da-perugia-a-parigi-con-la-boheme-di-giacomo puccini

Da Perugia a Parigi con la Bohéme di Giacomo Puccini

Da Perugia a Parigi con la Bohéme di Giacomo Puccini

di Antonella Valoroso

Se al termine di una domenica da bollino rosso la platea dei Giardini del Frontone si riempie per assistere alla Bohéme di Giacomo Puccini significa che, a dispetto della canicola, Perugia ha sempre voglia di musica e ha soprattuttouna gran sete di opera. Ed è proprio grazie alla “potenza della lirica”, per dirla con le parole del grande Lucio Dalla, che con una giravolta di vocali, il pubblico viene trasportato dalla rovente Perugia dell’estate 2022 alla glacialeParigi della vigilia di Natale del 1830, la data fatale in cui tra Rodolfo (Marco Mustàro) e Mimì (Silvia Pantani), complice una candela spenta e una chiave smarrita, scocca la scintilladi un amore impossibile destinato a consumarsi tragicamente tra le gioie, i dolori, la goliardia e le gelosie di una comunità di pittori, poeti e musicisti squattrinati, giovani, belli e affamati tanto di cibo quanto di gloria.

Ispirata al romanzo dello scrittore francese Henry Murger

Ispirata al romanzo dello scrittore francese Henry Murger pubblicato nel 1851, il capolavoro pucciniano nasce da una sfida tra il compositore toscano e il collega Ruggero Leoncavallo ed ebbe una gestazione lunga e travagliata, anche perché Puccini e il suo team di librettisti -Luigi Illica e Giuseppe Giacosa- concepirono una innovativa struttura in quattro quadri destinata a rivoluzionare per sempre l’impianto dell’opera lirica. Ma tanta fatica non fu spesa invano.A partire dal suo debutto nel 1896 la Bohéme è stata e continua ad essere una delle opere più amate e rappresentate al mondo e anche l’allestimento perugino non ha tradito le aspettative che da sempre ne accompagnano la messinscena.

L’Orchestra Sinfonica della Città di Grosseto è stata diretta con rigore dal M° Damiano Cerutti che, dopo una galoppata di tre ore di musica, ancora con la bacchetta tra le dita, sorride soddisfatto per la risposta del pubblico che non ha fatto mancare sia gli applausi a scena aperta -il più sonoro dei quali è andato allaMusetta di Viola Sofia Nisio- che quelli a fine atto e a fine spettacolo, quando sia l’orchestra che tutti i cantanti -Marco Mustàro (Rodolfo), Stefano Marchisio (Marcello), Valerio Garzo (Schaunard), Stefano Rinaldi Miliani (Colline), Ferruccio Finetti (Benoit e Alcindoro), Silvia Pantani (Mimì), Viola Sofia Nisio (Musetta), e Marco Cetra (Sergente dei doganieri) sono stati acclamati con grande entusiasmo dal pubblico perugino.

Un plauso speciale va anche al M° del coro Sergio Briziarelli e soprattutto agli artisti del Coro Lirico dell’Umbria che già dalle 19:00 erano intabarrati in abiti invernali per fare il loro festoso ingresso nel secondo quadro, e cioè verso le 22:00.

Essenziale la regia di Guido Zamara così come le luci e la scenografia. Anche perché trasformare un’arena cinematografica in un palcoscenico d’opera è già di per sé un miracolo. Il risultato è stato un allestimento dal sapore intimo, una Bohémeun po’ più scura del solito ma forse proprio per questo più intima e godibile. Ad essere chiaro oltre ogni ragionevole dubbio è invece il fatto che Perugia e i melomani perugini meritano una stagione lirica all’altezza della loro passione. E i tanti giovani che affollavano la platea ne sono la testimonianza più lampante.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.