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Guida Michelin Italia 2023, ecco le novità

Non è San Lorenzo ma le stelle avvistate stasera nel cielo italiano sono davvero tante.

Si è appena conclusa la presentazione delle nuove stelle italiane della Guida Michelin, tenutasi ancora una volta in Franciacorta.

Sicuramente la notizia da evidenziare, quella che durante la diretta è stata svelata per ultima, è l’arrivo della terza stella per Villa Crespi, il locale del campano Antonino Cannavacciuolo sul lago d’Orta.

Villa Crespi diventa così il dodicesimo locale italiano a ricevere il massimo riconoscimento della Rossa.

Mentre lo scorso anno i ristoranti premiati con il doppio macaron erano stati solo due, quest’anno la doppia stella si poggia su quattro locali italiani, con la doppietta romana del ristorante “Aquolina”, con lo chef Daniele Lippi e di “Enoteca la Torre”, con lo chef campano Domenico Stile.

Il doppio riconoscimento arriva anche in Sicilia, più precisamente a Taormina per il “St. George by Heinz Beck”, chef Salvatore Iuliano e in Piemonte per “Locanda Sant’Uffizio Enrico Bartolini, chef Gabriele Boffa.

Discorso a parte per i nuovi mono stellati, davvero una pioggia di riconoscimenti per ben 33 locali sparsi in tutto lo stivale.

Restiamo in casa e cominciamo dalla Campania che vede la proclamazione di due nuovi monostellati, il ristorante “Sensi” di Amalfi, chef Alessandro Tormolino e il “Maeba”, nuova stella Irpina con lo chef Marco Caputi. Disattesi i pronostici per altre nuove stelle che sicuro non tarderanno ad arrivare prossimamente.

Riporta la stella al suo nuovo locale romano Davide Pulejo, già artefice del successo di Alchimia a Milano.

Altra stella laziale ad Ariccia per il ristorante “Sintesi”.

Anche la Sicilia, oltre al bistellato fa incetta di nuove stelle con “I tenerumi”  a Vulcano con lo chef Davide Guidara proclamato anche Giovane Chef dell’Anno.

E ancora “Limu” di Bagheria, “Principe Cerami” di Taormina 

e “Mec Restaurant” di Palermo.

A Milano brillano “Andrea Aprea”, “Bolle” e “Anima”. Ma la Lombardia risplende anche al di fuori del capoluogo con “Trattoria Contemporanea” di Lomazzo, “Il Sereno al Lago” di Torno sul lago di Como, “Vitium” a Crema, “Lino” a Pavia.

La Rossa bacia anche la toscana premiando il “Canavacciuolo Vineyard” di Casanova, “Campo del Drago” a Montalcino, “Chic nonna” a Firenze, “Terramira” a Capolona.

Altra regione stellata si rivela il Trentino Alto Adige con “Luisl Stube” a Bolzano, “La stua dei Michil” a Lagundo e iul “Suinsom” di Selva di Valgardena.

Bottino anche in Liguria con “Locanda Tamerici” di Ameglia e “Casa Buono” e “Balzi Rossi” entrambi di Ventimiglia.

Un macaron ad Aosta per il “Paolo Griffa al Caffè Nazionale” così come per il Piemonte dove la stella approda a Sauze di Cesana per il ristorante “Ristorantino & C”, per il Veneto dove ad Oppeano viene premiato “Famiglia Rana” e per l’Emilia Romagna con “L’Osteria del Viandante” di Rubiera.

Due per le Marche con “Dalla Gioconda” di Gabicce Monte e “Il tiglio” di Montemonaco.

Discorso a parte per le stelle verdi, introdotte lo scorso anno e che quest’anno vengono assegnate anche a ristoranti che già si fregiano della stella Michelin. Le nuove stelle verdi sono: Mirto a Ischia, Virte a Coriano, Vignamare  diAndora, Contrada Bricconi di Oltressenda in provincia di Bergamo, Villa Pignano a Volterra, Aimè a Bologna, Piazza Duomo di Alba, La Peca di Lonigo, La tana Gourmet di Asiago.

E ancora El Molin di Cavalese dello chef Alessandro Gilmozzi, già stella Michelin, Poggio Rosso di Castelnuovo Berardenga tra le colline senesi, Il Cantinino a Madesimo, D.One di  Roseto degli Abruzzi, La bandiera di Civitella Casanova, Locanda Deverac a Savogna d’Isonzo e Il colmetto a Rodengo Saiano.

Anna Orlando

Maturità classica, laurea in giurisprudenza, avvocato da oltre 15 anni. L’interesse per la cucina e per il cibo nasce dall’aver osservato in silenzio prima una nonna e poi una mamma ai fornelli. L’essere…

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