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“Ho rischiato il suicidio” Antonello Venditti si confessa da anarchico

Clamorosa l’ultima confessione di Antonello Venditti: il cantante ha dichiarato di aver rischiato il suicidio più volte. Problematica attuale!

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Antonello Venditti in primo piano (Screenshot Instagram)

Oggigiorno, l’attenzione dei mass media e della gente “comune” si è spostata (per fortuna potremmo dire) su un tema come l’orientamento sessuale. O meglio: sull’espressione, senza regole imposte o dogmi antichi, del proprio sesso. Un tema che viene, e verrà (forse?), protetto, dal famoso Ddl Zan. Un disegno di legge che mira a tutelare l’incolumità di tutte quelle persone che ancora oggi vengono etichettate sotto il “segno” delle minoranze. E già questo ci dovrebbe far riflettere, non poco!

Nell’ultimo periodo, alcuni artisti e artiste, dello spettacolo, della musica, del cinema, e così via, si sono espressi in materia. Alcuni hanno preso posizione e si son detti a favore di questo disegno di legge. Uno di questi è Antonello Venditti, storico cantante italiano. Quest’ultimo è andato addirittura al di là della questione.

In un’intervista rilasciata a La Stampa ha dichiarato di sentire questo Ddl sulla propria pelle. E sapete perché? Perché da piccolo, anzi adolescente, è stato oggetto di bullismo, duro, con “colpi ripetuti”. Una volta preso parola, Venditti si è lasciato andare in uno sfogo alquanto passionale, ma “terribile” al tempo stesso. Si è parlato di suicidio.

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Gli anni in cui Venditti pensava al suicidio: “Il Ddl Zan è nella mia pelle da sempre”

Parla Antonello Venditti. E sono parole dure quelle rilasciate nell’interista a La Stampa: “Fino ai 16 anni sono stato bullizzato. La musica, per me, è stata un’arte liberatoria. Ero un ragazzo complesso e complessato. E ho rischiato il suicidio molte volte”.

Esordisce così il cantautore romano. Che continua con una confessione a dir poco shock: “Solo i più giusti si suicidano. Dirò una frase forte, ma è la verità. I più furbi, o anche gli inetti, la fanno sempre franca. Sono furbi apposta. Confesso queste parole e mie emozioni da anarchico. Io, ormai, me la so vedere da solo. Ma so anche che per i più deboli ci vuole una legge. Io non è che sono a favore del Ddl Zan. Io, questo disegno di legge, ce l’ho dentro da una vita. Per questo lo sposo in pieno”.

Alla fine dell’intervista, parlando sempre di musica e anni duri da superare, si lascia andare a un’affermazione che ricorda molto, anzi in tutto e per tutto, una sua vecchia canzone: “Non tutti riescono a superare certe pressioni. Per questo, in una società che ti punta il dito contro, ci vorrebbe un amico, che riesce a stare al tuo fianco, sempre”.

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