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Col circolo Beniamino Gigli CulturaIdentità dà voce alla lirica

L’Opera fa parte della nostra identità nazionale e va difesa dalla follia del politicamente corretto

Dal Risorgimento in poi Opera Lirica ed identità nazionale in Italia sono inscindibili ed è impresa molto ardua riuscire a non inanellare una sequela di banalità nel ricordare quanto e perché dovremmo essere la nazione che più la tuteli. Una però è ineludibile: se la lingua italiana è tra le più conosciute al mondo è principalmente proprio grazie al melodramma. Invece sembra che il tafazzismo italico non abbia risparmiato neanche questo settore…anzi ne abbia fatto uno dei suoi bersagli prediletti.

Bilanci dei Teatri sempre in bilico anche a causa di una classe dirigente non sempre all’altezza, masse artistiche e maestranze tra le meno pagate d’Europa, continue leggi di riforma del settore che puntualmente peggiorano la situazione. Persino i libretti, ormai, vengono sistematicamente stravolti e piegati al nuovo Pensiero Unico Dominante attraverso regie che a volte ne distorcono totalmente il senso quando non ne cambiano addirittura il finale, come nella discussa Carmen andata in scena a Firenze nel 2018 in cui a morire non era la protagonista ma Don José. Capolavoro del melodramma immolato sull’ara del politicamente corretto. Poco importa se le tematiche del gender, dell’accoglienza dei migranti e via dicendo siano lontane anni luce dai valori delle società nelle quali crebbero ed operarono i compositori d’opera; i Demoni del Bene devono cancellare, nella loro furia iconoclasta, tutto ciò che non è in linea con i nuovi dettami. E ciò che non si può cancellare va distorto, riadattato, o, in una parola: falsificato. Così nel libro di un – di per sé anche meritorio – progetto scolastico nel quale viene insegnata l’opera lirica nelle scuole primarie e secondarie, gli Egizi nell’Aida di Verdi, preparandosi alla guerra, non cantano più “morte allo stranier” ma devono ripiegare su un più inclusivo “morte al traditor”. Il suicidio dell’Occidente.

È quindi in difesa di questo inestimabile patrimonio che, nell’ambito del progetto di Cultura Identità, è nato il Circolo “Beniamino Gigli”, che unisce operatori del settore nel comune intento di proteggere, rilanciare e diffondere il vero “Teatro all’italiana”, attraverso proposte ed analisi, sia di natura artistica che legislativo-gestionale. Attraverso queste pagine cercheremo di far conoscere ad una platea quanto più vasta possibile tutte le sfaccettature di questo mondo così affascinante ma così poco conosciuto nelle sue reali dinamiche interne. Per amore di questa Arte e per rispondere alla chiamata del Vate: “Difendete la Bellezza!”

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