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Guerra Ucraina-Russia, “Mosca valuta nuovo assalto a Kiev”. Zelensky a Draghi: “Sblocchiamo porti insieme”

Il conflitto in Ucraina è giunto ormai al 93esimo giorno e la situazione sul campo di battaglia si fa sempre più critica, con le truppe russe sempre più concentrate nell’assalto per la conquista definita del Donbass. Almeno il 20% del Paese è infatti in mano al Cremlino, mentre Mosca stringe sempre di più la morsa su Severodonetsk, con Kiev costretta ad ammettere che la Russia è “in vantaggio” nella regione di Lugansk.

Sul fronte diplomatico italiano la notizia più importante è la telefonata tra il premier Mario Draghi e Putin. Mosca ha rassicurato il governo sul gas, garantendo di voler continuare a garantire le forniture, mentre sulla questione del gas Putin ha ribadito che “Kiev blocca i porti” e che per collaborare l’Occidente deva almeno parzialmente revocare le sanzioni.

Ma importanti sono anche le parole del ministro degli Esteri russo Lavrov, che ha ammonito l’Occidente e la Nato: “Guai a fornire armi che colpiscano la Russia, sarebbe un passo verso una escalation”. Bocciato anche il piano italiano di pace, definito “non serio”.

La diretta

ORE 20:15 – CHIESA ORTODOSSA KIEV TAGLIA LEGAMI CON MOSCA – La chiesa ortodossa ucraina, sostenuta da Mosca, afferma di aver tagliato tutti i legami con la Russia per l’invasione dell’Ucraina, proclamandosi così “indipendente”. “Non siamo d’accordo con la posizione del patriarca di Mosca Kirill sulla guerra”, ha affermato la chiesa in un comunicato dopo aver tenuto un consiglio incentrato sull’”aggressione” della Russia contro l’Ucraina, dove appunto ha dichiarato la “piena indipendenza e autonomia della chiesa ortodossa in Ucraina”.

ORE 20:10 – KIEV: “ABBIAMO ELENCO PRIGIONIERI AZOVSTAL” – “Abbiamo ricevuto, tramite la connessione di internet Starlink, prima della loro uscita da Azovstal, tutti gli elenchi dei nostri difensori della guardia nazionale, Azov, e altri. Tra di loro ci sono circa 40-50 donne”. Lo afferma, durante una diretta trasmessa sul suo canale Telegram, il consigliere del ministro dell’Interno ucraino Anton Geraschenko. “Non posso dire quanto tempo servirà per riportarli in patria -dice Gerashchenko- non ho partecipato ai negoziati, ma ritengo che lo Stato debba collaborare a stretto contatto con tutti per far tornare tutti i nostri difensori. Bisogna fare di tutto anche perché i nostri ragazzi abbiano la possibilità di ricevere le spedizioni con oggetti personali”.

ORE 19:55 – MEDIA MEDUZA: “RUSSIA VALUTA SECONDO ASSALTO A KIEV” – La Russia starebbe valutando un secondo assalto a Kiev. E’ quanto riferisce il sito di notizie Meduza, secondo cui Mosca spera di poter vincere una guerra di logoramento in Ucraina. L’amministrazione Putin starebbe cominciando a pensare di poter ottenere una vittoria su vasta scala entro la fine dell’anno, riporta Meduza, che cita fonti vicine al Cremlino. Le autorità russe avrebbero fissato una soglia minima e una soglia massima per dichiarare l’”operazione militare speciale completata e di successo”. La minima sarebbe la presa del Donbass mentre l’obiettivo massimo sarebbe la presa di Kiev. I leader militari russi si sono rassegnati al fatto che la capitale dell’Ucraina non può essere “catturata con poco spargimento di sangue”, il che significa che qualsiasi seconda offensiva avrebbe bisogno di più truppe, riferisce Meduza.

ORE 19:11 – SEVERODONETSK, SINDACO: “CARENZA ACQUA POTABILE”- “Da due settimane siamo senza elettricità e acqua calda. Cerchiamo di fare di tutto per ripristinare i servizi, ma è difficile. E c’è carenza di acqua potabile”. Lo ha detto a Bfmtv il sindaco di Severodonetsk, Olexander Stryuk, lanciando l’allarme per la città nell’est dell’Ucraina, mentre -secondo il governatore della regione di Luhansk, Sergey Haidai – due terzi di Severodonetsk sono ormai circondati dai russi. “E’ un problema grave che dobbiamo risolvere”, ha aggiunto, parlando dell’acqua potabile e della “paura che incombe su di noi”, quella della sorte di Mariupol – la città martire ucraina – e senza però dimenticare di ribadire la fiducia nelle forze ucraine.

