Green pass: “Per Coletto discutibile per alcuni impieghi, ma per non  penalizzare i cittadini servono i vaccini”

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“Molti cittadini non sono, loro malgrado,  ancora coperti dal vaccino e imporre l’obbligatorietà  del green pass per entrare nei locali al chiuso o partecipare ad alcuni eventi, significa penalizzare indirettamente una fascia della popolazione che ha aderito alla vaccinazione ed è ancora in attesa della prima dose: lo afferma l’assessore alla Salute  della Regione Umbria, Luca Coletto.

  “Capisco benissimo i giovani sotto i 30 anni che in questo momento si sentono penalizzati da questa scelta del governo che limita la loro libertà – ha detto Coletto – Il ministro Speranza a monte di questa decisione si sarebbe dovuto adoperare per garantire alle Regioni il giusto quantitativo di vaccino e coprire così tutti coloro che vogliono immunizzarsi contro il covid e già hanno manifestato l’adesione alla campagna vaccinale. Diversamente significa solo creare ulteriori complicazioni ad una quotidianità che è già molto cambiata a causa della pandemia. Non dobbiamo dimenticare che i nostri giovani non escono solo per divertimento, ma viaggiano per lavoro, per studio e per scambi culturali che non possono essere limitati. Cosi come non può pesare sulle loro tasche la spesa per effettuare spesso il tampone in sostituzione del green pass”.

“Ringraziamo il generale Figliuolo per aver garantito all’Umbria la consegna di ulteriori 15 mila dosi, ma purtroppo queste non bastano per coprire il fabbisogno e necessariamente alcuni cittadini, perlopiù i ragazzi dai 29 anni in giù, saranno penalizzati da questa nuova scelta del governo”. “La Regione Umbria ha dato prova di avere grande capacità per la somministrazione dei vaccini e dopo aver messo in sicurezza gli anziani, le persone fragili e gli over 60, potrebbe entro la fine di agosto raggiungere la soglia stabilita per l’immunità di gregge, ma ciò sarà possibile solo se si ha certezza sulla disponibilità dei vaccini”.