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Berberè – Milano

domenica 6 Giugno 0:01 – di Redazione

Berberè

Via Sebenico, 21 – 20124 Milano

Tel. 02/36707820

Sito Internet: www.berberepizza.it

Tipologia: pizzeria

Prezzi: cicchetti 2,50/8€, pizze 5,90/13€, dolci 3,50/6€

Giorno di chiusura: mai

OFFERTA

Ci ha lasciato un po’ di amaro in bocca la nostra ultima visita da Berberè. Questa pizzeria, che conosciamo da tantissimi anni e che ci è sempre piaciuta per l’alta qualità delle sue proposte, per l’opzione dell’impasto ottenuto anche con la tecnica dell’idrolisi, per l’impiego di farine biologiche e per la formula, sempre divertente, della pizza che arriva al tavolo già divisa in otto spicchi in modo che tutti i commensali possano assaggiare i vari gusti, in occasione della nostra ultima visita ci è sembrata un po’ sotto tono. Il personale è apparso alquanto svogliato e l’impasto lo abbiamo trovato poco lievitato, con un’alveolatura poco pronunciata e un po’ umido. La qualità degli ingredienti usati per le farciture si conferma comunque di buon livello, con alcuni che sono anche presidi Slow Food. Abbiamo iniziato con dei gustosi crostini spalmati di burro sui quali poggiavano acciughe di Cetara sode e carnose cosparse di scorzetta di limone, profumati al naso e croccanti al palato. A seguire, abbiamo scelto ben cinque pizze: la margherita – perché la qualità si testa anche sulle cose più semplici -, la bufala con gli spicchi di mozzarella messi sopra all’uscita dal forno, la Norma con le melanzane e la ricotta affumicata, quella, sempre a base di pomodoro, con salsiccia di Mora Romagnola Zivieri e Parmigiano e infine quella con prosciutto crudo di Norcia e burrata.

AMBIENTE

Per la nostra degustazione questa volta abbiamo scelto il locale in zona Isola, che si trova all’incrocio tra Via Sebenico e Via Volturno. All’ingresso si staglia imponente la zona cucina, con il grande bancone dove si preparano le pizze e, alle spalle, la cucina vera e propria. Il locale è un susseguirsi di stanze: nella prima, dove si trova il corner pizzeria, c’è qualche piccolo tavolino, ma sono le due stanze successive ad ospitare la maggior parte dei tavoli e quelle che vengono riempiete per prime per evitare che il via vai della gente che entra ed esce possa disturbare i commensali. La scelta dei tavolini in formica e delle sedie “scolastiche” con la struttura in ferro e la seduta e lo schienale in legno ricorda appunto una vecchia scuola, peccato per l’acustica, perché quando il locale è pieno sembra proprio di essere all’intervallo.

SERVIZIO

Sbrigativo e svogliato, opinione che vale sia per il personale di sala sia per la cucina. Dalla cucina le pizze sono uscite in ordine casuale, un paio in contemporanea (mentre poi ci è toccato attendere un tempo eccessivo per la successiva) e non prestando attenzione al fatto che si potesse creare un percorso degustativo che fosse anche un crescendo di sapori (la margherita dopo la pizza con la salsiccia e il finocchietto risulta inevitabilmente un po’ povera), mentre i due camerieri che hanno servito il nostro tavolo erano poco preparati sugli impasti e sulle tecniche di lievitazione.

Recensione a cura di: Milano de La Pecora Nera – ed. 2020 – www.lapecoranera.net

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