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Gli Art Days annunciano i risultati della open call WineWise

Gli Art Days annunciano i risultati della open call WineWise – Metodologie della trasformazione: aggiudicati i premi/residenza a quattro artisti italiani nati tra metà anni !80 e !90

Andrea Bolognino (NA) risiederà a Villa Matilde Avallone (CE)

il duo TRANSPECIES (BN/MI) a Villa Raiano (AV) Giovanni Chiamenti (VR) a Cantine Astroni (NA)

Miriam Montani (PG) a Cantine Iannella (BN)

Anticipati i temi e le opere: prodotte dal 24 al 31 ottobre, visitabili con tour dedicati e degustazioni dal 18 al 20 novembre

La novità più rilevante della seconda edizione degli Art Days – Napoli Campania

(24-27 novembre 2022) è l!istituzione di due bandi dedicati ad artisti che privilegino i lin- guaggi visivi emergenti, ovunque residenti in Italia e senza limiti di età.

Il progetto è nato in collaborazione con l’associazione The Emotional Experience (Cristina Varchetta, Natascia Sole, Rosa Puorro) allinterno di quattro aziende vitivinicole campane distribuite in altrettante province: Villa Matilde (CE), Villa Raiano (AV), Cantine Astroni (NA), Cantine Iannella (BN).

I quattro artisti vincitori sono stati selezionati dalle curatrici di Art Days coadiuvate da una giuria d’eccezione: il collezionista Fabio Agovino, il team The Emotional Experience, le giornaliste e critiche d’arte Stella Cervasio e Renata Caragliano (La Repubblica), un rappresentante per ciascuna delle cantine coinvolte.

Le opere site specific dei vincitori saranno realizzate con la supervisione del team Art Days dedicato (Valeria Bevilacqua, Martina Campese, Letizia Mari, Raffaella Ferraro) durante il periodo di residenza offerto da ciascuna cantina dal 24 al 31 ottobre prossimi. In seguito, le opere finanziate agli artisti con un premio di produzione in denaro, saranno acquisite dalle cantine partecipanti e saranno presentate dagli artisti al pubblico tra il 18 e il 20 novembre attraverso lìorganizzazione di tour speciali tra arte e degustazione che faranno da vera e propria vigilia ai giorni clou della manifestazione fissati dal 24 al 27 novembre.

La trasformazione dell’uva in vino implica la collaborazione tra umani e non-umani favo- rendo tra loro relazioni chimiche, tecnologiche, estetiche e affettive. Una riflessione olistica sui processi di produzione del vino suggerisce un cambio di prospettiva in cui la collaborazione inter-specie apre nuove opportunità alla sostenibilità ambientale, alla sopravvivenza collaborativa, all’interazione estetica.

WineWise – Metodologie della trasformazione è molto più di un premio d!arte contemporanea per emergenti. È un progetto di valorizzazione artistica e territoriale rivolto a tutti gli artisti, duo e collettivi interessati a esplorare il rapporto tra arte, territorio e produzione vinicola nella sua complessità.

Partendo da quattro criteri di valutazione – qualità di curriculum e portfolio, qualità e valore della lettera motivazionale, coerenza e innovatività della ricerca rispetto al progetto – assegnati su base 0-10 da ciascun giurato, sono state calcolate le medie esatte al netto delle valutazioni di tutti.

“Siamo liete che emerga uniformità nelle valutazioni di tutta la giuria per i candidati vincitori, che sono i seguenti – annunciano le curatrici di Art Days – Andrea Bolognino, TRANSPECIES (Valentina Avanzini e Emanuele Resce), Giovanni Chiamenti, Miriam Montani.

Il nostro suggerimento di assegnazione alle singole cantine è indicato sulla base delle

specificità dei singoli profili artistici, ricerche e linea d!indagine proposta nella lettera motivazionale.

Andrea Bolognino risiederà a Villa Matilde Avallone (CE), il duo TRANSPECIES a Villa Raiano (AV) mentre Giovanni Chiamenti presso Cantine Astroni (NA) e Miriam Montani a Cantine Iannella (BN). Ringraziamo in particolare per la collaborazione tra Boston e Napoli le giornaliste Stella Cervasio e Renata Caragliano e tutti gli altri giurati oltre che le cantine ospitanti. E siamo molto felici che gli artisti possano – grazie alla residenza ed al premio di produzione offerti – continuare ricerche artistiche vitali per la loro pratica o dare corso a progetti che non avevano ancora trovato il modo di emergere.!

Andrea Bolognino_Tarkovskij_Ph courtesy l'artista

La ricerca artistica di Andrea Bolognino (Napoli, 1991) – all’attivo mostre in due degli indirizzi di Art Days 2022, il Museo e Real Bosco di Capodimonte ed ACappella, subito dopo i suoi impegni campani esporrà ad Art Verona – si concentra principalmente sul restituire lo sguardo di un’alterità, esplorando tramite la trasformazione della materia, le zone interstiziali dove l’umano incontra il non-umano.

Durante la residenza produttiva a Villa Matilde Avallone, l’artista utilizzerà la figura del cerchio (che unisce i processi e le architetture legate al vino) e la tecnica del disegno per sviluppare una poetica della trasformazione. Il disegno diventa così uno strumento per la valorizzazione del patrimonio naturalistico e culturale della cantina.

Il duo TRANSPECIES (Valentina Avanzini, ricercatrice, 1995; Emanuele Resce, artista,1987) nasce da un incontro professionale ed umano. L’esigenza comune di sfondare i confini delle pratiche artistiche ha dato inizio a una serie di esperimenti e visioni: video essays, opere d’arte e, attualmente, un progetto di documentario sulla storia nascosta dellIrpinia, territorio di nascita e/o adozione di entrambi.

