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Calenda non vuol saperne di elezioni: “Meloni non governerà, sì a Draghi”




Roma, 14 set – Ormai è Carlo Calenda è un disco rotto peggio di Enrico Letta. Il segretario di Azione ripete un giorno sì e l’altro pure di quanto vorrebbe un ritorno di Mario Draghi anche dopo le prossime elezioni, quindi sostanzialmente a prescindere. E di strade per raggiungere questo obiettivo ne apre di continuo.

Per Calenda – in pratica – le elezioni non servono a niente

Chiariamo che per Calenda, elezioni a parte, non esiste altro premier al di fuori di Mario Draghi. Il leader di Azione non può immaginare un futuro senza Draghi. E chissà, magari progetta addirittura di ritirarsi dalla politica senza l’intervento salvifico del premier uscente (chissà quanto, a questo punto). Intendiamoci: stiamo anche scherzando. O almeno speriamo che gli stati d’animo interiori non siano davvero a un livello così disagiato. Però le manifestazioni esterne ci vanno molto vicino. Calenda, su Draghi, insiste in modo quasi ossessivo. Neanche Matteo Renzi arriva a certi apici di ridicolaggine, pur avendo più volte sostenuto in modo pressoché religioso l’ex governatore Bce. Il neo-alleato, invece, non si contiene proprio. Una decina di giorni fa la sparò grossissima, auspicando addirittura un governo di unità nazionale, praticamente tecnico, prima del voto, perfino con l’appoggio di Giorgia Meloni, per poter ottenere un Draghi bis. Poi corresse il tiro parzialmente, sostenendo che la sua fosse solo un’immagine ideale, visto che il leader di FdI “non lo farà mai”.

La nuova sparata sulla Meloni

Tra un auspicio e l’altro, Calenda fa finta di parlare di elezioni e dichiara, come riportato da Tgcom24: “Dobbiamo essere consapevoli che se non ci sono coalizioni di governo possiamo votare la Meloni, ma non governerà, né tantomeno la sinistra, che dovrebbe allearsi con i 5 Stelle”, aggiungendo che “l’unica soluzione seria è votare Terzo polo e cercare di tenere Mario Draghi lì dov’è“. Caro Carlo, abbiamo capito che sogni ogni notte di saltare il voto e di rimettere Supermario sul soglio di Palazzo Chigi: però anche meno, ecco.

Stelio Fergola

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