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Bimbi di Haiti ospiti a Cannara e ‘rimpatriati’, il “sogno spezzato” su Striscia la notizia

(Stefano Berti, Flavia Pagliochini) Finisce su Striscia la Notizia la storia di Suor Marcella Catozza e dei 19 bambini di Haiti portati all’inizio dell’estate 2019. Come riportava qualche mese fa tempi.it, “i visti turistici della giovanissima e spensierata comitiva sono scaduti, e invece di ricevere i permessi di soggiorno per motivi di studio che gli avevano prospettato, i ragazzi si sono trovati risucchiati negli implacabili ingranaggi della giustizia e della burocrazia italiane. I bimbi di Haiti sono diventati soltanto ‘minori non accompagnati’ da sistemare”.

E, lunedì 31 maggio 2021, Max Laudadio è arrivato a Cannara “per una storia di solidarietà e speranza che arriva da Haiti: protagonista Suor Marcella che è riuscita a portare decine di bambini in Italia per studiare, ospitati in una casa famiglia proprio nel paesino umbro. A distanza di tre anni, a causa della burocrazia italiana, i bambini, però, sono costretti a tornare ad Haiti”. Come ricorda il servizio di Striscia, nel punto peggiore del disastro, la baraccopoli Waf Jeremie costruita sulla discarica comunale della capitale Port-au-Prince, suor Marcella Catozza con la Fondazione Via Lattea ha messo in piedi un’autentica cittadella della speranza, il “Villaggio Italia”, con tanto di ambulatorio pediatrico, casa di accoglienza, scuola.

Una casa che accoglie 250 bambini, alcuni dei quali sono arrivati in Italia per studiare. “Sono la bellezza che risveglia e protegge fino in fondo la dignità dell’uomo”, dice suor Marcella. Questi bimbi di Haiti sono arrivati in Italia nel 2018, a Cannara, in una casa famiglia, dove sono andati a scuola, imparato l’italiano, giocato. “L’esperienza in Italia ha avuto momenti indimenticabili, sono andati a trovare Papa Francesco. In questi tre anni i bimbi di Haiti si sono fatti amare e integrare”, dice Max Laudadio, che intervista anche il sindaco di Cannara (“Li abbiamo accolti con grande gioia, si tratta di un progetto innovativo e di solidarietà, che comprendeva anche un collegamento diretto con la comunità”, ricorda Fabrizio Gareggia) e suor Marcella, secondo cui “si sono inseriti bene e velocemente”.

Ma la burocrazia italiana non ha riconosciuto i documenti con cui i bimbi sono usciti da Haiti, e per questo “siamo entrati in un vortice di giudici, avvocati e il sogno rischia di infrangersi”. I bimbi sono tornati ad Haiti, ma suor Marcella, come spiega Francesca Fioretti, avvocato dell’associazione via Lattea, sta cercando di riscrivere il finale: “I bambini potranno venire in Italia per la scuola e tornare ad Haiti per le vacanze estive, nella piena legalità”. Le telecamere di Striscia hanno anche intercettato Jean Jude Piquant, Ambasciatore di Haiti presso la Santa Sede, secondo cui “Questo progetto può rientrare in un quadro di pedagogia interculturale, utile per avvenire e futuro”. Motivo per cui l’avvocato Fioretti lancia un “appello al ministero degli esteri e a quelli haitiani, per aprire un tavolo”.

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