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Fisioterapisti e OSS chiedono sciopero, sindacato fa orecchie da mercante.

Fisioterapisti e Oss hanno chiesto di arrivare a scioperare ma dal sindacato nessuna risposta.

Da gennaio i fisioterapisti e gli OSS di un’azienda che ha diverse sedi per la riabilitazione sparse per l’Italia sono in fermento per l’organizzazione del lavoro che li porterebbe a non poter svolgere il loro lavoro in sicurezza.

Ci hanno contattato con questa breve denuncia, verificata.

“Il 15 gennaio scorso l’Azienda ci ha comunicato che per non sostituire due fisioterapisti partenti (uno nel pubblico, l’altro in pensione) avrebbero delegato alcune attività minori agli Operatori Socio Sanitari. L’attività di mobilizzazione passiva manuale è comunque qualcosa di competenza nostra e abbiamo segnalato la possibilità di denuncia per abuso professionale.

Ci hanno risposto che allora dovevamo fare tutto noi ma con due unità in meno.

Gli Operatori dal canto loro sono costretti quindi a correre per portare tutti gli ospiti in palestra, perchè l’azienda ha proibito di fatto le attività in camera per “non perdere tempo” anche se non si sa bene come questo invece non ce ne farebbe perdere.

Da maggio siamo in stato di agitazione e l’azienda se ne frega: anzi durante le ferie estive non hanno assunto nessuno per sostituire ferie e un congedo di due mesi di un Operatore.

Siamo una catena di montaggio con i secondi contati e questo non ci può far lavorare bene. Lo scorso 2 settembre un anziano si è sentito male e ha vomitato in palestra. Abbiamo dovuto continuare a fare le attività degli altri pazienti a due passi dal vomito, in attesa che venisse quello delle pulizie.

Gli anziani aspettano in coda gli OSS che li vengono a prendere, fuori ambulatorio. E’ poco dignitoso, a volte attendono anche venti minuti. Perchè gli OSS nel frattempo fanno igiene, colazione e sistemano gli ospiti.

Abbiamo chiesto quindi di arrivare allo sciopero visto che finora a nessuno è fregato di niente di tutto questo. Nessuna risposta ufficiale, con il segretario aziendale che ha detto che “ne parleremo con l’Azienda”. INAUDITO.

A questo punto tanto vale renderlo pubblico, sperando che qualcuno intervenga.

Vi preghiamo di pubblicazione”.

Il nome dell’azienda è stato oscurato per motivi legali.

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