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Guerra Ucraina-Russia, Ue dice addio al petrolio di Putin: 9 miliardi a Kiev per ricostruzione. Donbass, Mosca avanza

La diretta del conflitto

Redazione — 31 Maggio 2022

Guerra Ucraina-Russia, Ue dice addio al petrolio di Putin: 9 miliardi a Kiev per ricostruzione. Donbass, Mosca avanza

97esimo giorno di guerra in Ucraina dove le truppe russe avanzano nel Donbass, continuando a conquistare territorio e a seminare morte. Ieri un giornalista francese è stato ucciso mentre seguiva l’evacuazione dei civili a Severodonetsk, città letteralmente assediata dall’esercito russo. Raccolto l’appello del presidente Volodymyr Zelensky che aveva chiesto all’Unione Europa nuove pesanti sanzioni per non venire “a patti con tali crimini quotidiani” come l’uccisione “di una bambina di nove anni” morta “a causa dei bombardamenti russi della regione di Kherson. Sono stati feriti altri due: uno di sette mesi e una di cinque anni”.

E’ fumata bianca a tarda sera al vertice Ue sull’embargo al petrolio russo. Dopo quasi un mese dall’annuncio del sesto pacchetto sanzioni, i leader europei hanno trovato l’accordo sullo stop all’oro nero da Mosca. “Questo copre immediatamente più di 2/3 delle importazioni di petrolio dalla Russia, tagliando un’enorme fonte di finanziamento per la sua macchina da guerra. Massima pressione sulla Russia per porre fine alla guerra”, ha scritto il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. Entro l’anno, invece, verrà ridotto circa il 90% delle importazioni, sottolinea von der Leyen. Confermato dunque l’approccio a due fasi: prima lo stop al petrolio via mare e poi quello via terra con un’eccezione significativa di escludere l’oleodotto dell’Amicizia (Druzbha) che rifornisce l’Ungheria ma anche Polonia e Germania. E’ a Kiev saranno destinati 9 miliardi per le esigenze immediate e l’avvio della ricostruzione e soprattutto finalmente l’intesa all’interno dell’Unione per l’embargo al petrolio russo.

LA DIRETTA –

ORE 8:50 – DA MARIUPOL PARTE PRIMA NAVE VERSO RUSSIA – La prima nave mercantile, dalla caduta di Mariupol in mano russa, è salpata dal porto della città-simbolo della resistenza ucraina. Come reso noto dai leader separatisti filo-russi di Donetsk, il cargo è diretto verso la città russa di Rostov sul Don. Un portavoce del porto ha dichiarato la scorsa settimana che la nave avrebbe caricato 2.700 tonnellate di metallo a Mariupol prima di salpare diretta a Est, a Rostov. L’Ucraina ha denunciato che l’invio di metallo in Russia da Mariupol è un saccheggio.

ORE 8:39 – EMBARGO PETROLIO, ECCEZIONE PER UNGHERIA E PAESI SENZA MARE – Per lo stop all’import di petrolio sono previste eccezioni: il bando riguarda il petrolio trasportato via mare (circa due terzi delle importazioni totali). Per il greggio via oleodotto c’è una ‘eccezione temporanea’: quanto durerà non si sa. Il Consiglio ‘tornerà prima possibile sulla questione’, è scritto nelle conclusioni del Vertice Ue. I tempi per Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca varieranno e saranno oggetto di negoziato. Per Ungheria e Slovacchia si era parlato di una esclusione per tutto il 2024; per la Repubblica ceca si parla di 18 mesi. Germania e Polonia, invece, si sono impegnati a terminare le importazioni attraverso l’oleodotto Druzhba entro quest’anno.

ORE 8:10 – UCRAINA: TRUPPE RUSSE AVANZANO A SEVERODONETSK – L’esercito russo è avanzato più in profondità nella città ucraina orientale di Severodonetsk, i combattimenti sono in corso strada per strada. Lo rende noto il capo dell’amministrazione militare regionale di Lugansk Sergiy Gaidai citato dai media ucraini. Dopo il bombardamento di un veicolo di evacuazione vicino a Lysychansk, in cui un giornalista francese è rimasto ucciso e diverse persone sono rimaste ferite, l’evacuazione dalla regione di Lugansk è stata interrotta.

ORE 7:30 – UE INVIERA’ PIU’ ARMI A KIEV. STOP AI DAZI SULL’EXPORT UCRAINO – “L’Unione europea continua a impegnarsi a continuare a rafforzare la capacità dell’Ucraina di difendere la propria integrità territoriale e sovranità. A tale riguardo, il Consiglio europeo accoglie con favore l’adozione della recente decisione del Consiglio di aumentare il sostegno militare all’Ucraina nell’ambito del Fondo europeo per la pace”. E’ quanto si legge nelle conclusioni sull’Ucraina adottate ieri sera dal Consiglio europeo. “Il Consiglio europeo accoglie con favore l’adozione della decisione di sospendere per un anno i dazi all’importazione su tutte le esportazioni ucraine nell’Unione europea”, si legge ancora nel documento.

ORE 6:49 – ORBAN FELICE: “NOI FUORI DA EMBARGO PETROLIO” – “E’ stato raggiunto un accordo. L’Ungheria è esente dall’embargo petrolifero!”. Lo scrive su Facebook il premier ungherese Viktor Orban, che esulta per la temporanea esenzione dall’embargo sul petrolio russo per i paesi senza sbocco al mare.

ORE 5:21 – BORRELL: “EMBARGO STORICO PER PARALIZZARE PUTIN” – “Accolgo con favore la decisione dei leader dell’Ue di vietare il petrolio russo. Una decisione storica per paralizzare la macchina da guerra di Putin. La nostra unità è la nostra forza”. Lo scrive in un tweet l’Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Josep Borrell.

ORE 3:32 – SANZIONI UE: C’E’ ANCHE PATRIARCA KIRILL – L’Ue, a quanto si apprende, va verso l’inserimento del patriarca Kirill nella black list del sesto pacchetto di sanzioni. Al momento, spiega un alto funzionario europeo, Kirill è nella lista ma il pacchetto sarà finalizzato solo mercoledì alla riunione dei Rappresentanti dei 27 e solo allora si potrà avere l’ufficialità.

ORE 2:22 – VON DER LEYEN: BLOCCO NON RIGUARDA OLEODOTTO UNGHERIA – “Due terzi del petrolio importato in Ue arriva via mare e un terzo è tramite l’oleodotto, attraverso il Druzhba che riguarda Ungheria, Germania e Polonia. E siccome abbiamo chiari impegni da Germania e Polonia sullo stop dell’acquisto del petrolio russo entro l’anno, vuol dire che lo stop riguarderà il 90% del petrolio russo”. Lo ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

“Molto presto torneremo al Consiglio per uno stop totale al petrolio russo”, hanno annunciato von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.

ORE 1:32 – SEVERODONETSK IN GINOCCHIO: CITTA’ CHIAVE PER MOSCA – A Severodonetsk le truppe russe si sono spinte ancora più avanti e nella città ormai si combatte strada per strada. Il sindaco ha riferito che la città è in rovina e sono rimasti nelle loro case poche migliaia di abitanti. Severodonetsk è un luogo chiave nell’avanzata dei russi e Mosca spinge in una corsa contro il tempo per conquistare questo caposaldo del Donbass prima che arrivino le nuove forniture di armi pesanti inviate dagli Usa all’esercito ucraino.

Redazione

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