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Con avversari così, Meloni sta senza pensieri

Ora, un qualsiasi elettore allarmato dalla presa di potere di Meloni&C si sarebbe aspettato che il partito più forte e strutturato del centrosinistra si proponesse come il perno di un fronte alternativo a quello sovranista. È avvenuto esattamente il contrario grazie […]

(di Antonio Padellaro – Il Fatto Quotidiano) – Un centrosinistra così devastato neppure nei sogni più lascivi Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi l’avrebbero immaginato. Leggete quanto segue: “Certo, l’immagine di confusione e incertezza che il centrosinistra trasmette in questi giorni, quasi con una voluttà autolesionista, accresce i dubbi sulla strategia elettorale. Dove si dimostra che non basta aggregarsi in qualche modo contro le destre se poi il messaggio agli elettori è impacciato e contradditorio”. È l’amara conclusione dell’articolo di Stefano Folli su Repubblica, giornalista e giornale non certo accusabili di prevenzione nei confronti del Pd e di Enrico Letta. Leggiamo da altre parti che interesse primario del segretario Dem, perso per perso, sarebbe quello di ottenere il massimo dei voti per blindarsi. Al contrario, “se oltre alla sconfitta con il centrodestra andasse male anche il Pd allora per Letta sarebbero problemi (Il Foglio).

Ora, un qualsiasi elettore allarmato dalla presa di potere di Meloni&C si sarebbe aspettato che il partito più forte e strutturato del centrosinistra si proponesse come il perno di un fronte alternativo a quello sovranista. È avvenuto esattamente il contrario grazie a una sciagurata catena di veti incrociati. Con “voluttà autolesionista”, Letta ha detto di no al M5S (accreditato nel peggiore dei casi di un 10 % di voti). Mentre con gli occhi di tigre si è volentieri sottomesso a Carlo Calenda (il 5% nel migliore dei casi).

A sua volta, come cospicua dote il padrone di Azione ha portato una raffica di esclusioni a suon d’ingiurie: no ai Cinquestelle, no a Di Maio, no a Sinistra Italiana, no ai Verdi, no a Matteo Renzi, meritandosi l’appellativo di cafone il censore. Cosicché, il “messaggio agli elettori” di centrosinistra che scaturisce da questa strategia della sconfitta è triplice: si salvi chi può, ognuno per se e l’ultimo spenga la luce. Contro avversari così malridotti, vedrete, Giorgia Meloni non calcherà la mano più di tanto. Il suo problema saranno semmai gli alleati che già fremono all’idea di vederla a Palazzo Chigi, ma questa è un’altra storia.

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