Duello a Porta a porta, Michetti mette all’angolo Gualtieri: “Da ministro ha messo zero euro su Roma”

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A quattro giorni dal voto Porta a porta ospita il primo match televisivo tra gli sfidanti alla carica di sindaco di Roma, Enrico Michetti e Roberto Gualtieri. Tanti i temi trattati nello studio di Bruno Vespa: dai rifiuti ai trasporti, dalla sicurezza allo sport, dal decoro urbano alla cultura. Cronometro implacabile, fair play sullo sfondo di servizi eloquenti che fotografano le condizioni della Capitale. Tra cumuli di immondizia, cinghiali e topi che assaltano i cassonetti, buche e traffico record.

Faccia a faccia Michetti-Gualtieri a Porta a porta

Il primo a incalzare è il candidato del centrodestra. Che in più occasioni mette all’angolo l’ex ministro del Pd. Che appare teso dietro un sorriso stereotipato che mostra per tutto il confronto. Michetti parte all’attacco sulle principali emergenze della Capitale. A partire dai rifiuti. “Servono impianti, i più moderni possibile. La Regione Lazio ha una responsabilità enorme in questo. Avremo tolleranza zero sul degrado. Serve una task force di almeno 6 mesi per intervenire subito e portare via i rifiuti”, propone l’avvocato del centrodestra. Che assesta un bel colpo al governatore del Lazio, spiazzando Michetti, collega di partito.

“La Regione Lazio ha creato il disastro ambientale”

“La Regione Lazio doveva prevedere degli impianti, è rimasta inadempiente. E ha creato questo disastro ambientale. Possibile che non esercita da 10 anni i suoi poteri commissariali?”. Con tono da maestrino l’ex ministro dem prova a ribattere. “Regalerò a Michetti anche un testo di diritto, eppure dovrebbe conoscerlo: gli impianti deve farli il Comune. Fa un attacco politico solo per colpire la Regione Lazio”.

Sul Recovery Gualtieri ha messo zero su Roma

Scintille anche sul Recovery fund e le risorse mancati a Roma Capitale. Michetti va all’affondo dell’ex ministro dell’Economia del Conte bis. “Quando era ministro Gualtieri mise zero per Roma nel Recovery, forse non pensava di candidarsi sindaco in quel momento”.  Stessa  trascuratezza per la Capitale nel Pnrr, “dove Roma è citata solo tre volte», incalza sempre Michetti. “Gli dono una copia sottolineata del piano. Roma è l’unica città che ha fondi dedicati e, inoltre, partecipa alle altre risorse”, replica Gualtieri.

“Abbiamo bisogno di persone come Bertolaso”

Gualtieri sforna i punti chiave del programma. Al primo posto i “centri giovani” sul modello dei centri anziani realizzati da Luigi Petroselli. Michetti risponde con l’idea di un meccanismo di prestazioni compensative per il bene pubblico. Che possano generare sconti fiscali. E rinnova l’impegno per le periferie con un assessore ad hoc. In più occasioni nomina Guido Bertolaso come possibile commissario al Giubileo. “Abbiamo bisogno di una classe dirigente forte, di persone di grande qualità e Guido Bertolaso, tra questi”.

Gualtieri tira in ballo il pericolo fascista

Poche le armi di Gualtieri nel merito delle soluzioni amministrative. Per risollevare le sorti della sfida tira in ballo il pericolo fascista, cavallo di battaglia della sinistra in questi giorni. Ci prova due  volte. Ma i colpi vanno a vuoto. Prima quando cita “esponenti di Casapound nelle liste di Michetti, che sarebbero eletti se lui vincesse, ma questo non accadrà…”. Una seconda volta quando definisce “scomposti” gli attacchi della Meloni contro la Lamorgese per la gestione della piazza durante gli scontri di sabato scorso. Ma che c’entra? Michetti, invece, va giù duro nei confronti del governo Draghi. Che non ha certo la rinascita di Roma in cima ai suoi pensieri. “Se pensasse più a Roma. Parigi ebbe 44 miliardi”. Si replica su Sky tg24 questa sera.

Paolo Trancassini, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, giudica imbarazzante la performance di Gualtieri, zero assoluto. “Il candidato sindaco del centrodestra, invece,  ha dato prova invece di competenza, di solidità e di idee per la città. D’altronde – prosegue l’esponente di FdI – Gualtieri è lo stesso che quando ricopriva il ruolo di ministro dell’Economia, per Roma aveva destinato le briciole del Pnrr per la città, bocciando tutti gli emendamenti di Fratelli d’Italia. Gualtieri è lo stesso che è stato bocciato da Draghi. È uno scarto e la Capitale non può prendersi uno così”.