C’è il minerale di ferro nel futuro della Guinea

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Roma, 9 mag – La Cina è il più grande importatore di minerale di ferro al mondo. Buona parte di esso viene acquistato dall’Australia. I recenti problemi diplomatici tra le due nazioni hanno però spinto il gigante asiatico ad andare alla ricerca di altri e nuovi fornitori.

Vista l’ormai stabile presenza in Africa, non deve dunque sorprendere che Pechino si rivolga direttamente al continente nero per le sue esigenze. Da qui l’avvio di numerosi investimenti, in particolar modo in Guinea dove la presenza di minerale di ferro di alta qualità è nota almeno dall’inizio del millennio. Fino ad ora, tuttavia, nessuno ha mai avuto interesse a sfruttarlo appieno. Anzitutto per motivi di carenza di infrastrutture. I depositi si trovano infatti nel sud-est della nazione e mancano i mezzi per trasportare il minerale fino al porto sull’atlantico della capitale Conakry.

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In Guinea quasi 2,5 miliardi di depositi di minerale di ferro

Dopo anni di studi e contensioni, nel 2019 un consorzio cinese ha vinto un appalto dal valore di 15 miliardi di dollari per sfruttare due blocchi minerari. Altrettanti sono stati assegnati ad un raggruppamento internazionale in cui il colosso anglo-australiano Rio Tinto deterrà il 45%, la cinese Chinalco il 40% e il governo della stessa Guinea il rimanente 15% delle quote. Lo sfruttamento di questi depositi – e il conseguente trasporto del minerale – non sarebbe però possibile senza sufficienti ed adeguate dotazioni infrastrutturali. Per tale motivo, oltre all’avvio dei lavori di scavo le imprese vincitrici degli appalti si impegneranno nel prossimo futuro anche a realizzare una ferrovia – della lunghezza di quasi 700 km – nonché un porto in acque profonde a Conakry.

La Guinea possiede 2,4 miliardi di tonnellate di depositi di minerale di ferro di alta qualità. Quando questi blocchi verranno sfruttati, si stima che potranno produrre fino a 200 milioni di tonnellate l’anno.

Giuseppe De Santis