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Corto Circuito, una giornata alla Cartiere di Trevi per conoscere i segreti del riciclo della carta da macero – Vivo Umbria

TREVI – “Io non la faccio la raccolta differenziata tanto è inutile, poi alla fine buttano tutto insieme”.

Chi di noi non ha mai sentito pronunciare questa frase, un vero e proprio luogo comune che rischia però di provocare numerosi danni nella realtà?

Per sfatarlo, sensibilizzare e mostrare quale nuovo percorso di vita prendono invece i nostri rifiuti di carta e cartone, nasce Carta Circuito, giornata di porte aperte organizzata da Cartiere di Trevi, storica azienda umbra la cui storia inizia nel lontano 1830.

Quest’anno giunta alla sua quinta edizione, Carta Circuito si è svolta sabato 25 settembre ed ha raccolto oltre 450 persone che hanno trascorso una giornata all’insegna del riciclo all’interno dello stabilimento di Trevi.

Questo è un evento che noi abbiamo iniziato nel 2016, interrotto due anni per la situazione sanitaria e ripreso quest’anno – spiega  Cristiana Graziosi, presidente di Cartiere di TreviLo abbiamo fatto perché la nostra azienda basa tutta la produzione sul riciclo della carta da macero e quindi il nostro obiettivo era soprattutto far vedere ai cittadini che cosa succede ai loro rifiuti di carta e cartone, sfatando anche un po’ questo mito del “tanto mettono tutto insieme”.

Noi facciamo vedere loro tutto il processo di lavorazione, accompagnandoli in ogni fase.

Le persone rimangono impressionate sia dai muri di carta che poi vengono avviati al riciclo ma anche da quelli che sono gli scarti di lavorazione, ossia tutte le impurità che sono contenute nella carta, dai pezzetti di plastica ad altri materiali estranei che finiscono all’interno della differenziata”.

Tutto materiale residuo di lavorazione che andrà poi smaltito e mandato al termovalorizzatore con un impiego notevole di tempo e costi per l’azienda, “ed è un peccato – sottolinea Graziosi – perché se si potesse fare un po’ più di attenzione mentre si differenzia, sarebbe tutto più lineare come percorso”.

Durante la giornata, tra visite guidate e laboratori specifici dedicati ai più piccoli, un momento di attenzione è stato richiamato dall’amministratore delegato di Cartiere di Trevi, Franco Graziosi sulle attuali criticità che le industrie energivore stanno attraversando sul piano dei costi e della disponibilità di energia elettrica e di gas naturale. In questa occasione, Graziosi ha annunciato che l’azienda è stata in grado di assicurare continuità delle forniture energetiche tramite la sigla di un contratto con una primaria multinazionale del settore, in grado di soddisfare il fabbisogno annuale.

Stiamo investendo molto – prosegue la dottoressa Graziosi – e con l’occasione abbiamo inaugurato dei nuovi impianti tutti basati su tecnologia 4.0”.

Ma come funziona nella pratica il lavoro in cartiera?

“Noi acquistiamo ogni anno circa 73 mila tonnellate di carta da riciclare – spiega – Abbiamo un accordo con Valle Umbra Servizi che conferisce direttamente in azienda tutta la raccolta di tutti i comuni delle vicinanze, come Spoleto o Foligno  per un totale di circa 5000 tonnellate l’anno, mentre il resto viene comprato sul mercato attraverso Comieco” (Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica).

Tutta queste tonnellate di carta poi vengono lavorate, triturate ed epurate tornando a nuova vita in quello che è un perfetto esempio di economia circolare: ciò che entra come rifiuto ne esce riciclato sotto forma di nuovi oggetti, fogli o bobine da reimmettere sul mercato.

Inoltre, aggiunge Graziosi “Noi abbiamo anche questo progetto che si chiama Carta Chilometro Zero per cui vorremmo aumentare i quantitativi che arrivano direttamente dall’Umbria, un progetto che mira alla sostenibilità e tende a valorizzare il rifiuto prodotto in Umbria, ottenendo risparmi anche in termini di emissioni atmosferiche.

L’Umbria è una regione virtuosa, una regione che raggiunge sempre un miglioramento anno dopo anno.

A livello locale, ci auguriamo che anche il nostro modo di comunicare, anche se di certo è un’infinitesima parte di ciò che si può fare, possa costituire uno stimolo per le persone a comportarsi in modo sempre più virtuoso”.

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