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Conte e l’incognita Grillo

Giuseppe Conte è in gran ripresa. Sin qui, dentro questa campagna elettorale quasi sempre vile, triste e patetica, non sta sbagliando nulla. Certo Conte dovrebbe schiaffeggiarsi in eterno da solo, per avere aspettato così tanto a rompere con Draghi […]

(Andrea Scanzi – ilfattoquotidiano.it) – Giuseppe Conte è in gran ripresa. Sin qui, dentro questa campagna elettorale quasi sempre vile, triste e patetica, non sta sbagliando nulla. Certo Conte dovrebbe schiaffeggiarsi in eterno da solo, per avere aspettato così tanto a rompere con Draghi. E al tempo stesso dovrebbe offrire da bere a Letta, che gli sta tirando la volata come nessuno. Un mese fa i 5 Stelle erano dati sotto il 10, ora possono superare il 15% e paiono il punto di riferimento privilegiato (anche) per i delusi di sinistra. Di chi è il merito (oltre alla pochezza altrui)? La risposta è facilissima: di Conte. Ormai il M5S dovrebbe chiamarsi direttamente “Viva Conte”, perché è per questo che verrà votato. Certo: c’è anche il programma. E ci sono pure altre personalità stimabili: Appendino, Patuanelli, Scarpinato, De Raho, Vassallo. Ma i 5 Stelle attuali sono ormai percepiti come un partito personalistico. Non è di per sé un male o un bene: è così e basta. Senza Conte come leader, il M5S non arriverebbe al 5%. Chissà se Grillo prima o poi lo capirà. E soprattutto lo accetterà.

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