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Caro bollette, anche ad Assisi e Bastia la protesta di commercianti e cittadini (foto+video)

Mobilitazione di Confcommercio nelle principali città dell’Umbria per sensibilizzare contro i rincari. Gran finale con il rogo delle gabelle

5 Settembre 2022 Economia, Umbria 43

Caro bollette, anche ad Assisi e Bastia la protesta di commercianti e cittadini (foto+video)

Ha interessato anche Assisi e Bastia Umbra la manifestazione contro il caro bollette che in alcuni casi è stata seguita da un’operazione di trasparenza a livello nazionale per mostrare ai cittadini e agli avventori di bar e ristoranti quale è la situazione in cui le imprese sono costrette a operare. Uno degli esempi più clamorosi è quello di un campeggio del Trasimeno: l’importo della bolletta dell’energia elettrica di giugno 2021 era 8.608 euro, quello dello stesso mese del 2022 è salito a 30.354 euro. Per non parlare del ristorante di Perugia che da 7.800 euro della bolletta di luglio 2021 è passato a 18.681 euro dello stesso mese di quest’anno.

Oltra a “Bollette in Vetrina” – con cui i gestori dei pubblici esercizi possono mettere in bella vista le ultime bollette del gas e dell’energia elettrica, triplicate rispetto a un anno fa – questa mattina nella città serafica e nella vicina Bastia, è andata in scena una mobilitazione regionale contro il caro bollette all’insegna dello slogan “NON spegnete l’Italia, NON spegnete il Futuro”. Interessate anche le piazze di Perugia, Terni, Castiglione del Lago, Città di Castello, Foligno, Gualdo Tadino, Gubbio, Marsciano, Norcia, Spoleto e Umbertide. Come gesto simbolico sono state bruciate in piazza le copie delle bollette stesse. (Continua dopo il video)

Una mobilitazione, quella contro il caro bollette, nata dallo sconforto e dalla rabbia degli imprenditori di commercio, turismo e servizi, colpiti da aumenti che ne mettono in serio rischio la sopravvivenza. Alcune tipologie di attività stanno pensando alla chiusura nei mesi invernali, e diverse aziende della ristorazione stanno valutando di limitare al fine settimana i giorni di apertura. “Le conseguenze di queste scelte a cui tanti imprenditori saranno obbligati – sottolinea il presidente di Confcommercio Umbria Giorgio Mencaroni – sono pesantissime per loro ma a cascata per tutta la collettività, perché significa mettere a rischio posti di lavoro e creare nuova precarietà in un momento in cui tra l’altro l’inflazione galoppa. Ecco perché in questa battaglia imprenditori e cittadini sono assolutamente dalla stessa parte: siamo tutti preoccupati per la tenuta sociale del paese, che sta uscendo faticosamente dal Covid”.

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