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Estorsioni e botte, uomo del clan Moretti perseguitava associazione di volontariato. Arrestato dalla squadra mobile

La squadra mobile di Foggia, al termine delle indagini coordinate e dirette dalla locale Procura della Repubblica, ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura degli arresti domiciliari emessa dal Tribunale del Riesame di Bari. “In particolare, in accoglimento dell’appello proposto dalla Procura di Foggia avverso l’ordinanza emessa dal gip di Foggia – riporta una nota della Questura di Foggia -, il Tribunale del Riesame ha ritenuto sussistente il reato di estorsione commesso da Andrea Baratto, foggiano, classe ’81, ritenuto contiguo alla “batteria” dei “Moretti-Pellegrino-Lanza” e con alcuni pregiudizi di polizia”.

“L’uomo – fanno sapere dalla polizia – è ritenuto responsabile dei reati di lesioni, evasione ed estorsione aggravata, commessi nel dicembre 2019, in costanza di applicazione della misura alternativa della detenzione domiciliare, ai danni di una locale associazione di volontariato operante nel settore dei trasporti in ambulanza dei degenti. L’attività investigativa ha evidenziato come il destinatario del provvedimento restrittivo, al fine di sostituirsi nell’attività di trasporto in ambulanza dei degenti ricoverati presso il locale nosocomio ed ottenere l’ingiusto profitto corrispondente al prezzo dei predetti trasporti, con più atti esecutivi consistiti in minacce e violenze nei confronti degli appartenenti della onlus, abbia costretto quest’ultima a dimezzare il numero dei trasporti dei degenti.

Le ripetute minacce, sfociate anche in una vile aggressione ai danni del presidente dell’associazione di volontariato, costringevano l’associazione a rinunciare a metà dei trasporti da e per il Policlinico Riuniti a favore del B.A., con inevitabile danno per l’intera comunità foggiana costretta a non poter usufruire gratuitamente di un servizio prezioso assicurato dall’associazione di volontariato presa di mira dal B.A.”.

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