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Federico Mollicone: «La cultura sia la base per un nuovo immaginario nazionale» | CulturaIdentità

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Il deputato di FdI vuole una riforma radicale: Il FUS diventi Fondo per le Arti nazionali

L’on. Federico Mollicone è uno di quei politici che amano il teatro, il cinema, il mondo dell’arte. Lo dimostra la passione che mette in difesa del settore Cultura e Spettacolo e la sua intensa attività in Commissione Cultura alla Camera dei Deputati. La sua militanza culturale lo vede sempre in prima fila alle prime teatrali, alle aperture delle mostre e nel dare voce ed ospitalità dentro le Istituzioni agli artisti, troppo spesso dimenticati nel nostro Paese. In questa intervista descrive le linee guida del programma culturale del partito di Giorgia Meloni partendo proprio da alcuni punti del Manifesto che Culturaidentità ha lanciato in questi anni come Detassare, Armonizzare, Educare alla Bellezza, promuovere le nostre Città Identitarie .

CulturaIdentità ha lanciato un proprio manifesto con specifici punti. Cosa ne pensa?

«Molti dei punti del Manifesto di CulturaIdentità per il prossimo governo sono condivisi dal programma di Fratelli d’Italia. La realizzazione di un sistema fiscale che preveda la detrazione delle spese per l’acquisto di beni e servizi culturali assieme all’abbassamento dell’IVA al 4% sui prodotti culturali si declina come basilare in una Nazione ricca di arte e cultura come l’Italia. L’industria dell’arte e della cultura in Italia mette in moto una filiera produttiva e un numero di addetti ai lavori molto importante e, pertanto, necessita di attenzione massima non solo per il riflesso in ambito strettamente artistico-culturale, ma anche in ambito economico e sociale: una posizione storica di Fratelli d’Italia, sin dalla fondazione nel 2012. Bisogna riformare i criteri quantitativi e qualitativi dell’erogazione dei fondi, garantendo l’accesso anche a nuovi operatori del settore. Bisogna ripristinare i corpi di ballo di eccellenza. Al fine di evidenziare il carattere radicale della riforma, il FUS è rinominato Fondo per le Arti Nazionali. Va sostenuta la digitalizzazione dei beni culturali, applicando alle opere d’arte pubbliche italiane la tecnologia NFT che permetterà di veicolare nel mondo le bellezze italiane, ma lo Stato manterrà sempre una percentuale dei diritti legati a quella riproduzione digitale del bene. Va sostenuto il sistema museale pubblico e privato, così come i circuiti privati. Va aumentata la dotazione economica dell’infrastruttura nazionale di sostegno al settore editoriale e tutelata la transizione digitale. Va revisionato il PNRR includendo anche il settore editoriale, a fronte del caro energia e del caro materiali. Va stimolata la digitalizzazione dei beni culturali dei borghi e istituiti circuiti culturali per le aree interne».

E’ appena tornato dal Festival di Venezia, principale kermesse del cinema nazionale. Il cinema ha subito più di tutti l’impatto, anche a lungo termine, della pandemia. Come risollevarlo?

«La 79esima Mostra del Cinema di Venezia rappresenta un successo con titoli italiani di altissima qualità. Il prossimo governo dovrà garantire più fondi per il cinema e intervenire sul tax credit per estenderlo anche ai nuovi gruppi nazionali. Meccanismo che ha funzionato, da estendere anche allo spettacolo dal vivo. Per riportare le persone in sala va incentivata la domanda tramite l’abbassamento dell’Iva al 4% sui prodotti culturali e la detrazione del consumo culturale individuale. Bisogna creare un racconto identitario italiano e non essere fagocitati dai grandi gruppi internazionali. La Rai con RaiPlay, Rai Cinema, Rai Fiction, Rai Teche e Cinecittà dovrà essere perno della costruzione di questo nuovo immaginario nazionale. Dispiace che qualcuno approfitti del Festival di Venezia per fare propaganda contro Giorgia Meloni e la prima forza politica della Nazione».

Che ruolo avrà il Ministero della Cultura per FdI?

«Cultura è identità, cultura è innovazione sostenibile, cultura è rigenerazione delle periferie e borghi che tornano a vivere. Per questo la cultura è, naturalmente, Made in Italy. E’ visione ma anche economia. Ogni euro investito in cultura ne attiva 4 in tutto l’indotto. Per noi la cultura è industria ed economia. Il Ministero della Cultura diventerà uno dei cardini strategici dell’azione di governo di Fratelli d’Italia».

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