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Centrodestra, fumata bianca al vertice. Passa la linea Meloni: chi avrà più voti indicherà il premier


mercoledì 27 Luglio 20:48 – di Paolo Sturaro

Accordo in dirittura d’arrivo nel centrodestra. Dal vertice trapela notizia dell’intesa di massima che i leader della coalizione – Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini – hanno raggiunto sul più spinoso dei nodo: la premiership. Non nel senso del nominativo da proporre come presidente del Consiglio bensì del criterio da adottare una volta terminata vittoriosamente (si spera) la campagna elettorale. Ebbene, secondo le indiscrezioni, a prevalere è stata la linea della Meloni: il partito che prende più voti indica il premier.

Nel centrodestra ognuno correrà col proprio simbolo

All’incontro hanno partecipato anche Lorenzo Cesa per l’Udc, Maurizio Lupi di Noi con l’Italia e Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia, in rappresentanza di Coraggio Italia. Una seconda decisione riguarderebbe la facoltà per ciascuna forza di competere all’elezioni con il proprio simbolo e con il proprio capo politico. Lo stesso era accaduto nel 2018. Al summit odierno, come già riferito ieri, non ha partecipato in quanto non invitato Giovanni Toti, governatore della Liguria e fondatore della sigla Italia al Centro. Agli altri leader del centrodestra non è piaciuto il suo appello a votare la fiducia a Mario Draghisenza se” e “senza ma“. Si aspettava invece un invito che non è arrivato Gianfranco Rotondi, fondatore di Verde è Popolare.

Resta da decidere i criteri per ripartire i collegi

In una lettera indirizzata ai leader del centrodestra ha infatti chiesto di essere presente nei prossimi vertici della coalizione in vista delle elezioni politiche. Nella sua missiva, l’ex-dc, oggi vicepresidente del gruppo di Forza Italia alla Camera, ha sottolineato come la nuova sigla sia la continuazione della Democrazia Cristiana per le Autonomie, «socio storico fondatore del centrodestra». Rotondi ha chiesto ai leader di valutare «l’opportunità di una nostra presenza alle riunioni organizzative della coalizione, anche al fine di evitare su scala nazionale la replica di analoghe distrazioni che hanno causato la sconfitta del centrodestra».

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