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Cavalli collaboratori, la lettera di un lettore: “Folle che da Assisi parta un’iniziativa di questo tipo”

Dopo l’articolo sull’associazione Eponalia e sui cavalli collaboratori, AssisiNews riceve e pubblica alcuni stralci, sintetizzati e ‘addolciti’, di un’intervento che arriva da Marcello Albanesi, Coadiutore dell’Asino, un Onoterapeuta, regolarmente iscritto all’Asl Veterinaria di Roma. La redazione di AssisiNews rimane ovviamente a disposizione a una eventuale replica dell’associazione.

Riguardo al comunicato stampa dell’Associazione Eponalia sull’agricoltura a trazione animale, vorrei dire che mi stupisce che da Assisi parta un’iniziativa folle di questo tipo. Voglio anche essere buono, voglio pure pensare (a fatica a dire il vero) che alla base di questa idea ci possa essere una sincera intenzione di fare della ‘sana’ agricoltura.

Ma il concetto di cavalli collaboratori implica il reciproco assenso, la reciproca approvazione, la medesima condivisione di un progetto e/o un’idea. Questa è la collaborazione. Quella che viene imposta ai cavalli per fare business, per fare soldi, è una violenza, una delle tante forma di maltrattamento. Per fare questa agricoltura sostenibile a trazione animale, come la chiamano gli organizzatori, i cavalli (che non sono dei collaboratori perché se potessero se ne starebbero ben lontano) vengono bardati con ‘finimenti come paraocchi e morso. Di certo c’è chi sostiene queste pratiche giustificandole con il classico “serve a proteggere il cavallo”! Il punto è che il cavallo non deve essere protetto, deve essere rispettato e quindi non maltrattato obbligandolo a fare lavori come questo che propone questa associazione. Siamo nel 2021 e vedere ancora queste situazione fa veramente male e rabbia, tanta.

Se si vuole fare un’agricoltura sostenibile, la si faccia senza i cavalli collaboratori. Cosa c’è di sostenibile se dovete infierire del dolore fisico a un animale? Perché il morso fa male. Dove sta la sostenibilità di questa agricoltura? E’ vergognoso. È anacronistico e amorale, nemmeno immorale, spacciare un w.e. come un qualcosa di bucolico, di “sostenibile”. Tirate fuori le zappe e le vanghe, e se proprio volete l’aratro lo potete spingere da soli con la sola forza della vostre braccia. Questo è sostenibile. Non quella di questa iniziative assurda Ci sono molte altri centri in tutta Italia che offrono esperienze meravigliose dove gli animali e i cavalli, in particolare, non vengono fatti soffrire. Sono semplicemente amati. Fai la scelta giusta!

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