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Caos nel processo alle maestre dell’asilo di Carapelle, tempi lunghi e le parti civili insorgono: “Inaccettabile”

Ancora un rinvio oggi (il terzo consecutivo) del processo a carico di quattro maestre dell’asilo comunale di Carapelle, accusate di un lungo elenco di maltrattamenti ai danni di numerosi piccoli alunni dai 3 ai 5 anni. I fatti risalgono ad un periodo tra l’ottobre del 2018 e l’aprile del 2019 e furono accertati grazie alle telecamere piazzate dai carabinieri all’insaputa delle imputate. All’udienza preliminare si sono costituiti parti civili i genitori dei piccoli alunni e, caso molto raro, anche il Ministero dell’Istruzione contro le sue stesse dipendenti, ministero che a sua volta era stato chiamato in causa dalle parti civili come responsabile per il pagamento dei danni. Il gup di Foggia aveva rinviato a giudizio tutte le quattro imputate, accogliendo la richiesta della procura. Qui però sono cominciati i problemi di funzionamento della giustizia, a dimostrazione ancora una volta dell’urgenza di una seria riforma, che sembra in dirittura d’arrivo per iniziativa della ministra Cartabia. Come denunciato da alcune delle parti civili, ci sono stati addirittura due cambi di giudice monocratico, senza che il processo potesse mai partire. E anche il terzo giudice questa mattina ha ulteriormente rinviato l’inizio del dibattimento per un difetto di notifica ad una delle imputate.

Abbiamo sentito sul punto il difensore di alcune parti civili, l’avvocato Michele Sodrio: “Io e i miei clienti siamo a dir poco indignati. Non è solo il cambio di due giudici e quindi essere finiti davanti ad un terzo solo per cominciare il dibattimento, ma addirittura per una semplice notifica ad una sola delle imputate si rinvia a gennaio del 2022! È inaccettabile una situazione del genere, perché si tratta sostanzialmente di negare una risposta di giustizia a tanti bambini, che hanno subito traumi gravi da parte di chi avrebbe dovuto educarli e proteggerli. Com’è possibile rinviare un processo così delicato di sette mesi solo per rifare una notifica? E intanto la prescrizione continua a decorrere. Chiederemo subito al giudice un’anticipazione della prossima udienza al massimo per ottobre, posto che siamo sempre nella fase in cui non si devono ancora sentire nemmeno i testimoni. La Procura della Repubblica ha fatto il suo, noi come parti civili abbiamo fatto il nostro, poi si arriva a dibattimento e tutto sembra finire in un meccanismo infernale di una giustizia malata”.

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