. Forse nessuno avrebbe mai voluto immaginarlo, né pensare anche solo lontanamente che la normalità sarebbe potuta diventare una mera illusione, che la realtà si sarebbe trasformata in un inganno senza fine e la verità si sarebbe resa vittima dell’opinione. Forse non avremmo mai creduto possibile una manipolazione del reale così evidente e lampante, eppure, per i più, nulla di cui preoccuparsi davvero.

Sono innumerevoli le voci messe a tacere, in favore del pensiero dominante, mentre nell’omertà generale, nel menefreghismo più becero e nell’assuefazione più delittuosa si consuma una indicibile e inenarrabile moltitudine di affronti quotidiani alle nostre più basilari libertà individuali e alla nostra stessa intelligenza. Le innumerevoli contraddizioni, i no sense, gli inganni e le menzogne – cui da lunghi mesi a questa parte siamo sottoposti – non solo hanno finito per recluderci nel terrore più nero, fino a renderci schiavi e vittime di una paura costantemente infusa, ma ci hanno schierato gli uni contro gli altri in una fitta rete di scontri tra fazioni e battaglie mediatiche, in cui sembra che l’obiettivo primario sia giudicare e condannare chi, a differenza degli altri, non ha abbastanza paura. Siamo vittime di un odio volutamente scatenato e quotidianamente alimentato da ogni mezzo di comunicazione, che giorno dopo giorno ci riempie la testa di bugie lasciate passare per indiscutibili e insindacabili verità. È una guerra tra voci, visioni e vedute, in cui tutti parlano, strillano e si dimenano per far valere le proprie ragioni senza mai essere disposti ad ascoltare quelle altrui.

Un mondo in cui se non sei attento a come parli, a cosa dici e a come lo fai potresti finire in pasto alla gogna mediatica in un battito di click. Un mondo in cui, se osi mettere in discussione ciò che viene trasmesso in televisione, potresti automaticamente esser definito sovversivo complottista: non importa che la suddetta televisione raccomandi di avere rapporti sessuali distanziati indossando anche le maschere, perché del resto tutto ciò che ci appare su uno schermo rispecchia senza dubbio delle sacre verità. Siamo finiti in un mondo in cui se qualcuno dovesse essere perplesso riguardo all’efficacia e alla bontà della vaccinazione, sulla cui modalità di somministrazione è stata cambiata idea all’incirca una cinquantina di volte in cinque mesi, allora diventerebbe automaticamente no vax, dunque degno di odio e derisione sociale.

Un mondo in cui per somministrare un farmaco c’è la necessità di ricorrere a minacce sul posto di lavoro, ricatti mascherati da ossessivo convincimento, tessere di riconoscimento per consentire futuri spostamenti, indottrinamento sui più giovani, magari con assurdi e discutibili incentivi che li spingano in massa a scalpitare per ottenere la loro dose. Un mondo in cui si baratta l’inoculazione di un prodotto sperimentale con un ingresso gratuito in discoteca, con dei soldi, con dei lasciapassare, mentre ci illudono persino con la possibilità di tornare a viaggiare, ignorando il fatto che si debba comunque effettuare un tampone in aeroporto, nonostante la vaccinazione. Un mondo in cui alle cale di Ogliastra, non si può sostare in spiaggia per più di novanta minuti, come se questa fosse la misura preventiva più geniale mai inventata sinora. Un mondo in cui tutti rincasano alle 23, e non perché lo si ritenga utile o necessario, ma semplicemente perché abbassare ancora la testa è più semplice che ribellarsi e rendersi liberi.

Un mondo in cui si festeggia con esclamazioni di giubilo per la cortesissima concessione di un’ora di aria in più, come se la libertà fosse un’elargizione dall’alto e non un prerequisito naturale ottenuto con la nascita. Un mondo in cui è divenuto estremamente facile confondere la tutela con la mania, il buonsenso con la follia e la vita stessa con una pseudo vita paranormale. Un mondo in cui la propaganda mediatica si è rivelata così forte e martellante da spingere tutti a pensare che un virus possa rimanere sospeso all’aria aperta su una spiaggia deserta e infestare i granelli di sabbia.

Un mondo in cui chi vede i propri amici o chi si riunisce in famiglia viene considerato alla stregua di un sovversivo e sanguinario teorico del complotto, un criminale in erba, mentre quelli veri continuano ad agire indisturbati. Un mondo in cui chi indossa la mascherina in auto o lungo una strada deserta invece di essere additato come palesemente psicopatico è definito attento e previdente. Un mondo in cui coloro che vivono barricati in casa credono di essere gli eroi di cui il nuovo millennio ha bisogno. Un mondo in cui è considerato razionale sedersi mascherati al tavolo di un ristorante e togliere la mascherina “solo durante la consumazione e la masticazione.”

Un mondo che considera normale continuare a indossare la mascherina a oltranza, nel mare, in casa. Un mondo che volontariamente, in più di un’occasione, sta dimostrando di essersi assuefatto a una nuova anormalità.

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