Grande evasione da parte di aziende commercianti nei TARTUFI. 3 milioni evasi ed Iva non versata.

EVASIONE FISCALE: GDF SCOPRE ILLECITI NEL COMMERCIO TARTUFI 

Pescara 27 gen. 2021 – Nel mirino del Gruppo Guardia di Finanza di Pescara sono finite tre società a responsabilità limitata di Montesilvano e Spoltore operanti nel commercio del tartufo soprattutto verso il centro e nord Italia. All’esito dell’analisi di rischio operata con le innumerevoli banche dati disponibili, sul conto dei tre soggetti economici sono emerse numerose anomalie fino ad emergere quelle relative alla presentazione delle dichiarazioni dei redditi, risultando per alcune annualità “evasori totali”. Da qui è scattato l’alert che ha portato all’avvio di tre distinte verifiche fiscali. La conseguente attività di indagine è stata svolta capillarmente in considerazione delle quotazioni elevate del tartufo ed è stata condotta sia con la disamina della documentazione contabile acquisita agli atti della verifica, sia con i pertinenti riscontri effettuati con l’ausilio delle varie banche dati in uso al Corpo. Nel caso in specie, è stato possibile ricostruire anche documentalmente le operazioni attive e passive poste in essere e quindi di ricostruire i redditi ed il volume d’affari delle tre società di Montesilvano e Spoltore. La mirata attività di verifica, ha consentito di accertare una base imponibile netta non dichiarata per circa 2,8 milioni di euro con un’IVA dovuta per circa 600 mila euro. Nell’ambito delle verifiche fiscali sono emerse anche violazioni penali-tributarie per due delle tre per infedele dichiarazione ex di cui all’art. 4 del D.Lgs. n. 74/2000 e sono stati denunciati i rispettivi rappresentanti legali. (ASIpress) Red – Cronaca Abruzzo – cod.46247 (27/01/2021

COMMERCIO TARTUFI: 600 MILA EURO IVA NON VERSATA, NEI GUAI TRE SOCIETA’ DEL PESCARESE

PESCARA – La Guardia di Finanza di Pescara ha scoperto tre società a responsabilità limitata di Montesilvano e Spoltore operanti nel commercio del tartufo, soprattutto verso il centro e nord Italia, responsabili di evasione nella dichiarazione dei redditi, per un’Iva non versata di 600mila euro.

Tre le persone denunciate. Grazie all’analisi delle banche dati, sul conto dei tre soggetti economici sono emerse anomalie fino a quelle relative alla presentazione delle dichiarazioni dei redditi: risultano per alcune annualità evasori totali.

Da qui l’avvio di tre distinte verifiche fiscali, considerando le quotazioni elevate del tartufo, con il controllo della documentazione contabile, sia con i riscontri effettuati con l’ausilio delle varie banche dati: è stato possibile ricostruire anche documentalmente le operazioni attive e passive poste in essere e quindi di ricostruire i redditi e il volume d’affari delle tre società di Montesilvano e Spoltore.

L’attività di verifica ha consentito di accertare una base imponibile netta non dichiarata di circa 2,8 milioni di euro con un’Iva dovuta per circa 600mila euro.

Nell’ambito delle verifiche fiscali sono emerse anche violazioni penali-tributarie per due delle tre società per infedele dichiarazione; denunciati all’Autorità Giudiziaria i rispettivi rappresentanti legali.

