Concorsi pubblici, M5S presenta emendamenti: “Modifiche importanti per tutelare i giovani”

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“Le nuove modalità di svolgimento dei concorsi pubblici previste dal governo rischiavano di determinare una permanente penalizzazione dei giovani neolaureati, dando troppo peso ai titoli legalmente riconosciuti in sede di ammissione al concorso e agli stessi titoli, insieme alle esperienze professionali, nella formazione del punteggio finale. Per questo il MoVimento 5 Stelle ha intrapreso una battaglia politica e parlamentare, condividendo le richieste di modifica al testo giunte dai tanti ragazzi che studiano per costruirsi un futuro”. Lo scrivono i senatori del Movimento Cinque Stelle.

“Al Senato abbiamo presentato alcuni emendamenti per scongiurare questo rischio e adesso sembra che anche il ministro Brunetta voglia recepire le proposte 5 Stelle. Infatti, un emendamento del relatore al decreto legge in commissione Affari Costituzionali prevede che la valutazione dei titoli per l’accesso al concorso sia prevista solo per profili ad elevata specializzazione tecnica o amministrativa. Quindi non ci sarà per i concorsi dedicati a ruoli meno specializzati. Inoltre i titoli dovranno essere strettamente correlati alla natura e alle caratteristiche delle posizioni bandite”, continuano i pentastellati.

Infine, l’emendamento prevede che titoli e esperienze professionali possano concorrere alla formazione del punteggio finale solo in misura non superiore a un terzo. E’ un ottimo primo passo in avanti e pensiamo sia anche una risposta seria alle proteste dei nostri giovani. Ma vogliamo andare oltre, il MoVimento 5 Stelle in commissione propone di inserire un criterio di proporzionalità anche laddove permanga la valutazione dei titoli per l’ingresso ai concorsi: chiediamo che questa sia svolta tenendo conto in modo proporzionato delle mansioni collegate alle professionalità e ai profili richiesti nei bandi. Infine continuiamo a batterci affinché i nuovi criteri non si applichino ai concorsi per la scuola. Altrimenti si darebbe troppo vantaggio a chi vanta titoli di servizio acquisiti a danno dei più giovani aspiranti docenti“, ancora i senatori che concludono: “Avere modalità più agili e moderne per lo svolgimento dei concorsi pubblici è giusto così come è importante portare nella P.A. competenze nuove e elevate per adeguare la macchina pubblica alle nuove sfide. Ma non possiamo mettere in dubbio il principio di uguaglianza trascurando il diritto dei giovani neolaureati a mettere a frutto i loro studi e vincere i concorsi per meriti dimostrati in sede di selezione“.