Gli artisti affermano: “Studiando le cantine e le aziende vinicole che hanno deciso di partecipare al progetto, ci colpisce particolarmente Villa Raiano, radicata nel territorio Irpino in cui anche TRANSPECIES è nato e continua a muoversi, con un percorso a ritroso che ci porta a riscoprire il passato nascosto di questi luoghi orgogliosi e potenti. Dai suoi colli ci affacciamo sul fiume Sabato, il cui nome riporta al ceppo etnico stanziato in Italia centro meridionale guidato da sacerdoti-lupi capaci di camminare sul fuoco senza bruciarsi, gli Hirpi Soari. Parlando di un’azione semplice come quella di costruire uno spaventapasseri per tenere lontani gli uccelli dai campi, l’antropologo Eduardo Kohn scrive in Come pensano le foreste: #la maniera elaborata in cui i Runa (popolo dell’Alta Amazzonia) decorano gli spaventapasseri non è un tentativo di rappresentare realisticamente un rapa- ce dal punto di vista umano. Piuttosto, costituisce un tentativo di immaginare come potrebbe apparire un rapace dal punto di vista di un parrocchetto”.

Seguendo lo stesso principio ci chiediamo: come vedevano, come vedono gli splendidi filari delle viti gli esseri non umani indispensabili alla loro esistenza? E quelli che riteniamo dannosi? Come entrare in contatto con il loro sguardo, seguendo la traiettoria delle storie antichissime di questo territorio? Come trasportare nel presente il mistero di una mitologia che riguarda anche loro? Queste le domande che vorremmo porci nel corso della residenza, insieme a chi ha generosamente deciso di crearla e ospitarla. Non tanto per trovarne le risposte, ma per amplificarne il richiamo, processo di cui l’arte è migliore maestra e alleata.!

La pratica artistica di Giovanni Chiamenti (Verona, 1992), che ha espresso la preferenza

di lavorare con le Cantine Astroni (NA), parte dall’osservazione e dall’ascolto del paesaggio, le sue opere mirano a creare uno squilibrio percettivo nel visitatore, alterare i punti di vista per scontornare tutto il non necessario e lasciare depositare l’aura dell’elemento originario.

Grazie al premio e alla residenza di WineWise, l’artista continuerà un progetto già iniziato proprio a Napoli nel 2021 durante la sua prima mostra personale alla Galleria Marrocco: una serie di lavori in ceramica raku che rappresentavano un #glossario organico” emerso dalle viscere della terra in un futuro non così inverosimile, in cui specie animali e vegetali si fossero ibridate ed evolute per sopravvivere a un ambiente sempre più inquinato ed ostile.

Tra il 2021 e il 2022 questo progetto è cresciuto e mutato, grazie al periodo di ricerca por- tato avanti alla NARS Foundation di New York e supportato dall!Italian Council con il Mi- nistero della Cultura. Alla ceramica raku l!artista ha affiancato materiali sintetici e plasti- che biodegradabili derivate da polimeri naturali focalizzando la sua attenzione sull’inquinamento da microplastiche presente negli abissi marini. Gli piacerebbe riportare questa ricerca all’origine, trattando uno dei suoi aspetti più affini con il territorio nel quale si dovrebbe inserire, ossia la sua dimensione di reperto ma anche la sua origine magmatica.

Miriam Montani (Cascia, PG, 1986) si dedica a far affiorare il sommerso, l’invisibile interrogandosi costantemente sulla fuggevolezza dell’immagini e la sua pratica è profondamente orientata alle proprietà materiali degli elementi.

La sua residenza si svolgerà in un luogo molto evocativo e legato ad i riti, la provincia di Benevento alle Cantine Iannella dove l’artista perfezionerà un lavoro ideato tempo fa che non ha mai trovato, al momento, un luogo tanto adatto per poterlo realizzare.

L’artista ha analizzando la pratica della distillazione, che parte dal principio di separare gli elementi di differente volatilità in risposta al calore. Nella distillazione alcolica il primo elemento a separarsi, è il metanolo, che può causare gravi problemi alla vista, fino alla cecità.

“Questo aspetto della non-vedenza mi ha sempre interessata molto nella mia pratica artistica. Credo infatti che l’immagine venga colta in uno stato di invisibilità e sfuggevolezza, da qui la generale difficoltà di coglierla e metterla in Materia (l’immagine), smaterializzarla e materializzarla al contempo.!

L’artista si propone di distillare con un alambicco le vinacce recuperate dalla lavora- zione del vino. Con il metanolo ricavato effettuerà delle acidature tipiche delle tecniche incisorie calcografiche, su oggetti in alluminio trovati ed affini al luogo.

L’immagine che andrà a trattare sarà composta da tanti elementi separati che si congiungono in una stessa immagine, ovvero un’immagine #ricostruita” da tutti gli oggetti.

Il lavoro vorrebbe anche evocare gli occhi di Santa Lucia, anche attraverso una piccola foto molto chiara, realizzata con fotocamera ad immersione, di due lenti a contatto atte ad evocare lo strappo degli occhi. Santa Lucia, è una Santa originaria di Siracusa, ma molto importante per il territorio campano. Infatti in provincia di Avellino vi è un piccolo comune, a Salerno una località e non a caso a Napoli vi è dedicato un intero rione (Borgo Santa Lucia).

L’artista afferma anche “Sono interessata alla storia originale di Santa Lucia, ma anche alle diverse leggende generate dal culto popolare, che sembrerebbero averle conferito proprio lo strappo degli occhi!.

Venerdì 18 pomeriggio: Cantine Astroni

Sabato 19 mattina: Cantine Iannella

Sabato 19 pomeriggio: Villa Raiano

Domenica 20 mattina: Villa Matilde Avallone

Per info e prenotazioni: contact@artdaysnapolicampania.com

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