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De Laurentiis e le multiproprietà, ora la pressione arriva da Bari: non galleggiamo per il Napoli

Il Napoli ha pareggiato malamente contro i modesti turchi dell’Adana, in un allenamento che di partita vera aveva solo i prezzi: 30 e 40 euro per gli spalti, 10 euro per la diretta web. Proposta commerciale indecente e rispedita al mittente dai tifosi, in pochissimi allo stadio Patini e che hanno preferito il canale web gratis della squadra turca. Poco male per Aurelio De Laurentiis, che nel frattempo ha vinto una partita politica importante in Lega con la proroga delle multiproprietà fino al luglio 2028. Sei anni in più per cedere Napoli o Bari, a patto che i galletti non raggiungano la massima serie. Nel capoluogo delle Puglie, che ambisce giustamente alla Serie A dopo anni di fallimento e purgatorio, non l’hanno presa benissimo perché l’idea di galleggiare in seconda serie per fare un piacere al Napoli e alla Filmauro non è proprio il massimo per i tifosi biancorossi.

A Napoli, invece, si sono ringalluzziti gli aficionados di De Laurentiis, quelli convinti che “dopo di lui, il diluvio”. Profughi mentali del fallimento del 2004, questi tifosi spauriti e attaccati alle caviglie del “Masto” come il cane all’osso non riescono a comprendere che il Napoli è oggetto da tempo di grande attenzione internazionale. Lo stesso De Laurentiis ha recentemente dichiarato che sono molte le offerte arrivate per l’acquisto del club da parte di importanti fondi internazionali, ma che “per ora” il Napoli non è in vendita. In quel “per ora”, pronunciato non più di qualche mese fa, sta la chiave di interpretazione della proroga concessa dalla Figc e dalla Lega: consentire ai De Laurentiis – che già fronteggiano una dura contestazione a Napoli, sanno bene che sarà difficile nel lungo periodo coniugare l’ampio ridimensionamento degli ingaggi con la competitività sportiva del Napoli e che anche a Bari il clima diventerà incandescente in caso di campionati di cadetteria anonimi – di trattare con più calma la vendita di uno dei due club, con precedenza assoluta al Napoli che ha pretendenti seri e garantirebbe la madre di tutte le plusvalenze.

Sin prisa, pero sin pausa, prosegue dunque la strada verso l’#A16 della Filmauro. Quella di Spalletti verso la Champions è invece ancora accidentata, dopo le partenze in serie dei calciatori più rappresentativi del ciclo Benitez/Sarri. Sono arrivati buoni calciatori finora, nessuno dei quali però ha mai giocato ad alti livelli in Europa, che dovranno confermare sul campo di meritare la maglia azzurra. Inoltre, a poco più di due settimane dall’inizio del campionato, mancano ancora il portiere, il sostituto di Mertens e un vice Osimhen all’altezza. E scusate se è poco. Il calciomercato monopolizza il dibattito in città, anche perché delle ormai prossime elezioni politiche di settembre pare non voglia parlare nessuno. Non Gaetano Manfredi almeno, che teme per il suo “Patto”, e nemmeno Roberto Fico che avrebbe tanto voluto essere al suo posto.

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