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I collegi uninominali dove la sinistra può essere asfaltata | CulturaIdentità

Mentre i Sinistri colpiti da quella sindrome che Edgar Allan Poe chiamava “il demone della perversità” e che consiste nel farsi male da soli come Tafazzi (vedi l’ultima uscita di Letta, la devianza giovanile è una cosa bella), le elezioni politiche che si voteranno il prossimo 25 settembre 2022 hanno molti confronti nei seggi che sembrano sfide all’Ok Corral: collegi uninominali, sistema maggioritario, chi prende un voto in più vince tutto. Sfide secche.

In Lombardia a Sesto San Giovanni ex Stalingrado d’Italia ormai espugnata (il sindaco fra l’altro è un ex operaio) vede Isabella Rauti, figlia di Pino ed ex moglie di Gianni Alemanno, sfidare Emanuele Fiano e abbiamo detto tutto: chissà cosa avrà da dire il deputato dem, fissato con antifascismo in assenza di fascismo e l’antisemitismo in assenza di antisemitismo, a proposito del non basso tasso di antisemitismo del suo partito?

Sfida tra big in un’altra zona rossa: Bologna. Qui Pierferdinando Casini, che ha passato più anni dentro il Parlamento che fuori, se la vedrà con Vittorio Sgarbi: il Vittorione Nazionale ha un grande progetto culturale su Bologna e per questo dovrà vincere assolutamente nella città più rossa d’Italia dove la sinistra candida un democristiano doc (la crisi d’identità fa brutti scherzi).

In Sicilia sfida “in famiglia”: Stefania Craxi vs Bobo Craxi, candidati rispettivamente con il centrodestra a Gela (per il Senato) e per il centrosinistra a Palermo (per la Camera). I Socialisti non si sono mai messi d’accordo tra loro, sempre separati in casa, sembra proprio un destino..ma per Bobo la strada è in salita, molto in salita.

A Cremona la sinistra con Carlo Cottarelli se la vedrà con Giulio Tremonti, che non solo è stato un Ministro dell’Economia, come anche i sassi sanno: forse non tutti sanno che è anche un fine pensatore. Andare a leggervi il suo libro pubblicato nel 2020 in piena pandemia e poi diteci che effetto fa leggere due anni dopo certi passaggi così profondi e profetici…

Marcello Pera, un altro filosofo ma questa volta “ufficiale” essendo accademico d’Italia, già Presidente del Senato fortemente voluto dal Cav nella XIV Legislatura, in Sardegna sfida Gavino Manca e Dio solo sa quanto la Repubblica (nel senso della Repubblica di Platone, mica quella di Scalfari) abbia bisogno di filosofi al suo servizio…

Poi certo ci sono i big, Giorgia Meloni vs Zingaretti nel Lazio e Renzi (udite udite!) contro il Cav in Lombardia, ma ci sono tante altre sfide altrettanto “grosse”, vedi Lavinia Mennuni storico consigliere comunale a Roma per FDi, cattolica, chiamata l’ “anti Bonino” che al Senato si confronterà proprio con Calenda e Bonino. E poi Carlo Nordio ex procuratore di Venezia ed Eugenia Roccella giornalista e leader del Movimento di liberazione della donna, che con i suoi studi ha messo in discussione gli stereotipi delle battaglie femministe. E poi Rita Dalla Chiesa, che non ha bisogno di presentazioni, candidata in Liguria e Puglia e Tilde Minasi assessore alle Politiche Sociali in Calabria , uno dei nomi più quotati e importanti della politica calabrese.

Giorgia Meloni potrebbe essere il primo premier donna e Fratelli d’Italia è in assoluto il partito con più donne candidate. Ecco perché non possiamo non segnalare Paola Frassineti, ormai una bandiera in Lombardia, Marta Schifone (Campania), Augusta Montaruli (Piemonte), Monica Ciaburro (Piemonte) Wanda Ferro (Calabria), Carmela Bucalo (Sicilia) e il ritorno di Elisabetta Gardini (Veneto).

Con Manfredi Potenti della Lega a Livorno sarebbe molto bello assistere alla debacle definitiva della sinistra in uno dei pochi feudi dove sa di poter vincere: bello e (non) impossibile. Come bello (e non impossibile) anzi quasi certa le vittorie di candidati da sempre attenti al territorio di FDI come  Mauro Rotelli a Viterbo, di Massimo Ruspandini a Frosinone, e degli assessori al Turismo della Regione Liguria , Gianni Berrino (Liguria) e quello al Bilancio della Regione Marche , Guido Castelli (Marche) ed il sindaco di Puglianello nel beneventano di Forza Italia, Francesco Maria Rubano (Campania).

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