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Il corto ​​di Nicola Conversa​ con Claudia Gerini è stato presentato alla Mostra di Venezia​

​Avere un profilo social, per un adolescente o un bambino, equivale a disporre di un facile accesso a relazioni e legami virtuali. I ragazzi tendono ad aggiungere alla propria cerchia virtuale numerosi “amici di amici”, senza avere la piena consapevolezza che in questo modo si fornisce libero accesso ad una significativa quantità di informazioni personali e private. Secondo i recenti dati OCSE, sono circa 500 mila i predatori sessuali attivi ogni giorno in Rete. L’adescamento on line è un fenomeno dilagante e ciò che preoccupa è soprattutto la giovane età delle vittime. Il 50% di loro ha un’età compresa tra i 12 e i 15 anni (la fascia più colpita è quella compresa tra i 10 e i 13 anni, che nel 2021, in Italia ha fatto registrare ben 306 vittime di adescamento online). Un lento processo interattivo attraverso il quale il cyber predatore, con l’obiettivo di realizzare attività di natura sessuale o di sfruttamento, intreccia una relazione intima e duratura con una giovane vittima inconsapevole.

La Bambola di Pezza​, ​​​di Nicola Conversa​,​ è il progetto transmediale, con lancio multi piattaforma, vincitore del contest La Realtà che ‘non’ esiste, ideato da Manuela Cacciamani, produttrice di One More Pictures e Presidente Unione e Creators digitali di Anica e realizzato con Rai Cinema. Il corto è stato presentato come evento speciale alla 79 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Scritto e diretto da Nicola Conversa, protagonisti: Claudia Gerini, Tommaso Cassissa e Mariasole Pollio. Giunto alla quarta edizione il concorso, ideato da Manuela Cacciamani nel 2019, è rivolto a giovani creators con l’obiettivo di individuare nuove forme di storytelling multimediale e multipiattaforma così da indagare in modo più efficace le minacce del web e le problematiche sociali legate al mondo del digitale. Il corto lineare, in contemporanea alla proiezione ufficiale al Festival di Venezia, è stato lanciato in esclusiva su RaiPlay; nella versione VR 360 sarà pubblicato sulla App Rai Cinema Channel VR. E’ stata, inoltre, realizzata una serie podcast di 5 puntate in collaborazione con RaiPlaySound. «Si tratta di un’importante occasione per gli autori emergenti- spiega la produttrice Cacciamani, In questo modo hanno la possibilità di confrontarsi con il processo produttivo pensato e declinato in modo innovativo. Ancorarlo ad un tema sociale rilevante è una scelta chiara – conclude – per rafforzare la conoscenza dei rischi e delle opportunità del digitale, senza demonizzarli o eluderli».

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