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Ecco la nostra distopia quotidiana. Ma se… – Aldo Maria Valli

Cari amici di Duc in altum, il contributo che qui vi propongo arriva da una lettrice del blog che può firmarsi solo con il nome di battesimo. Maria Rita scrive da Genova e ha reso questo suo racconto distopico molto efficace perché è tutto al presente, il che ci fa capire ancora meglio come, in realtà, sotto molti aspetti siamo già pienamente all’interno di una distopia che ci fagociterà sempre più. A meno che…

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di Maria Rita

La Scienza ha stabilito da tempo che il mondo sta cambiando per colpa dell’essere umano, decretando che si pratichi un severo controllo delle nascite, in modo che la popolazione mondiale cali gradualmente ai tre miliardi consentiti, per non aggravare l’impatto sull’ambiente.

Gli esseri umani, dalla Cina al continente americano, vivono in una realtà nella quale sono stati privati della proprietà personale di beni duraturi e anche di oggetti di consumo, dalle borse firmate ai mobili alle suppellettili di casa. Solo le multinazionali, organizzate in un sistema centralizzato e programmato a livello mondiale, hanno il possesso e sono autorizzate a usare risorse e beni con titolo di proprietà. Le abitazioni, gli elettrodomestici, gli impianti, tutti i mezzi di trasporto, dalla bicicletta a pedalata assistita al furgone, sono in affitto, o in leasing, o in comodato d’uso. Non esiste più il denaro contante. Siccome tutti i mezzi di trasporto consentiti sono elettrici, collegati in rete, ricaricabili col sistema a crediti, monitorati a distanza come posizione e chilometraggio, eventualmente disattivati dalla ricarica per controllo e punizione, il mezzo di trasporto a trazione animale, giustificabile per esigenze sportive e salutistiche, è l’unica alternativa possibile in libertà, oltre alla bicicletta tradizionale, alla slitta e agli sci; nelle zone in prossimità dell’acqua è autorizzato l’uso di barche a vela o a remi, ad uso sportivo, ma non per far viaggiare uomini e merci. Le barche a motore di qualsiasi dimensione e potenza subiscono le stesse limitazioni tecnologiche e i controlli centralizzati dei mezzi terrestri. Le grandi navi viaggiano con l’uso di pannelli solari, installati su alberi come in passato le vele, e i trasporti sono necessariamente meno veloci. I residui pochi mezzi a combustione interna sono usati (raramente) per manifestazioni storico-educative e non ci si può procurare il combustibile, se non l’olio vegetale da diesel. Le pale eoliche coprono vaste aree, e tutti gli edifici in muratura, urbani e non, sono provvisti di pannelli fotovoltaici, ma il collegamento in rete ne impedisce l’uso in autonomia e chi non sottostà alle regole può essere privato dell’uso dell’elettricità. I servizi sono centralizzati: mobilità, trasporti, salute ed educazione sono sotto il controllo dello Stato, che ne dirige la somministrazione e ne stabilisce i criteri. La scuola istruisce al lavoro e alle sue tecnologie, ma soprattutto prepara a essere consumatori, ovviamente sostenibili e responsabili. I bambini/e sono educati a giocare con tutti i tipi di oggetti, sono proibite (e punite) le preferenze di genere e l’uso esclusivo e definitorio dei pronomi. La grammatica e la lingua sono inclusive e tutte le opere precedenti alla riforma della lingua sono spiegate e studiate solo se e quando si ha la maturità necessaria, non prima dei ventuno anni. Speciali commissioni provvedono a valutare se il candidato allo studio della “letteratura degenere” ha i requisiti per affrontarla, senza esserne condizionato negativamente. Le religioni sono sotto la tutela dello Stato e consentite solo se ecumeniche e inclusive. Tutte quelle che si rifiutano di esserlo, e usano incomprensibili lingue morte come l’arabo classico, il latino, lo slavo ecclesiastico, l’ebraico e l’aramaico, sono severamente proibite: chi le pratica deve seguire un percorso di rieducazione e, se recidivo, di isolamento. La storia è proibita e praticata solo da un ristretto numero di “conservatori di archeo-esperienza” rigidamente selezionati e controllati, che non possono divulgarne i contenuti, pena severe sanzioni. Solo in base a protocolli, stabiliti e diffusi di volta in volta dall’autorità statale, i mass media possono accennare al passato, più o meno remoto, ma i riferimenti sono cancellati automaticamente dagli stessi mass media, per evitare conflitti tra citazioni divergenti. Un codice personale viene assegnato a ogni essere umano, che subisce l’impianto di un microchip dall’età di dodici anni, anno limite entro cui si può praticare l’aborto “a posteriori”. Se l’apparecchio col tempo desse problemi al titolare, si provvede all’espianto e al reimpianto di uno nuovo, anche quando avviene una riassegnazione di genere. L’aborto è consentito e tutelato, anche molto dopo la nascita, se il soggetto non gode di salute fisica, psichica o di adattamento sociale secondo i parametri stabiliti dalle norme sulla “qualità della vita” e, nel suo “migliore interesse”, può essere soppresso. Non ci sono più case di riposo, perché gli anziani non autosufficienti, affetti da malattie incurabili, o curabili ma non sopportabili dal soggetto o dai familiari che l’accudiscono, oppure se si ritiene di averne abbastanza della vita, sono indotti all’eutanasia coll’aiuto di équipe di specialisti e avviati alle cliniche che la praticano; idem per le vittime di gravi danni alla salute o all’integrità fisica al di sopra dei quarant’anni, il cui recupero costerebbe più di quanto potrebbero restituire in produttività. Ogni centro di cura deve avere un servizio di eutanasia per chi ne faccia richiesta; stesse norme per le malattie psichiche e, a maggior ragione, per le disabilità. Bambini/e affetti da disabilità o non vengono fatti nascere oppure sono lasciati morire, nel loro “migliore interesse”, ma se la tipologia di disabilità non provoca la morte si pratica l’aborto “a posteriori”. L’allevamento di animali superiori (come mammiferi uccelli o pesci) a scopo alimentare è stato drasticamente ridotto, ma è stato imposto l’uso di invertebrati a scopo alimentare e si incentiva il veganesimo. La carne è consentita non più di quattro volte l’anno, con controlli tramite microchip al ristorante o nei rari negozi dove è in vendita e hanno la possibilità di espellere chi ne ha già usufruito. La macellazione abusiva è severamente punita (come sotto Stalin). Anche la pesca individuale è proibita, si consuma solo il pesce allevato e addizionato con vitamine, antibiotici e vaccini incorporati. Il microchip serve anche a controllare il rispetto delle regolari scadenze vaccinali, senza le quali non si usufruisce di una serie di servizi e opportunità sociali e non si può lavorare. La famiglia “tradizionale” è scoraggiata e le unioni, di qualsiasi genere, propagandate da cinema, letteratura e altri prodotti culturali, sono “liquide” e legate all’attrazione passionale, senza prevedere impegni a lungo termine, né sbocchi riproduttivi. L’omosessualità è propagandata come socialmente accettabile, piacevole, positiva e responsabile per l’ambiente, mentre l’eterosessualità è vista con sospetto, la mascolinità è tossica per definizione e la femminilità nella sua finalità riproduttiva è considerata anti-sostenibile. L’istinto materno viene disincentivato e i neonati sono affidati già nei primi giorni di vita a strutture extra-familiari, perché le madri possano rientrare subito nelle attività produttive. Le puerpere possono donare il latte alle banche del latte, ma non allattare al seno i propri figli. Discendenza e lignaggio tramite cognomi (paterni e/o materni) è scoraggiata, i bambini alla nascita hanno un genere “assegnato” e un nome “assegnato” provvisorio. Anche la famiglia è ritenuta assegnata e, se i genitori naturali non ottemperano le aspettative sociali, perdono la custodia dei figli. Quando un minore raggiunge i dodici anni può mantenere l’identità personale e di genere assegnata oppure cambiarla, assieme al nome di identificazione. Se manifesta precocemente dubbi sul proprio genere, può iniziare già prima un percorso di riassegnazione. Genitori o terapeuti che si oppongono sono severamente puniti, col carcere e l’isolamento sociale. I bambini/e sono dello Stato e quelli che sono stati sottratti alle famiglie, a causa di atteggiamenti oppositivi o antisociali dei genitori, sono adottati dalle famiglie arcobaleno che ne facciano richiesta. Le famiglie arcobaleno usufruiscono di speciali servizi riproduttivi da parte di madri surrogate, che svolgono tale servizio dietro compenso, oppure dei rari prodotti di gravidanze indesiderate le cui madri non vogliono sottoporsi ad aborti più o meno tardivi. Alimentazione e crescita vengono controllati regolarmente, l’educazione viene monitorata per evitare derive tradizionaliste e le cure mediche sono imposte in base a rigidi protocolli studiati dalle aziende farmaceutiche, come tutte le terapie preventive e/o vaccinali, che vengono periodicamente aggiornate tramite le indicazioni della Scienza.