ORE 18:33 – SALVINI: “IO A MOSCA? PER LA PACE FAREI DI TUTTO” – Matteo Salvini potrebbe andare a Mosca nei prossimi giorni. E’ quanto filtra da fonti del partito, sottolineando che nessun viaggio è stato ancora organizzato. Nel pomeriggio una nota della Lega ha ribadito l’impegno del segretario per arrivare a un tavolo per la pace: “Anche la Lega, e io personalmente, insistiamo e insisteremo per far tornare le parti in conflitto al tavolo dei negoziati e per un cessate il fuoco, per evitare che la guerra faccia altri morti, prosegua o peggio ancora si estenda”.

ORE 18:21 – TELEFONATA KULEBA-BLINKEN: IN ARRIVO ARMI PESANTI – Colloquio telefonico tra Dmyrto Kuleba e Antonhy Blinken. A darne notizia su twitter è stato il ministro degli Esteri ucraino, che ha detto di “apprezzare gli sforzi personali” del segretario di Stato per “assicurare un sostegno americano e globale continuato all’Ucraina”. “Le armi pesanti sono in cima alla nostra agenda – ha scritto Kuleba – e altre ne stanno arrivando. L’Ucraina e gli Stati Uniti lavorano fianco a fianco per consegnare le nostre esportazioni alimentari nonostante l’irresponsabile blocco russo”.

ORE 17:45 – NEHAMMER: “PUTIN PRONTO A DISCUTERE CAMBIO PRIGIONIERI CON KIEV” – Il presidente russo Vladimir Putin sarebbe “pronto a discutere di uno scambio di prigionieri con l’Ucraina”. Lo ha spiegato il cancelliere austriaco Karl Nehammer dopo il colloquio con il leader del Cremlino. Lo riportano i media di Vienna.

ORE 17:42 – BIDEN: PUTIN VUOLE CANCELLARE CULTURA UCRAINIA –  Nella sua “brutale” guerra contro l’Ucraina, Vladimir Putin non solo vuole conquistare il Paese, ma “cancellarne la cultura”. Lo ha detto il presidente Usa Joe Biden, nel discorso tenuto all’Accademia navale di Annapolis, in occasione della cerimonia di fine corso della Classe 2022.

ORE 17:22 – PUTIN: “UCRAINA DEVE SMINARE PORTI” – Il presidente russo Vladimir Putin nel colloquio con il cancelliere austriaco Karl Nehammer ha sottolineato che l’Ucraina deve sminare i porti il prima possibile per consentire il passaggio delle navi. Lo rende noto il Cremlino, come riporta la Tass. Secondo Putin, i tentativi di incolpare la Russia per i problemi con le forniture alimentari sono “infondati”. “Si è svolto un approfondito scambio di opinioni su questioni relative alla sicurezza alimentare globale. Vladimir Putin ha sottolineato che i tentativi di rendere la Russia responsabile delle difficoltà con l’approvvigionamento di prodotti agricoli ai mercati mondiali sono infondati”, afferma il comunicato, secondo il quale Putin ha fornito “spiegazioni dettagliate delle vere cause di questi problemi, sorti, tra l’altro, a causa delle sanzioni anti-russe da parte degli Stati Uniti e dell’Unione europea”. Il presidente russo ha poi detto al cancelliere austriaco che è Kiev a ostacolare il processo negoziale. Il presidente russo ha confermato al cancelliere austriaco l’impegno della Russia a rispettare gli obblighi contrattuali per la fornitura di gas all’Austria.

ORE 16:59 – TELEFONATA DRAGHI-ZELENSKY CHE CHIEDE ARMI E SBLOCCO PORTI – Colloquio telefonico tra il premier Mario Draghi, e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “Lo ho informato della situazione sulla linea del fronte, ci aspettiamo ulteriore sostegno militare dai nostri partner”, ha scritto Zelensky su Twitter. “Ho sollevato la questione delle forniture di carburante. Sono state discusse maniere di prevenire la crisi alimentare. Dobbiamo sbloccare i porti insieme”.Secondo il presidente ucraino, nel corso del colloquio telefonico si è discusso dei “modi di impedire una crisi una crisi alimentare, dobbiamo sbloccare i porti insieme”.

