Caso Pecorelli, l’interrogatorio tra Medjugorie e i tesori nascosti

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Lui ai giornalisti dice di essere stato in una comunità nei pressi di Medjugorie ma c’è chi lo avrebbe visto spesso nella zona di Valona, in Albania.

Davide Pecorelli, abbronzato, dimagrito, capelli quasi biondi, è uscito lunedì 20 settembre dopo 3 ore di interrogatorio in procura a Perugia nel corso del quale ha fornito la sua versione dei fatti al pubblico ministero Giuseppe Petrazzini.

Ha parlato agli inquirenti di Perugia di un fantomatico “tesoro” che voleva cercare all’isola di Montecristo (del quale avrebbe avuto anche una specie di mappa).

Quando è stato recuperato al largo dell’arcipelago toscano Davide Pecorelli pare avesse con sé un piccone e una vanga probabilmente per cercare il presunto tesoro per il quale aveva già preso in affitto anche un garage. Oltre a una mappa con indicati alcuni punti dell’isola.

Il tentativo di raggiungerla è però sfumato per un’avaria al gommone.

Mentre gli inquirenti italiani stanno valutando la sua posizione le autorità albanesi già lo hanno denunciato almeno per un paio di reati.

Il contenuto della deposizione avvenuta in procura a Perugia sarà ora inviato alla procura di Grosseto, ma i magistrati perugini si metteranno in contatto anche con le autorità giudiziarie albanesi per eventuali aspetti di loro competenza.

Per nove mesi dunque Pecorelli è sparito nel nulla, dato per morto in Albania si sarebbe mosso con diversi alias, documenti contraffatti per poi ricomparire a bordo di un gommone vicino all’isola di Montecristo. Scomparso a gennaio come imprenditore nel settore dei capelli ricompare a settembre come appassionato di numismatica, monete antiche, letteratura e personaggi quasi mitologici.