calcio-di-periferia:-storie-di-una-passione

Calcio di periferia: storie di una passione

Il seguente reportage è tra i vincitori del corso di fotogiornalismo con Marco Gualazzini della Newsroom Academy

Qual è il volto del calcio giovanile dilettantistico? Nell’immaginario dello sport più seguito dagli italiani ci sono società blasonate, calciatori milionari e palcoscenici internazionali. Ma c’è un intero movimento, quello delle società dilettantistiche, fatto di campi di periferia in cui milioni di ragazzi coltivano il grande sogno del professionismo.

Il calcio dilettantistico e giovanile è il principale movimento sportivo presente in Italia: nel 2019 si contano 12.000 società e 64.000 squadre, per un totale di oltre un milione di calciatrici e calciatori e 568.000 partite ufficiali disputate. Questo reportage, un viaggio tra Torino e provincia, racconta i luoghi e le persone che animano questa grande macchina con un ingrediente fondamentale: la passione.

Pianezza (TO), 10/4/2022. Il Volpiano Under 15 festeggia la vittoria del campionato negli spogliatoi.

Un rituale che si rinnova ogni fine settimana grazie anche a una categoria, quella degli arbitri, che ultimamente ha subito un forte calo di organico ed è facile bersaglio di critiche.

In Argentina, come in Italia, il calcio è religione e per Carlos Hernan Ivalde, nato 34 anni fa a Buenos Aires, il legame col calcio e il nostro paese è stato profondo fin dalle origini: “Il nonno di mia madre era di Nova Siri (Matera, ndr), inoltre dalle elementari alle superiori ho sempre frequentato scuole in lingua italiana. A 21 anni ho capito che non sarei diventato un calciatore – racconta Ivalde -, allora per continuare a vivere il campo dall’interno insieme ai giocatori ho deciso di fare l’arbitro. Poi nel 2019 mi sono trasferito in Italia, dove ho sempre sognato di vivere, così eccomi qui. Tutti noi protagonisti di questo ambiente abbiamo in comune la stessa passione e quando tecnici, arbitri, giocatori, giornalisti e pubblico fanno bene il proprio ruolo, il calcio diventa arte, pieno di bellezza ed entusiasmo.”

Pianezza (TO), 6/1/2022. L’arbitro Carlos Hernán Ivalde prima di una partita.

L’aspetto puramente sportivo è solo uno dei motivi del proliferare delle società dilettantistiche, che nascono spesso come gruppi di aggregazione per aiutare i giovani alla socializzazione. Il Nichelino Hesperia, società della prima cintura di Torino nata a metà anni ’90, è una di queste realtà. Il suo campo di gioco è uno dei pochi ad essere sfuggiti alla conversione al sintetico, è primavera e la polvere che si alza in certe zone ricorda quasi uno sport d’altri tempi.

Nichelino (TO), 1/5/2022. Davide Isoardi e Matteo Gazzera, giocatori del Centallo Under 15, durante l’intervallo della partita sul campo del Nichelino Hesperia.

Tra una partita e l’altra Lorenzo Colotti, magazziniere e tuttofare della società, traccia le linee col gesso. “Sono arrivato al Nichelino Hesperia cinque anni fa, ho iniziato facendo l’animatore presso i nostri centri estivi e pian piano mi sono inserito in società, prima come bigliettaio, poi come addetto al campo”. Una mansione insolita per un ragazzo di 23 anni, che vivendo questa realtà a 360 gradi è diventata in qualche modo la sua seconda casa: “Il mio lavoro mi permette di avere tempo libero per dedicarmi al campo, oltre che essere dirigente della squadra Juniores, con la quale posso anche allenarmi. Tutto questo mi ha portato ad instaurare rapporti con tutti, ormai sono molto legato a questo ambiente e non potrei mai stare senza”.

Nichelino (TO), 1/5/2022. Lorenzo Colotti, magazziniere del Nichelino Hesperia, traccia le linee del campo prima di una partita.

Lo spirito di aggregazione e appartenenza che sanno creare queste società si percepisce a tutti i livelli. Al campo del Collegno Paradiso, Ismail Fahmy, italo-marocchino classe 2004, sta seguendo la partita dei compagni più giovani di un anno.

“Mi fai una foto?” Sfoggia uno di quei giubbotti da college americano e sembra piuttosto abituato a stare di fronte all’obiettivo di una macchina fotografica. “Gioco da 12 anni e ho sempre fatto il portiere, avrei voluto fare l’attaccante ma un problema al cuore mi ha costretto a stare tra i pali”.

12. Collegno (TO), 13/3/2022. Ismail Fahmy, portiere del Collegno Paradiso Juniores 2004.

Fisico imponente e personalità esuberante, Ismail per ruolo e carattere sa anche essere leader: “Essendo portiere da tanti anni ho imparato come farmi seguire dai compagni. A volte devi essere un po’ ‘aggressivo’ per farti rispettare, ma lo faccio perché pretendo il massimo da tutti, in primis da me stesso.”

© IL GIORNALE ON LINE S.R.L. – P.IVA 05524110961

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.