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Gallo molesto a Viole d’Assisi, Mignani: “La giunta ripristini l’articolo del vecchio regolamento che li vieta in zone abitate”


Un gallo molesto nella frazione di Viole d’Assisi scatena le ire di una cittadina che ha invano scritto per settimane alla giunta e successivamente contattato il consigliere Francesco Mignani. Motivo del contendere la pubblica iluminazione, che fa sì che il gallo canti prima dell’alba, ma anche una modifica del regolamento della Polizia MUnicipale che ha eliminato il gallo dagli animali molesti consentendo per assurdo di poter detenere un gallo anche nel centro storico. Di seguito la nota del consigliere Francesco Mignani e della cittadina. Che nel frattempo ha risolto i suoi problemi, ma non grazie agli uffici del Comune e al sindaco cui si era rivolta.

“Quando al poggiolo appaia l’aurora mattiniera Il gallo che sull’aia dormi la notte nera si sveglia e canta: ‘È qui’. Ho estrapolato una parte di una filastrocca di Angiolo Silvio Novaro, per introdurre una segnalazione che ci proviene da una signora di Viole di Assisi, in merito alla presenza di un gallo, di proprietà di una famiglia confinante con la propria abitazione che ogni mattina ancora prima delle luci dell’alba, puntualmente fa esercizio delle proprie abilità vocali che estrinseca, dopo un adeguato rigonfiamento di polmoni, buona mostra di pettorali, di piumaggio e stiramento del collo e della cresta, nei confronti delle galline sue cortigiane, verso tutta la valle ed evidentemente sotto la finestra della nostra conoscente”.

“Si sa – scrive Mignani – il gallo fa il gallo ed è sempre ignaro delle conseguenze che tale chicchirichio, possa provocare in coloro i quali si vedono costretti a svegliarsi al suo cantare, in particolare modo l’estate, con le finestre spalancate e soprattutto in un centro abitato. Ci risulta che in questi giorni, in relazione ai rapporti di buon vicinato si siano trovati dei rimedi per buona pace di tutti, ma poiché gli antefatti risalgono a qualche tempo fa, fu interessata anche l’amministrazione, soprattutto per chiarire gli aspetti legati al vuoto normativo che non chiarisce se il gallo possa o meno cantare in un centro abitato. Purtroppo in relazione a questo, la signora oggi ha ricevuto solo silenzio e qui la narrativa diventa ancora più esilarante, quanto preoccupante, per l’assoluta mancanza di sensibilità dimostrata da parte dei nostri amministratori”.

Mignani riporta poi le parole della diretta interessata: ” Cosa deve fare una cittadina per ricevere una risposta dall’amministrazione comunale? Dopo aver inviato una mail il 25 maggio, una per il 3 giugno, un’altra pec il 6 luglio, avere telefonato ed aver mandato un poco istituzionale whatsapp alla Sindaca, ancora nessuna risposta. Anzi ad essere precisi la risposta telefonica è stata ‘abbiamo ricevuto la sua segnalazione ma ora abbiamo cose più urgenti a cui dover rispondere’. Ora con tutto il dovuto rispetto per le istituzioni, credo sia legittimo che una cittadina, chieda come mai, dal 25 maggio, a fronte di una questione così poco complessa, non sia stato possibile al comune attivarsi per effettuare i dovuti accertamenti e rispondere a quanto segnalato”.

“Ebbene la questione riguarda un semplice gallo che libero di circolare, insieme agli altri animali del pollaio, in un giardino pertinenziale ad una villetta in un centro abitato, canta ininterrottamente anche prima del sorgere del sole, stimolato dalla pubblica illuminazione. Il forte disagio che deriva dalla sveglia anticipata e dal continuo richiamo emesso dal solerte animale è il motivo per cui si è richiesto l’intervento delle istituzioni a cui la legge demanda la tutela della quiete pubblica. Una seconda domanda che ci si è posti, anch’essa insoluta, è la ragione del vuoto normativo che si è venuto a creare con la modifica del Regolamento di Polizia Municipale che l’attuale amministrazione ha inteso attuare. Infatti il precedente Regolamento di PM disponeva all’art. 86 il divieto alla detenzione di galli nei centri abitati, ritenuti giustamente animali molesti”.

“Ora nel vigente Regolamento di PM – conclude la signora – questo divieto sembrerebbe essere venuto meno, non essendo il gallo espressamente indicato tra gli animali consentiti entro i limiti cittadini. Ci si chiede quindi se sia stata la piena volontà della amministrazione a voler ridurre la tutela della quiete pubblica, legalizzando la presenza dei galli nei centri urbani (compreso il centro storico), ovvero se la mancata indicazione del disturbatore mattutino, sia riconducibile ad un mero errore di trascrizione. Ma comunque niente giustifica la mancanza assoluta di una risposta”.

Mignani spiega che nel frattempo una soluzione è stata travata e questo tramite al buon senso, permettendo alla signora e famiglia di patire notti meno insonni . Non posso tuttavia prescindere dal fare alcune considerazioni in merito a questa storia – dice il consigliere della Lega Assisi – che pur assumendo per certi aspetti una querelle da storia estiva o una novella Pirandelliana, come tutte le novelle, ci documenta una o più verità dai risvolti non proprio simpatici. Dico questo perché qui c’e in ballo la credibilità di una amministrazione, rispetto ai problemi più o meno grandi, più o meno importanti di ogni cittadino e poca importanza ha se la macchina comunale è lenta e fa mancare una risposta sull’applicazione di un regolamento comunale, e se tale lentezza mina la salute delle persone, turba i rapporti di vicinato, o peggio ancora crea sfiducia nelle attività del buon governo”.

“Credo che non ci sia peggiore cosa nei rapporti tra persone ed amministrazione di quella di far sentire sempre più isolato, abbandonato sconfortato, quel cittadino che chiede semplicemente di essere ascoltato, o che si interroga su un qualsiasi ragionevole quesito. Ho voluto rappresentare la voce di alcuni residenti, senza voler fare assumere alla vicenda alcun taglio politico. Sono stato interessato in quanto semplice cittadino che ha il privilegio di sedere in consiglio comunale e come tale di essere in grado (si spera), di dare più forza alla voce di chi non riesce a far sentire la propria. Malauguratamente si sa – conclude Mignani – che i ragli dei somari non arrivano in cielo, forse questa volta potrebbe esserci una eccezione, visto che c’è anche un gallo che canta”.

Foto di Lucas van Oort | via Unsplash

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