I due leader, durante la telefonata odierna, hanno discusso delle prospettive di sblocco delle esportazioni di grano dall’Ucraina per far fronte alla crisi alimentare che minaccia i Paesi più poveri del mondo.

ORE 16:35 – “NO AL FRONTE”, SOLDATI GUARDIA NAZIONALE RUSSIA LICENZIATI – Almeno 115 soldati della Guardia nazionale russa (Rosgvardia) sono stati licenziati per aver rifiutato di partecipare all’operazione militare speciale in Ucraina, è emerso dopo che il tribunale di Nalchik, nella regione del Kabardino-Balkaria, nel Caucaso, ha respinto in blocco il ricorso che avevano presentato insieme contro il provvedimento. Il pronunciamento del tribunale è stato pubblicato sul sito web della corte. Il giudice sancisce che i soldati sono stati licenziati per giusta causa dopo “aver rifiutato di eseguire un incarico ufficiale” per combattere in Ucraina e invece essere tornati alla loro base di Nalchik. L’avvocato difensore dei soldati, Andrei Sabinin, ha denunciato “la velocità senza precedenti” con cui il tribunale ha preso la sua decisione, data la complessità del caso, e ha espresso “dubbi sulla correttezza del processo nel suo complesso, dato che ai miei clienti è stata negata la possibilità di chiamare alcuni testimoni e diversi documenti sono stati respinti”.

ORE 16:10 – LUKASHENKO CREA “MILIZIA POPOLARE”: “RISPOSTA SARA’ ADEGUATA” – Il presidente della Bielorussia e alleato di Putin Alexander Lukashenko ha deciso di creare una “milizia popolare” nel Paese. Lo riporta Ukrainska Pravda citando il ministro della Difesa della bielorusso Viktor Khrenin. “Nella riunione di ieri per adeguare lo sviluppo delle forze armate, il comandante in capo (Alexander Lukashenko – ndr) ha fissato degli obiettivi, compresa la creazione di una “milizia popolare” nel nostro Paese”, ha detto il ministro precisando che “dobbiamo ancora discutere queste questioni con i governatori, determinare la legge. E sappiamo che il numero dei difensori della nostra patria aumenterà molte volte. È molto importante per noi, soprattutto nella situazione attuale, in modo da poter mostrare che vogliamo andare avanti pacificamente, perché se qualcuno verrà nella nostra terra la risposta sarà adeguata”. Ieri Lukashenko ha annunciato la creazione di un nuovo comando operativo meridionale, al confine con l’Ucraina, nelle forze armate bielorusse e ha parlato di una possibile guerra sul territorio del Paese.

ORE 15:55  – KIEV: SEVERODONETSK CIRCONDATA PER DUE TERZI MA SI DIFENDE” – “La città è accerchiata dai russi per 2/3 ma non si è arresa, la città è in feroce difesa”. Lo afferma il capo dell’amministrazione militare della città di Severodonetsk, Oleksandr Stryuk.

Stryuk ha aggiunto che i russi hanno cercato di occupare la città per una settimana e mezza ma “grazie agli sforzi sovrumani dei soldati ucraini, la città è stata tenuta”. Negli ultimi due giorni, aggiunge, la città è stata incendiata dai continui bombardamenti, ci sono vittime tra la popolazione civile e tra i dipendenti della fabbrica Azot. Ha anche aggiunto che a occhio nudo il 90% del patrimonio immobiliare è danneggiato e il 60% dovrà essere ricostruito.

ORE 15:33 – SCHOLZ: “RUSSIA VUOLE INCOLPARE OCCIDENTE DELLA CRISI ALIMENTARE “–  Scholz: “Putin vuole incolparci della crisi alimentare”

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha accusato il presidente russo Vladimir Putin di provare a incolpare l’Occidente per la crisi alimentare innescata dall’invasione russa dell’Ucraina. “Questa narrazione putiniana” deve essere confutata a tutti i costi, ha detto Scholz parlando oggi alla Giornata Cattolica di Stoccarda, come riporta Dpa. Per questo motivo, ha detto il cancelliere, è importante dialogare da pari a pari con i paesi del Sud globale e non spingerli nelle braccia di Putin. “Abbiamo deciso di assistere la vittima di questa guerra di aggressione”, ha continuato Scholz, “la guerra di Putin è diretta contro l’ordine di pace scaturito dal ‘mai più’ che ha seguito due devastanti guerre mondiali. Putin vuole invece tornare alla legge del più forte”.

