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California horror, i cadaveri umani decomposti diventeranno concime. “E' più ecosostenibile”




Roma, 23 set — Lo chiamano molto elegantemente compostaggio umano o Nor (riduzione organica naturale), in soldoni si tratta di fertilizzante ricavato dalla decomposizione di cadaveri umani. Quia pulvis es et in pulverem reverteris: quando ascoltavamo le parole della Genesi «perché polvere sei e polvere ritornerai» ci aspettavamo che la «polvere» sarebbe rimasta al cimitero, in un’urna. Dal 2027, invece, in quella California faro dei diritti (e delle statistiche di degrado e criminalità alle stelle) quella stessa polvere concimerà il giardino del vicino o un campo di patate, come dello stallatico di vacca qualsiasi.

Fertilizzante con cadaveri umani: l’ultima perla di progresso dalla California  

Grazie a un disegno di legge firmato domenica scorsa dal governatore dello stato Gavin Newsom, i residenti potranno scegliere il compostaggio umano al momento della morte, in alternativa ai metodi tradizionali come la sepoltura e la cremazione. Il «compostaggio umano» consiste nel porre il cadavere in un contenitore riutilizzabile, circondarlo con trucioli di legno e aerarlo per sviluppare un ambiente favorevole alla proliferazione di microbi e batteri. Dopo circa un mese, i resti si decomporranno e verranno completamente trasformati in terreno. Aziende come Recompose a Washington offrono tale servizio in una struttura di riduzione organica naturale.

All’insegna dell’ecosostenibilità

Non è un caso che la California abbia legalizzato questa tecnica di «smaltimento cadaveri»: l’idea del compostaggio di resti umani manda letteralmente in brodo di giuggiole i progressisti green e gli ultrà della sostenibilità ambientale in quanto, a differenza della cremazione, il processo evita l’utilizzo di combustibili fossili e l’emissione di monossido di carbonio. Le cremazioni nei soli Stati Uniti emettono circa 360.000 tonnellate di anidride carbonica all’anno secondo le stime del National Geographic. Lo ha sottolineato anche l’autrice del disegno di legge, Cristina Garcia, spiegando che la nuova legge è nata come iniziativa per far fronte al riscaldamento globale. «E’ un’opzione più rispettosa dell’ambiente» che non contribuirà «alle emissioni nella nostra atmosfera». E ha concluso: «Non vedo l’ora di lottare per l’aria pulita usando i miei resti per piantare un albero». Contenta lei.

Il nuovo disegno di legge vieta l’accorpamento dei cadaveri compostati di più persone, a meno che non siano familiari. Tuttavia, non sarà illegale vendere il fertilizzante umano o usarlo per coltivare cibo. L’idea di ridurre cadaveri umani a fertilizzante ha comprensibilmente sollevato alcune questioni etiche, soprattutto da parte della Chiesa che si oppone all’idea di ridurre il corpo umano alla stregua di un prodotto usa e getta.

La Chiesa si oppone

«Nor utilizza essenzialmente lo stesso processo di un sistema di compostaggio per il giardinaggio domestico», ha affermato il direttore esecutivo della Conferenza cattolica della California, Kathleen Domingo, in una dichiarazione condivisa con SFGATE. Un processo  sviluppato inizialmente per il bestiame. «Questi metodi di smaltimento sono stati utilizzati per ridurre la possibilità che la malattia fosse trasmessa dalla carcassa morta», spiega. «L’uso di questi stessi metodi per la “trasformazione” dei resti umani può portare a uno sfortunato allontanamento spirituale, emotivo e psicologico dal defunto». Inoltre il processo, potrebbe portare alla dispersione dei resti in luoghi pubblici con il rischio «che le persone calpestino resti umani a loro insaputa». Un problema che evidentemente non turba i sonni di chi ha approvato la legge e degli entusiasti green che non vedono l’ora di diventare concime per giardini. La prossima tappa è senz’altro un futuro alla Soylent green.

Cristina Gauri

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