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Francobollo per la Rivista San Francesco, si festeggiano i cento anni con un’opera di Sandro Chia

Un francobollo per la Rivista San Francesco, per festeggiare i cento anni. Poste Italiane comunica che oggi 8 giugno 2021 viene emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico un francobollo ordinario, appartenente alla serie tematica “il Senso civico” dedicato al centenario della pubblicazione della Rivista “San Francesco Patrono d’Italia”, relativo al valore della tariffa B pari a 1,10€. Tiratura: trecentomila esemplari. Foglio da quarantacinque esemplari.

Il francobollo per la Rivista San Francesco è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente. Bozzettista: Sandro Chia. La vignetta riproduce un’opera di Sandro Chia che si ispira ai temi francescani di fraternità e cura del creato che guidano la Rivista “San Francesco Patrono d’Italia”. A sinistra in verticale, all’interno di una banda è riprodotta la frase “NEL VOLTO DELL’ALTRO IL VOLTO DEL FRATELLO”, scritta da Padre Enzo Fortunato direttore della Rivista.

Completano il francobollo la leggenda “100 ANNI DELLA RIVISTA SAN FRANCESCO“ la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”. L’annullo primo giorno di emissione sarà disponibile presso lo sportello filatelico dell’ufficio postale di Assisi (PG). Il francobollo e i prodotti filatelici correlati, cartoline, tessere e bollettini illustrativi saranno disponibili presso gli Uffici Postali con sportello filatelico, gli “Spazio Filatelia” di Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Roma 1, Torino, Trieste, Venezia, Verona e sul sito poste.it. Per l’occasione è stata realizzata anche una cartella filatelica in formato A4 a tre ante, contenente il francobollo singolo, la quartina di francobolli, una cartolina annullata ed affrancata e una busta primo giorno di emissione, al prezzo di 15€.

Questo il testo di padre Enzo Fortunato, direttore rivista “San Francesco” dal 2005, per il francobollo per la Rivista San Francesco

Il primo numero della rivista “San Francesco” nasce nell’ottobre 1920 per prendere definitivamente avvio nel 1921. Iniziava la preparazione dei festeggiamenti per i 700 anni della morte di san Francesco. A dare l’avvio furono le parole di Benedetto XV: “Francesco era talmente infiammato di ardore serafico per Dio e per gli uomini, da non riuscire a contenerlo nel suo cuore, ma avvertiva la necessità di portarlo all’esterno, a favore di quanti più potesse”. Da queste parole trae forza il mensile francescano che nella sua storia centenaria ha raccontato le visite dei papi ad Assisi fino all’ultima storica, impensabile, di Papa Bergoglio: il papa che ha scelto il nome del “Piccolino” di Assisi firmando sulla sua Tomba l’Enciclica “Fratelli Tutti”: per la prima volta fuori dalle mura vaticane.
In questi anni la rivista ha raccontato l’uomo contemporaneo in tutte le sue sfaccettature. Partendo sempre dalle storie dei semplici attraverso le migliaia di lettere di carcerati, poveri, uomini e donne soli o in difficoltà che hanno cercato in Francesco un faro di speranza. Con loro i grandi protagonisti della cultura contemporanea, artisti e personalità della società civile, che hanno reso il loro omaggio al Poverello.
Tante le iniziative culturali tra cui la realizzazione del Font “Franciscus”, il primo font della Chiesa realizzato sulla base del Codice 338 conservato presso il fondo antico della Biblioteca del Sacro Convento.
E ancora, l’installazione della webcam sulla Tomba di san Francesco, inaugurata da Benedetto XVI, che dà la possibilità a milioni di pellegrini di pregare a distanza. Ricordiamo con commozione la prima preghiera inviata da Papa Francesco nel 2013 “O Francesco d’Assisi, intercedi per la pace dei nostri cuori”.
Attraverso la rivista e i suoi social la “prossimità” del messaggio francescano si è resa ancora più tangibile nel 2020 in cui le frange digitali della rivista hanno vissuto un vero e proprio boom dovuto alla Pandemia.

LA RIVISTA, IL MESSAGGIO

“L’altro, qualsiasi altro, è un volto da scoprire, da contemplare, da accarezzare!” In questa affermazione di Don Tonino Bello, c’è il cuore del carisma francescano che è cuore evangelico: “ama il prossimo tuo come te stesso”.
La domanda che ci siamo posti è “qual è il compito dell’informazione oggi?” Papa Francesco ci ha ricordato che per comunicare siamo chiamati a “consumare le suole delle scarpe”. Questa affermazione ci conduce, così, a incontrare i volti nella cronaca asettica degli avvenimenti. A essere, come ci ricorda la “Carta di Assisi”, vera e propria scorta mediatica.
Ecco perché credo che l’informazione possa essere ben rappresentata da un “Volto rivolto”. Essa, infatti, se non è per gli altri non è più informazione. Ognuno di noi, diceva Tonino Bello, è chiamato essenzialmente ad essere relazione, “un io che si rapporta con un Tu”. Un incontro con le persone che mi sono dinanzi, con l’altro. E se venisse meno questa apertura verso l’altro non ci sarebbe nemmeno la persona. Infatti, un viso che non sia rivolto verso qualcuno non lo possiamo rappresentare. Non è disegnabile.
E così anche la comunicazione, essa è chiamata a narrare i volti.

A Sandro Chia – uno dei più noti artisti italiani e rappresentante della Transavanguardia – è stata affidata la realizzazione grafica dei “volti rivolti”. Essi sono animati da tre colori, il celeste, il colore del cielo; il verde, del Creato che ci circonda; il rosso, a simbolo della passione dell’uomo che responsabilmente ama e si impegna per un mondo a misura d’uomo. Colori che si rispecchiano nelle tre Encicliche che affrontano le stesse tematiche: Lumen Fidei, Laudato Si’, Fratelli Tutti.

L’immagine scelta per il francobollo rappresenta una serie di volti che si incrociano verso il prossimo e non concentrati su sé stessi. Da qui questo componimento “palindromo”:

Il volto del fratello
Nel volto dell’altro
Il volto di Cristo
Nel volto del fratello

Con questo spirito la rivista “San Francesco” da 100 anni dà la possibilità alla comunità francescana del Sacro Convento di Assisi di entrare nelle case degli italiani portando con sé i valori, la vita e i gesti di Francesco. Di essere volto e voce per l’altro, per tutti.

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