ORE 15:22 – ZELENSKY: “2400 MISSILI SU UCRAINA DA MOSCA” – La Federazione Russa ha già utilizzato 2.400 missili di diverso tipo contro l’Ucraina dall’inizio della guerra. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante il suo discorso al think tank indonesiano Foreign Policy Community of Indonesia, riferisce Ukrinform. “Dal 24 febbraio 2022, l’esercito russo ha già utilizzato 2.400 missili di diverso tipo contro l’Ucraina. La maggior parte di essi è stata sparata contro infrastrutture civili, imprese, magazzini (in particolare, magazzini alimentari), case e ferrovie”, ha detto Zelensky. Gli aerei da combattimento russi, ha aggiunto, sono apparsi nel cielo ucraino più di 3.000 volte. Il presidente ucraino ha sottolineato che l’esercito russo ha distrutto oltre 600 istituzioni sanitarie e circa 2.000 istituzioni educative.

ORE 15 – “EUROPA E UCRAINA DIVISE SU COME DEVE FINIRE GUERRA – Gli Stati Uniti, l’Unione Europea e l’Ucraina non sono d’accordo su come dovrebbe finire la guerra della Russia. Lo scrive il New York Times, secondo cui, dopo tre mesi di “notevole unità” in risposta all’invasione russa, che ha portato alla fornitura di armi all’Ucraina e a un’ampia gamma di sanzioni finanziarie, c’è una crescente spaccatura sul da farsi nel prossimo futuro.

ORE 14:45 – TURCHIA: COLLOQUI MOSCA-KIEV PER SCAMBIO PRIGIONIERI – Russia e Ucraina sono impegnati in colloqui per lo scambio dei soldati catturati da entrambi i fronti mentre il negoziato per il cessate il fuoco è fermo. Lo ha fatto sapere il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu come riporta Ntv. “Il processo negoziale è in fase di stallo, l’Ucraina ha fatto sapere che è stato interrotto” ha affermato Cavusoglu parlando con i giornalisti di ritorno da una visita in Israele e aggiungendo che “ci sono colloqui in corso riguardo allo scambio dei soldati che sono stati catturati dalla Russia e dall’Ucraina”. Il ministro turco ha anche sottolineato l’importanza di sbloccare le rotte marittime per le esportazioni di prodotti agricoli. “Sul campo continuano gli scontri mentre per vari motivi non è possibile per il grano raggiungere i mercati internazionali” ha affermato Cavusoglu.

ORE 14:12 – KIEV: DA MOSCA NESSUNA INDICAZIONE SU COLLOQUI –  Nonostante le dichiarazioni pubbliche della leadership russa, non c’è alcuna indicazione della disponibilità della Russia a tenere colloqui, e i fatti dimostrano che il presidente russo vuole fare la guerra all’Ucraina: lo ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba in un briefing congiunto con il suo omologo nord-macedone Bujar Osmani a Kiev, riporta Ukrinform. “Non credo che un Paese che cerca un processo negoziale agisca in questo modo. Se la Russia volesse un negoziato, non condurrebbe operazioni offensive, non metterebbe in circolazione rubli, numeri di telefono e passaporti russi”. “Se la Russia volesse un negoziato, non bloccherebbe i porti marittimi ucraini per ostacolare le esportazioni di prodotti alimentari. È un linguaggio di fatti, non di interpretazioni”, ha detto Kuleba.

ORE 13:45 – PREMIER RUSSO: “OCCIDENTE VUOLE CANCELLARCI DA MAPPA MONDO” – “L’Occidente sta cercando di cancellare il nostro Paese, di rimuoverlo dalla mappa del mondo”. Lo ha affermato il primo ministro russo Mikhail Mishustin, citato dalla Tass. “Vengono imposte sanzioni finanziarie, economiche, umanitarie, la discriminazione e le pressioni continuano nei campi della scienza, dello sport, della cultura, e sui nostri compatrioti all’estero”, ha aggiunto il premier. E questo “per la sola ragione che stiamo proteggendo i nostri interessi nazionali”.

