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Conte e Letta a caccia di poltrone: il piano dei leader giallorossi alle prossime suppletive

M5S e Pd continuano a mandarsi messaggi d’amore reciproco, ora che i grillini hanno completato il salto del fosso trasformandosi definitivamente in esponenti di un mansueto partito di sistema. Con Enrico Letta che, in queste ore, ha ribadito come i pentastellati siano “per noi un alleato necessario”. E con i big dei due partiti, lo stesso Letta e l’ex premier Giuseppe Conte, che nel frattempo ragionano su una candidatura alle suppletive per blindare una preziosa poltrona.

Conte e Letta a caccia di poltrone: il piano dei leader giallorossi alle prossime suppletive

La situazione, in casa giallorossa, non è delle migliori. I sondaggi danno il blocco di centrosinistra indietro rispetto agli avversari, staccati di circa 10-15 punti percentuali nelle intenzioni di voto degli italiani. I problemi di leadership del Movimento continuano a rendere il partito più simile a un vulcano in ebollizione che a una formazione politica organica. L’incertezza sui profili da presentare come candidati alle prossime Comunali, fatta eccezione per Napoli, completa un quadro più che fosco.

Il Pd ha paura che la transizione del Movimento Cinque Stelle a creatura “contiana” possa non rivelarsi indolore. Con pericolose oscillazioni nella linea pentastellata, intollerabile per i dem che hanno da tempo giurato fedeltà a Draghi e non potrebbero accettare un alleato troppo burrascoso. E così, ecco che Conte e Letta cercano di rilassare gli animi, mandando messaggi sdolcinati l’uno all’altro e preparandosi a sostenersi a vicenda in caso di candidatura alle prossime suppletive.

Conte potrebbe infatti correre a Siena, mentre Letta lo farebbe a Roma. Un appuntamento che arriverà in autunno e che potrebbe vedere Pd e Cinque Stelle impegnati a portare voti ai due leader, che in questo modo entrerebbero in Parlamento. Conquistando una preziosa poltrona e guardando da vicino le rispettive truppe, cercando una quadra comune. Un posto al sole e ben retribuito, d’altronde, non fa certo male, di questi tempi.

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