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Dimissioni neo mamma e Naspi: ecco come procedere – Orizzonte Scuola Notizie

Come devono essere presentate le dimissioni dalla neo mamma nel primo anno di vita del bambino?

Alla neo mamma che si dimette volontariamente dal rapporto di lavoro entro l’anno di vita del bambino, spetta l’indennità di disoccupazione Naspi. Ma vediamo come procedere per presentare le dimissioni in modo corretto, rispondendo alla domanda di una nostra lettrice:

Buongiorno, avrei bisogno di un’ informazione per quanto riguarda le dimissioni post parto..Io sono una neo mamma, ho partorito da una settimana, e volevo sapere come. Fare per ricevere la naspi per dimissioni volontarie.. Se è vero che spetta a tutte le neo mamme che presentano dimissioni volontarie, o se ci vogliono dei requisiti particolari.. Premetto che di tornare a lavoro non se ne parla, per i rapporti con i datori di lavoro, e le condizioni che durante la maternità son cambiate appositamente..confido in un vostro riscontro.. Grazie mille in anticipo 

Neo mamma e Naspi

Le consiglio di attendere, per il licenziamento, la fine del congedo di maternità obbligatorio. Quando si avvicina il momento di rientrare al lavoro potrà iniziare a presentare dimissioni volontarie. Per avere diritto alla Naspi in questo caso, i requisiti necessari sono gli stessi richiesti alla generalità dei lavoratori: avere almeno 13 settimane di contributi versati nei 4 anni precedenti.

Le ricordo che se lavora con contratto a tempo indeterminato per la pubblica amministrazione la Naspi non spetta, anche se è una neo mamma. Alle dipendenze della pubblica amministrazione la Naspi è riconosciuta solo al personale assunto con contratto a tempo determinato. Altri requisiti non sono richiesti se non che la mamma si trovi nel periodo di tutela dal licenziamento, ovvero nel periodo che intercorre dai 300 giorni prima del parto al compimento dell’anno di vita del bambino.

Per il resto le ricordo che le dimissioni volontarie non vanno presentate online nel caso delle neo mamme, ma devono essere convalidate dall’Ispettorato del Lavoro competente. Le consiglio, in ogni caso, quando è il momento di farsi assistere nella procedura da un patronato di fiducia per fare in modo che le venga riconosciuto il suo diritto alla Naspi.

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