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“Casa Sollievo in crisi economica sacrifica storiche lavoratici”, accuse dei sindacati: “Gestione disastrosa”

“Gestione disastrosa di Casa Sollievo“. Sono le accuse del sindacato Fials dopo le ultime decisioni del management sulla casa per anziani Padre Pio e sulle cucina. “Per fronteggiare il disastro economico perpetrato in questi ultimi anni – scrivono in una nota -, pensano bene di risolvere la crisi economica, immolando 4 lavoratrici ultrasessantenni della Casa per Anziani Padre Pio. Dopo circa 40 anni di onorato lavoro, infatti le lavoratrici addette alla cucina si vedono proporre la sconcertante , nonché irrituale proposta di essere assorbiti dalla ditta Pellegrini SPA”.

Poi entrano nel merito. “L’ospedale versa da un po’ di anni in una situazione economica disastrosa, frutto ovviamente di una gestione scellerata, inopportuna e quando meno impropria. Infatti dal 2020 in seguito alla pandemia COVID 19 , l’amministrazione pur avendo quasi un dimezzamento dei posti letto ha continuato ad assumere, favorendo talvolta anche assunzioni nepotistiche. Abbiamo denunciato e stigmatizzato prontamente tali scelte. In occasione di un incontro tenutosi l’ 8 settembre 2021, avevamo fortemente chiesto di annullare i tanti privilegi economici e le tante regalie offerte ‘immotivatamente’ a taluni compiacenti, chiedendo inoltre le dimissioni di chi aveva fallito nel progetto gestionale dell’Ospedale. Non era mai successo che a dei lavoratori che tanto avevano dato al nostro Ospedale si chiedesse di perdere ‘lo status di dipendenti di Casa Sollievo della Sofferenza’. Tra l’altro presso tale struttura si utilizza una discriminazione palese, che vede lavoratori privilegiati quelli della sala cucina, a cui è stato proposto un percorso diverso rimanendo dipendenti di Casa Sollievo e lavoratori figli di un Dio minore, costretti ad essere assunti da una dittà esterna”.

“In occasione di un incontro la settimana scorsa – proseguono -, alla presenza della delegazione di Casa Sollievo e delle lavoratrici, avevamo proposto una soluzione già adottata per altri lavoratori (vedi dipendenti di Santa Maria delle Grazie), ossia, considerato che la Pellegrini già offre il servizio di ristorazione presso l’ospedale, che 4 dipendenti della Pellegrini prendessero il posto delle 4 dipendenti presso la Casa per Anziani e viceversa, operazione tra l’altro compatibile sia giuridicamente, che contrattualmente , visto che si è compiuta negli anni già per altri dipendenti. Ma a qualcuno forse non interessa la soluzione del problema , ma enfatizzare per 4 lavoratrici la volontà del risparmio, per riparare alla gestione poco oculata e risanare il deficit di diversi milioni di euro.

Noi non accettiamo siamo pronti a far valere i diritti dei lavoratori – concludono -, che chiedono lo stesso trattamento non solo giuridico contrattuale, ma in modo particolare il trattamento etico morale di chi per circa 40 anni ha lavorato sacrificando la famiglia per esaudire, in alcuni casi, richieste anche prive di aspetti e norme contrattualmente corrette. Se non dovesse essere accettata la nostra proposta, proclameremo unitamente alle lavoratrici uno sciopero della fame e chiederanno una interlocuzione con la Santa Sede”.

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