ORE 12:55 – REPORT: DA INIZIO GUERRA PERDITE PER 600 MILIARDI PER KIEV – Dall’inizio della guerra in Ucraina, almeno 23,8 mila chilometri di strade, 6,3 mila di ferrovie e 41 ponti ferroviari, 643 strutture sanitarie, 1.123 istituzioni educative, 621 asili nido, 192 edifici culturali e 115 religiosi, 178 magazzini, 99 strutture amministrative edifici, 28 depositi di petrolio, 19 centri commerciali sono stati danneggiati, distrutti o sequestrati. Le perdite economiche complessive dell’Ucraina dovute alla guerra, tra dirette e indirette (declino del Pil, cessazione degli investimenti, deflusso di manodopera, difesa aggiuntiva e costi di supporto sociale , ecc.), vanno da 564 miliardi a 600 miliardi di dollari. Lo rileva l’ultimo report del Kse Institute (l’unità analitica della Kyiv School of Economics) realizzato con il supporto dell’Ufficio presidenziale, del ministero dell’Economia, del ministero per la reintegrazione di Territori temporaneamente occupati, del ministero delle Infrastrutture e del ministero per lo Sviluppo delle Comunità e dei Territori.

ORE 12:44 – JOHNSON: “PUTIN GUADAGNA TERRENO IN DONBASS” – Le forze russe stanno facendo “progressi lenti ma tangibili” in Ucraina. Lo ha detto il premier britannico, Boris Johnson. “Temo che Putin, a caro prezzo per se stesso e per l’esercito russo, continui a guadagnare terreno nel Donbass”, ha detto Johnson a Bloomberg Uk. “Sta continuando a fare progressi graduali, lenti, ma temo tangibili e quindi è assolutamente vitale continuare a sostenere militarmente gli ucraini”, ha aggiunto.

ORE 12:22 – DNIPRO, MISSILE UCCIDE 10 PERSONE E NE FERISCE 35 – Dieci persone sono morte e circa 35 sono rimaste ferite da un missile lanciato dai russi sulla caserma della Guardia Nazionale nel distretto di Dnipro. Lo ha affermato il capo militare della regione Gennady Korban come riporta Ukrainska Pravda. Secondo Korban, tre missili sono stati lanciati dalla regione di Rostov, uno dei quali ha colpito il bersaglio.

ORE 11:45 – L’INTELLIGENCE DI KIEV: “GUERRA POTREBBE DURARE FINO A FINE 2022” – “Putin non rinuncia ai suoi piani. Questa guerra si trascinerà. Che sia settembre o ottobre, o la fine dell’anno, dipende dalla nostra resistenza, dallo stato delle nostre forze di difesa e dall’aiuto che ci danno”. Lo ha detto Vadym Skibitskyi, rappresentante dell’intelligence di Kiev in un’intervista a Radio Svoboda.

ORE 11:20 – LAVROV: “OCCIDENTA HA DICHIARATO GUERRA TOTALE AL MONDO RUSSO” – L’Occidente ha dichiarato una “guerra totale” alla Russia, “nessuno adesso lo nasconde”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, citato dall’agenzia di stampa russa Tass. Il fedelissimo di Putin ha quindi aggiunto che USA e alleati stanno moltiplicando gli sforzi per contenere la Russia: “Vedete come gli Stati Uniti e i loro satelliti stanno raddoppiando, triplicando, quadruplicando i loro sforzi per contenere il nostro Paese, utilizzando un’ampia gamma di strumenti, dalle sanzioni economiche unilaterali alla propaganda completamente falsa nello spazio dei media globali”, ha detto il ministro degli Esteri russo, aggiungendo che “in molti Paesi occidentali una russofobia quotidiana senza precedenti, con nostro grande rammarico, è incoraggiata dai circoli governativi”.

Lavrov ha anche rivendicato che la politica estera di Vladimir Putin “si basa su un ampio sostegno pubblico”. “È di fondamentale importanza che il percorso di politica estera approvato dal presidente Putin sia basato su un ampio consenso nazionale, sia sostenuto dalle forze politiche chiave del nostro Paese, dalle principali associazioni pubbliche e imprenditoriali”, ha aggiunto il ministro.