Evasione da 3 milioni di euro con i tartufi 

Nel mirino della Guardia di finanza tre società di Montesilvano e Spoltore: non risultano versamenti e scatta la denunciadi Maurizio Cirillo28 gennaio 2021MONTESILVANO. Commerciavano tartufi attraverso tre società, ma per alcuni anni sono stati invisibili allo Stato: evasori totali secondo quanto emerso dalle indagini condotte dal comando provinciale della guardia di finanza di Pescara, nonostante un imponibile non dichiarato di circa 3 milioni di euro. Una scoperta che le fiamme gialle hanno fatto nel corso del periodico e continuo monitoraggio delle società che operano sul mercato e soprattutto verso quelle che, come le tre sotto inchiesta, sono presenti in un commercio florido come è quello del tartufo. Le tre società, a responsabilità limitata, operano a Montesilvano e Spoltore e servono una clientela piuttosto importante servendo il centro e il nord Italia. Analizzando questa attività e attraverso un incrocio tra le innumerevoli banche dati, sul conto delle tre società sarebbero emerse numerose anomalie, fino ad emergere quelle relative alla presentazione delle dichiarazioni dei redditi, «risultando per alcune annualità «evasori totali», come scrive la Finanza.
Questi accertamenti hanno quindi fatto scattare l’alert che ha portato all’avvio di tre distinte verifiche fiscali. E considerate le elevate quotazioni dei tartufi sul mercato, la conseguente attività d’indagine delle fiamme gialle è stata svolta in maniera capillare, e condotta sia attraverso la disamina della documentazione contabile acquisita nel momento della verifica fiscale, sia attraverso i precisi riscontri effettuati con l’ausilio delle varie banche dati con le quali operano i finanzieri. «Nel caso specifico», scrive ancora la finanza, «è stato possibile ricostruire anche documentalmente le operazioni attive e passive poste in essere e quindi di ricostruire i redditi e il volume d’affari delle tre società di Montesilvano e Spoltore». La mirata attività di verifica ha dunque permesso agli investigatori di accertare una base imponibile netta non dichiarata di circa 2 milioni e 800mila euro, con l’Iva dovuta per circa 600mila euro.
Per quanto riguarda le verifiche fiscali, sarebbero emerse anche violazioni penali e tributarie per una delle tre società per «infedele dichiarazione» e per questo gli amministratori sono stati denunciati alla procura.
«Le frodi fiscali», spiega la finanza, «oltre a produrre gli effetti negativi sulle entrate dello Stato, creano degli evidenti effetti distorsivi sulla concorrenza a danno dei contribuenti onesti, considerato che l’evasione delle imposte consente di assumere posizioni di ingiusto vantaggio sul mercato di settore, grazie alla possibilità di praticare prezzi più concorrenziali».

Pescara: Scoperta evasione fiscale di milioni di euro per 3 commercianti di tartufi

Scoperta evasione di 2,8milioni di euro per 3 commercianti di tartufi nel Pescarese

Importante operazione della guardia di finanza di Pescara che ha scoperto tre società che operano nel settore del commercio dei tartufi, che di fatto evadevano totalmente il fisco. Si tratta di tre srl di Montesilvano e Spoltore che vendevano i tartufi verso il centro e nord Italia.

Dopo un’analisi delle banche dati disponibili sul conto dei tre soggetti sono emerse numerose anomalie con dichiarazioni dei redditi incompatibili con le entrate reali e per alcune annualità risultavano evasori totali. Da qui l’avvio di tre distinte verifiche fiscali.

Grazie ai riscontri effettuati in modo capillare sui costi dei tartufi e con gli atti e documenti acquisiti durante l’accertamento, è stata stimata un’evasione di circa 2,8 milioni di euro con iva dovuta per circa 600 mila euro.

AVEZZANO – Un ampio commercio in nero di tartufi, attraverso pagamenti in contanti, è stato scoperto dalla Guardia di Finanza di Avezzano (L’Aquila) che a seguito di una serie di controlli a tappeto ha scoperchiato un sofisticato meccanismo di evasione fiscale quantificata in 1,6 milioni di euro e dell’imposta sul valore aggiunto (Iva) per importi superiori a 1,3 milioni di euro.

L’operazione è stata denominata Black Gold, “oro nero”, visto com’è considerato il pregiatissimo prodotto raccolto in molte parti dell’Abruzzo interno, ed ha portato a comminare sanzioni per oltre 80mila euro.

Nonostante la pratica sia piuttosto diffusa, i raccoglitori occasionali di tartufi non possono cedere “in nero” il prodotto ma hanno l’obbligo di rilasciare una ricevuta contenente le proprie generalità e quelle dell’impresa a cui lo vendono, riportando nella dichiarazione dei redditi gli importi ricevuti.

Gli imprenditori che acquistano, dal canto loro – spiega una nota della Fiamme Gialle – sono tenuti, in base alla normativa fiscale vigente, ad “autofatturarsi” gli acquisti.

Dunque la fattura, anziché dal raccoglitore, è emessa dall’impresa stessa che acquista i tartufi.

Nonostante ciò, le società verificate non hanno rivelato i nomi dei cavatori occasionali, motivando questa scelta con l’esigenza di conservare il loro anonimato ed evitare che gli stessi “passino alla concorrenza”, non hanno esibito alcuna documentazione attestante l’effettiva cessione del pregiatissimo “oro nero”.

I finanzieri hanno anche rilevato che, per i pagamenti del rinomato prodotto, venivano sborsate ingenti somme di denaro contante, violando sistematicamente la normativa antiriciclaggio, che prescrive l’obbligo della “tracciabilità” delle movimentazioni quando oltrepassano determinate soglie.

Sono stati infatti riscontrati trasferimenti di denaro contante superiori ai 2 milioni e mezzo di euro.

Sono in corso controlli volti ad individuare ulteriori raccoglitori occasionali di tartufi che operano nel comprensorio marsicano in spregio alle disposizioni legislative che impongono la documentazione della cessione del prodotto.