Ma se un gruppo di persone si isola in una cascina, senza smartphone, senza corrente elettrica se non quella prodotta con un impianto fotovoltaico, con l’acqua corrente di una fonte, col riscaldamento di stufe a legna e cucine economiche di un tempo, con lo scaldabagno a legna, il frigo a neviera… Se si nutre lavorando la terra e allevando gli animali, praticando le migliori tecniche di coltivazione, di allevamento e di macellazione del bestiame, nel rispetto degli animali ma anche delle esigenze di nutrizione degli esseri umani. Se queste persone si strappano tutti i microchip, i pass e gli altri strumenti di controllo materiali e virtuali… Se ci si abitua a praticare la ricerca personale della verità, senza affidarsi fideisticamente a tutto ciò che viene trasmesso dalla propaganda, a verificare con oggettività tramite il metodo scientifico, a non considerare fake news quelle che ufficialmente sono definite tali, se non quando lo si è verificato… Se educa la prole con la scuola genitoriale, mettendo in salvo il maggior numero di testi delle epoche precedenti alla “riforma”, abituando i più giovani ad avere rispetto, ad ascoltare e tramandare memorie e saperi, soprattutto a prendersi cura dei più vecchi… Se si pensa che i legami tra esseri umani, duraturi, affidabili, sinceri e responsabili siano l’unico mezzo per combattere la tristezza della precarietà affettiva, tra genitori e figli, tra membri della coppia, tra parenti e amici, che prepara a quella malinconia nascosta sotto i miti del consumismo e dei falsi valori e diritti… Se si trova in una vera finalità sovra-mondana un senso al proprio effimero passaggio nel mondo, affidandosi a qualcosa di più grande delle costruzioni dell’uomo…

Se tutto questo avviene, allora non è persa la speranza.

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