ORE 10:45 – 70 CADAVERI UCRAINI SOTTO LE MACERIE DELL’EX IMPIANTO OKTYABR DI MARIUPOL – Circa 70 corpi sono stati trovati sotto le macerie dell’ex impianto di Oktyabr a Mariupol. Lo riferisce un consigliere del sindaco di Mariupol, Petro Andryushchenko, citato dall’agenzia Ukrinform, aggiungendo che i corpi sono stati portati in una fossa comune per la sepoltura

ORE 10:30 – I FILORUSSI DEL DONETSK ANNUNCIANO LA CONQUISTA DI KRASNY LYMAN, NEL KRAMATORKS –  le forze filorusse dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk rivendicano di avere preso il totale controllo della città di Krasny Lyman, nella regione di Kramatorsk. Lo riporta l’agenzia di stampa russa Tass.

ORE 9:40 – SECONDO IL PENTAGONO LE FORZE RUSSE HANNO FATTO POCHI PROGRESSI – Nonostante l’enorme vantaggio numerico, le truppe russe che attaccano il Donbas in Ucraina hanno fatto solo “progressi graduali”. Lo ha affermato un alto funzionario del Pentagono, precisando che “la Russia ha schierato 110 gruppi tattici di battaglioni operativi in ​​Ucraina, la maggior parte dei quali si trova nel sud e il resto del gruppo si è diviso e sta combattendo nel Donbass. Nonostante il numero schiacciante di truppe, le forze russe hanno fatto pochi progressi”.

⚡️ Pentagon: Russia achieves ‘incremental progress’ in Donbas despite major numerical advantage.

In an update on May 26, the U.S. Defense Department said that 110 Russian battalion tactical groups have been deployed in Ukraine, but Russian forces have only made “small gains.”

— The Kyiv Independent (@KyivIndependent) May 27, 2022

ORE 8:40 – PER KIEV RESTA LA MINACCIA DI ATTACCHI DALLA BIELORUSSIA – “Permane la minaccia di attacchi missilistici russi dal territorio bielorusso”. Lo rilevano le Forze armate ucraine puntando di nuovo il dito contro quello che di fatto è l’unico Paese europeo a sostenere Mosca nella sua guerra all’Ucraina, consentendo alle truppe russe di entrare attraverso il suo confine.

“Sono in corso misure per rafforzare la protezione del confine bielorusso-ucraino”, ha riferito lo Stato maggiore delle Forze armate ucraine nel suo ultimo aggiornamento. “Permane la minaccia di attacchi missilistici e aerei dal territorio della Repubblica di Bielorussia”.

ORE 6:30 – ZELENSKY: “NEL DONBASS RUSSI STANNO COMPIENDO UN GENOCIDIO” – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato la Russia di compiere un “genocidio” nel Donbass. La Russia sta praticando la “deportazione” e “l’uccisione di massa di civili” nel Donbass, ha detto Zelensky nel suo discorso video quotidiano precisando che “tutto questo (…) è un’evidente politica di genocidio portata avanti dalla Russia”.

ORE 6 – PER LA CNN BIDEN È PRONTO A INVIARE MISSILI A LUNGO RAGGIO A KIEV – Fonti dell’amministrazione americana hanno riferito alla Cnn che gli Stati Uniti si stanno preparando a inviare all’Ucraina armi più potenti nell’ambito di un nuovo pacchetto la prossima settimana.

Si tratterebbe in particolare di sistemi di missili a lungo raggio, Multiple Launch Rocket System o MLRS, che da tempo sta chiedendo Volodymyr Zelensky.

⚡️ CNN: US preparing to authorize long-range rocket systems for Ukraine.

According to cited officials, the U.S. will provide Ukraine with long-range rocket systems, potentially as part of a larger military and humanitarian aid package to be announced as early as next week.

— The Kyiv Independent (@KyivIndependent) May 26, 2022

ORE 5:45 – ALMENO 1500 MORTI A SEVERODONETSK, 60% DEGLI EDIFICI DISTRUTTO – Il sindaco di Severodonetsk Oleksandr Stryuk, unica città nella regione di Lugansk ancora sotto il controllo ucraino, ha riferito che sono almeno 1500 i morti provocati dall’offensiva russo. Inoltre il 60% degli edifici è stato distrutto.

“60% of #Severodonetsk‘s housing stock has been destroyed, 85-90% of the city’s buildings are damaged and will need major reconstruction,” says Oleksandr Struk, head of the city.

According to him, there are at least 1,500 dead in the city. pic.twitter.com/FNQimvuu4q

— NEXTA (@nexta_tv) May 27, 2022

Redazione

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