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Crocca – Milano

giovedì 10 Giugno 0:01 – di Redazione

Crocca

Via Fiamma, 4 – 20129 Milano

Tel. 02/38295323

Sito Internet: www.crocca.it

Tipologia: pizzeria

Prezzi: antipasti 5/12€, bruschette 3/6€, pizze 8/15€, primi 8/11€, contorni 4/6€, dolci 5/6€

Giorno di chiusura: mai

OFFERTA

Voto di incoraggiamento per questa pizzeria aperta nel 2020 a pochi passi dal Mercato del Suffragio, che propone una alternativa alla pizza napoletana che oramai spopola nella città meneghina. Crocca, controcorrente, offre una pizza sottile e croccante come quella che si faceva negli anni ’80 ai quali dichiarano apertamente di ispirarsi. La carta delle pizze, che dà 40 suggerimenti ai clienti, mescola i grandi classici di quei tempi (la capricciosa, la quattro stagioni, la diavola, quella con wurstel e patatine e quella con tonno e cipolla) con idee più moderne come la pizza con mortadella e granella di pistacchi e quella con capocollo e stracciatella fatta su salsa di pomodorini gialli. Il menù è arricchito da qualche proposta di primi piatti, di bruschette e di antipasti, ed è proprio dalle melanzane a funghetto che abbiamo iniziato la nostra degustazione, purtroppo deludente: sentore di olio di frittura esausto sebbene fossero asciutte, scarsità di pomodoro che serviva a condirle e legare il tutto e presenza del prezzemolo in luogo del basilico come previsto dalla ricetta originale. Un po’ meglio è andata con le pizze che, quanto meno, hanno rispettato la promessa di essere croccanti. Buona la pizza Ragù con una base di ragù alla bolognese e stracciatella pugliese sufficiente a condire bene ogni boccone; discreta l’Amatriciana che non era nulla di più che una buona margherita con qualche pezzetto di guanciale, moscio per giunta, e con la fonduta di pecorino che non si percepiva minimamente.

AMBIENTE

Sembra la brutta copia di una pizzeria degni anni ’80, con le pareti bicolore in simil stucco veneziano, qualche ficus benjamin messo qua e là, i tavolini (senza tovaglia né tovaglietta americana, neppure quella monouso di carta!) con il ripiano di marmo o di legno che fanno il verso ai bistrot parigini senza averne il fascino. Nel complesso risulta freddo e impersonale e non invita a fermarsi per una chiacchiera oltre il tempo di consumazione.

SERVIZIO

Amichevole e informale, ma da rodare: qualche piccola défaillance in una serata in cui non c’erano molti tavoli da servire potrebbe trasformarsi in un débâcle in giornate e orari di punta.

Recensione a cura di: Milano de La Pecora Nera – ed. 2020 – www.lapecoranera.net

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